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LA NEWSLETTER SETTIMANALE DI ANDREA BATILLA

WITH ENGLISH VERSION

CANDELE AL PROFUMO DI COLPA

Tra gli 8 e i 19 anni ho abitato a Lido di Camaiore, in Versilia. Anche se meta di vacanze estive e lontana dalle grandi città, la costa versiliese ha accolto dagli anni ’60 un turismo molto ricco, specie nell’area di Forte dei Marmi. I ricchi hanno portato soldi e con i soldi sono arrivati ristoranti, negozi e una serie di altre commodities non certo necessarie alla sopravvivenza dei locali ma fondamentali per il divertimento e la spensieratezza degli alto spendenti.

Era frequentissimo vedere camminare per le strade di Forte dei Marmi Giorgio Armani che si era comprato una casa lì vicino e che non si sentiva disturbato dagli occhi discreti di chi lo osservava incuriosito. Armani era già una mega star quando io ero molto piccolo, sempre in tv e sui giornali, una celebrity che ti potevi trovare vicino al bar ma che nessuno avrebbe mai disturbato, raramente qualcuno gli avrebbe chiesto un autografo o una foto e in pochissimi l’avrebbero osservato in maniera diretta e sfrontata.

Giorgio Armani rappresentava molto bene il suo brand, così educato, mai sopra le righe, nessuna esagerazione, pochissimi ma attenti accenni alla sua vita privata. Qualche foto delle sue case, delle sue amiche attrici, delle sue vacanze, ma poco altro. 

Privato e pubblico coincidevano in una maniera esatta, rendendo il brand coerente, solido, immediatamente riconoscibile. Armani ha mantenuto questa discrezione fino alla sua morte, anche quando aveva probabilmente imparato a fermarsi se qualcuno gli chiedeva un selfie.

Flash forward alla candela di Chiara Ferragni di cui ho parlato in un post su Instagram che ha ricevuto 150.000 visualizzazioni e 135 commenti, quasi tutti negativi sia verso Ferragni che verso quello che ho scritto. Nel post ho semplicemente detto che Ferragni aveva imboccato (con la candela) un’interessante via verso la crescita anagrafica dei propri clienti. Niente di più.

Eppure la reazione di chi ha commentato è stata quasi sempre arrabbiata, aggressiva e tendente al conflitto. Questo perché, esattamente all’opposto di Giorgio Armani, il brand Chiara Ferragni è direttamente sovrapponibile alla persona, esattamente identificabile con lei. E mentre è molto più raro scaldarsi per il comportamento di un marchio (anche se possibile), avere opinioni, anche molto forti, verso una persona magari bella e privilegiata, sembra essere quasi automatico.

Argomento POST SETTIMANALI

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