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LA NEWSLETTER SETTIMANALE DI ANDREA BATILLA

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CHE SENSO HA MARGIELA SENZA NICHILISMO?

Il reboot di Glenn Martens di Maison Margiela sta funzionando per le ragioni sbagliate.

Dell’ultima sfilata co-ed ready-to-wear e artisanal di Maison Margiela a Shanghai, Luke Leitch su Vogue Runway ha scritto che è “vicina ad essere un capolavoro”.

L’entusiasmo che la stampa sta dimostrando per il lavoro di Glenn Martens da Margiela è in parte giusto, in parte totalmente infondato o quantomeno basato su presupposti sbagliati. Nel senso che il fatto che venga presa per un capolavoro non è una buona cosa.

Vediamo perché.

A Porte Chiuse è un’opera teatrale di Jean Paul Sartre del 1944 in cui 3 personaggi più un valletto si ritrovano in una stanza chiusa che scoprono essere l’inferno. Capiscono dopo poco che nessuno di loro subirà torture o pagherà per le proprie colpe in modo classico. Saranno semplicemente costretti a subire i giudizi reciprochi per l’eternità. Nelle ultime pagine Sartre fa dire ad uno dei personaggi la nota battuta: “L’inferno sono gli altri”. Peraltro, come non essere d’accordo?

A Porte Chiuse è un capolavoro dell’esistenzialismo, una corrente di pensiero che immagina l’essere umano solo, che vaga nel vuoto dello spazio e del tempo e ha sé stesso come unico punto fermo a cui tornare. Siamo in Francia, dopo la guerra, e l’ottimismo è una merce che si comincerà a rivedere venti anni dopo, negli anni ’60.

Da questo tipo di pensiero deriveranno il punk e tutti i suoi discendenti, ma anche Luigi Tenco, Camus e Moravia, sia in termini di contenuti che di estetica. Neri, pallidi, disgraziati, sfortunati, ai margini del mondo ma con un fortissimo approccio morale alle cose. Ah, da lì viene anche Margiela.

Tutto questo arriva da secoli di pensieri ateisti e soprattutto dal nichilismo feroce di Nietzsche e del suo proclama “Dio è Morto”. Il nichilismo, contrariamente all’esistenzialismo, non ha speranza, non trova possibili vie di uscita. Niente ha senso, tutto è casuale, la vita è solo un percorso nel dolore. In particolare, tutto ciò che è tecnologia è espressione del nichilismo perché procura illusioni di salvezza che in realtà non esistono.

Il dadaismo è un suo diretto discendente ma anche Trent Reznor dei Nine Inch Nails. E, ovviamente, Margiela.

Questa digressione filosofica serve a capire quali sono le radici del lavoro di Martin Margiela e di molti designer degli anni ’90 che si sono ritrovati a lavorare dopo la gigantesca glorificazione della vita degli anni ’80. Messi di fronte a una realtà di crisi economica e valoriale, molti autori hanno deciso di aprire le porte dell’inferno per farne uscire i condannati e guardarli in faccia.

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