
C'è un’anomalia temporale nell’aria. Se entri in una stanza piena di ventenni oggi, potresti avere un déja-vu: pantaloni larghi, catene, magliette sbiadite dei Deftones e uno tsunami di feedback che esce dalle casse. La Gen Z ha deciso che il perfezionismo plastificato del pop ha stancato. Vogliono il rumore, la malinconia e quel sano angst che pensavamo di aver buttato nel cestino insieme ai CD graffiati negli anni '90. Grazie a TikTok, generi come lo shoegaze, il grunge e il nu-metal sono stati smontati e rimontati. La distorsione – oltre che a fare rumore, naturalmente – serve anche da “coperta di Linus” in cui rifugiarsi mentre il mondo fuori va a rotoli. Il risultato è un’ondata di band che suonano sporche, pesanti e sognanti.

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Consiglio per la lettura: ho snellito la tracklist seguendo i vostri suggerimenti, ma la sostanza non cambia. È pensata per essere sfogliata mentre il podcast gira. Insomma, una specie di esperienza “immersiva” vecchia scuola, fatta di attenzione, carta (anche se digitale) e un rapporto uno a uno con il suono, come quando si consumavano le pagine del libretto di un CD mentre le casse facevano il loro lavoro.
Amira Elfeky – Tonight (00:02:42) + Crossed The Line (00:48:01) da Surrender /EP 2024/Atlantic Records/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
Amira Elfeky è la risposta moderna a chi dovesse chiedersi cosa sarebbe successo se il nu-metal avesse frequentato un corso di estetica noir. Di origini egiziane e cresciuta nel Connecticut, Amira ha iniziato a pubblicare musica solo dopo aver accumulato una discreta collezione di chitarre e un'ossessione per i Deftones. Il brano è nato letteralmente in una camera da letto, ma ha un respiro che punta ai palazzetti. Il suono è un amalgama di bassi profondi e linee vocali che fluttuano sopra riff massicci, mitigando l’impressione del "già sentito" grazie a una produzione che privilegia l'intimità rispetto all'aggressione pura. Un aneddoto interessante riguarda la sua firma con la Atlantic Records, avvenuta così velocemente dopo i primi video virali che la cantante non aveva ancora una band completa per esibirsi dal vivo.
Split Chain – Fade (00:06:43)/Singolo, 2023 + I’m Not Dying To Be Here (00:29:44) da Motionblur/LP 2025/Epitaph Records/Listen and buy “Fade” on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
Questi ragazzi di Bristol hanno deciso che etichettarsi come "Dreamo" fosse il modo migliore per evitare che i critici perdessero tempo a catalogarli (per loro fortuna, Lester Bangs non è più tra noi). Il suono di “Fade” è una stratificazione di strutture shoegaze che però non dimentica mai di avere il cuore pulsante e rabbioso dell'emo-core britannico. Le chitarre sono saturate al punto giusto, creando quella sensazione di "onda d’urto" che però lascia spazio a una melodia vocale quasi ipnotica. La band è nota per un'estetica visiva molto curata che riprende i colori acidi delle vecchie pellicole, un dettaglio che aiuta non poco quando devi bucare lo schermo di uno smartphone.
Static Dress – Courtney, Just Relax (00:12:40) da Rouge Carpet Disaster/LP, 2022/Venn Records/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
Se esistesse un premio per il "World Building" nel post-hardcore, Olli Appleyard lo vincerebbe ogni anno. Olli non è solo il cantante, ma il regista, il fotografo e il grafico di tutto il progetto Static Dress. Il suono di questo brano è un caos controllato che ricorda i momenti migliori dei Glassjaw. Cambi di tempo schizofrenici e una voce che passa improvvisamente dal sussurro al grido. Appleyard è ossessionato dal controllo creativo al punto da aver girato i video musicali in formati analogici obsoleti per garantire che la grana dell'immagine fosse coerente con il graffio delle chitarre. Diciamo che "rilassarsi", come suggerisce il titolo, non è esattamente l'obiettivo della traccia.
Fleshwater – Jerome Town (00:16:26) da 2000: In Search Of The Endless Sky + Kiss The Ladder (00:46:42) da We’re Not Here to Be Loved/LP, 2022/Closed Casket Activities/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
Nati come progetto parallelo della band hardcore Vein.fm, i Fleshwater sono diventati rapidamente la portata principale per molti ascoltatori. “Jerome Town” è un saggio su come utilizzare le oscillazioni sonore per rendere una chitarra distorta quasi sognante. Le voci di Anthony DiDio e Marisa Shirar aggiungono quel tocco di malinconia anni '90 che bilancia la sezione ritmica, che invece è abrasiva come una grattugia.
