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Non siamo gli unici. L'arte segreta della natura – registrazione dell’incontro

Care abbonate e cari abbonati,

martedì 23 giugno abbiamo incontrato online Giorgio Volpi per parlare del suo Non siamo gli unici. L'arte segreta della natura (Aboca Edizioni), uscito a maggio di quest'anno. È stato uno di quegli incontri in cui si parla di un libro e si finisce per parlare di quasi tutto: di ecologia, di arte, di religione, di piccioni domestici e di Cleopatra che scioglie una perla nell'aceto. La registrazione è disponibile per tutti gli abbonati qui sotto.

Guarda la registrazione

https://drive.google.com/file/d/1291IA1VVaOG3si66LGQNtQElI2kOItFg/view?usp=sharing (Opens in a new window)

Di cosa si è parlato

Il libro di Volpi costruisce un argomento apparentemente semplice — noi esseri umani tendiamo a sopravvalutarci — e lo percorre con una pazienza e una concretezza che raramente si trovano in nella letteratura scientifica divulgativa. La sua critica all'antropocentrismo non è né moralista né nostalgica; è, come ha spiegato lui stesso nell'incontro, fondamentalmente egoistica nel senso migliore del termine: se vogliamo garantirci un futuro decente, dobbiamo smettere di credere di essere i migliori in tutto.

La struttura del libro è pensata per aggredire l'eccezionalismo umano da più fronti. I primi capitoli affrontano le arti — danza, teatro, musica — e mostrano come quelle che consideriamo prerogative creative umane abbiano corrispettivi precisi, spesso più elaborati e sorprendenti, nel mondo animale. Poi vengono le abilità tecnico-scientifiche, confrontate con le soluzioni che la selezione naturale ha prodotto in milioni di anni; e infine il comportamento rituale, territorio delicatissimo in cui Volpi si muove con una certa prudenza ma anche senza falsi pudori.

Nell'incontro ci siamo soffermati su alcuni esempi particolarmente efficaci. Le api di Von Frisch, che comunicano attraverso la danza la posizione del cibo con estrema precisione, correggendo in tempo reale la traiettoria in base allo spostamento del sole e alla forza del vento: una sofisticazione che non ha equivalenti nella danza umana. Gli uccelli giardinieri, che costruiscono teatri decorati con oggetti scelti per colore — blu con blu, rosso con rosso — e li modificano in funzione del pubblico che devono convincere. L'opossum che mimando la morte rallenta il battito cardiaco ed emette odore di cadavere, una performance che nessun attore potrà mai eguagliare. Le perle come oggetto di riflessione sulla scienza dei materiali: il carbonato di calcio che i molluschi costruiscono con una precisione che la chimica umana non ha ancora saputo replicare, nonostante duemila anni di storia in cui quel minerale è stato considerato tra i più preziosi al mondo.

Sul finale abbiamo discusso del capitolo dedicato alla ritualità, in cui Volpi traccia un parallelo tra le basi comportamentali della religione umana e certi comportamenti degli animali, in particolare corvi e scoiattoli, che in risposta all'interruzione di una fonte di cibo cominciano a portare offerte votive: fiori, sassi, bacche. Quasi mai cibo. Ed è difficile non notare la somiglianza con la logica del tributo che attraversa le religioni umane in ogni epoca e latitudine.

Giulia Bocchio ha raccontato della maestra di Alessandria i cui alunni non avevano mai visto una gallina, che è diventato il modo per ragionare su come la distanza dalla natura non sia solo un problema ecologico ma anche cognitivo e sensoriale: se non si è mai stati a contatto con la bellezza del mondo naturale, è difficile sviluppare le categorie per apprezzarla, rispettarla o anche solo riconoscerla.

Leggi l'estratto su L'Indiscreto

Abbiamo pubblicato sul sito un estratto del libro dedicato alla percezione del tempo — un tema che nel libro serve a mostrare quanto la nostra esperienza temporale, così centrale nella vita psichica umana, abbia radici e paralleli profondi nel mondo animale.

Perché il tempo ci sfugge? (Opens in a new window)

Non siamo gli unici. L'arte segreta della natura, Giorgio Volpi — Aboca Edizioni, 2026

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