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Il marketing dei film sulla moda è (molto) meglio della moda vera

A distinguerli non è di certo il realismo (che nei giornali di moda in passato non è mai esistito) quanto un ingrediente che invece servirebbe assai di più: sapere quando smettere di prendersi sul serio

L’ultima notizia a riguardo mi è arrivata stamattina, quando un solerte ufficio stampa mi ha avvisato che, durante uno degli impegni relativi al press tour del film Il diavolo veste Prada 2, Meryl Streep era stata fotografata con una borsa del suddetto brand. Il pezzo più rilevante del suo look non era però quello, e manco la blusa leopardata che l’attrice indossava all’ingresso degli studi televisivi del Late Show di Steve Colbert, quanto quello che aveva probabilmente sotto, e che ha sfoggiato durante la puntata.

Un maglione.

Ma mica uno qualunque.

Il suo era un maglione CERULEO.

Si tratta dell’ultima di una serie di trovate pubblicitarie abbastanza geniali nella loro auto-ironia per sponsorizzare il film, che arriva a fine mese anche in Italia. Il peccato, a pensarci bene, è che l’industria della moda sia molto meno divertente (ieri come oggi) di quanto non vogliano implicare queste geniali campagne di marketing.

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