Silly Goose – Cowboy (00:22:53) da Keys To The City/LP, 2025/Blue Grape Music/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
I Silly Goose sono l'equivalente musicale di un tizio che si imbuca a una festa con una cassa enorme e finisce per diventare l'anima della serata. Originari di Atlanta, la loro bio è più simile a un verbale di polizia grazie ai "guerrilla show" eseguiti su un furgone trasformato in palco nei parcheggi dei grandi festival (come il Lollapalooza) o davanti ai fast food. “Cowboy” è un pezzo nu-metal con un groove di basso che invita inesorabilmente al pogo. Il loro suono è grezzo, orgogliosamente non raffinato e pieno di quella spavalderia tipica di chi sa che il rock è prima di tutto attitudine.

Moodring – SYNC.wav (00:26:17) da Stargazer/LP, 2022/UNFD/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
Se i Deftones e i Nine Inch Nails avessero un figlio cresciuto a pane e Internet, suonerebbe come i Moodring. Il frontman Hunter Young ha creato un suono tanto pesante quanto sensuale, dove le basse frequenze e i sintetizzatori eterei non solo riempiono lo spazio, ma danno vita a una vera e propria esperienza sinestetica. Per la band, “SYNC.wav” è la traduzione sonora di un blu profondo e metallico, uno scambio dei sensi dove l'oscurità del basso incontra la freddezza della luce digitale.
Soul Blind – Stuck In a Loop (00:33:12) da Feel It All Around/LP, 2022/Other People Records/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
Vengono dall'Hudson Valley e portano con sé l'odore della pioggia sui marciapiedi di Seattle. I Soul Blind non cercano di inventare la ruota, ma la fanno girare veloce. Il suono di “Stuck In a Loop” è un grunge massiccio con riff circolari che giustificano il titolo, un'ossessione sonora che nasce direttamente dall'alienazione dei tour DIY. Il brano cattura quella ripetitività vissuta durante le lunghe ore passate nei furgoni, rinunciando ai trucchi moderni per concentrarsi sulla potenza naturale degli amplificatori.
Sleep Token – Thread The Needle (00:36:09) da One/EP, 2016/Basick Records/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
Andiamo alle origini del culto. Prima di diventare un fenomeno mondiale, gli Sleep Token hanno debuttato con questo brano che mette subito in chiaro le cose: la voce di Vessel è uno strumento soul prestato al metal atmosferico. Il suono è un crescendo drammatico che parte con un piano minimale per esplodere in una sezione ritmica pesantissima e sincopata. La band mantiene un anonimato totale, sostenendo che la musica sia un'offerta a una divinità chiamata "Sleep". Questo ha creato una delle fanbase più dedite (e ossessionate dalle teorie del complotto) della storia recente.
Narrow Head – Moments of Clarity (00:42:38) da Moments of Clarity/LP, 2023/Run For Cover Records/Listen and buy on Bandcamp (Si apre in una nuova finestra)
I Narrow Head sono i maestri del “Big Guitar Sound”, quella capacità tipica dei gruppi texani di suonare enormi e rilassati allo stesso tempo. Il brano che dà il titolo all'album è un trionfo di melodie power-pop sepolte sotto strati di distorsione, una densità che nasce dall'ossessione del frontman Jacob Duarte per i pedali d'epoca. Da collezionista seriale di hardware vintage, Jacob è convinto che solo il calore del suono analogico possa far vibrare davvero le corde dell’anima di chi ascolta.
Dexter & The Moonrocks – Freakin' Out (00:51:22) da Western Space Grunge/EP, 2024/Severance Records
Il nome del genere che hanno coniato, "Western Space Grunge", sembra uscito da un generatore casuale di parole, ma descrive perfettamente l'incrocio tra la narrazione del country e l'estetica dei Nirvana. “Freakin' Out” parla di ansia sociale con una schiettezza disarmante, sorretta da un riff che starebbe bene sia in un saloon che in un club underground. La loro ascesa su TikTok è dovuta proprio a questa capacità di parlare a due mondi apparentemente opposti .
Wisp – Your Face (00:55:05) da Pandora/EP, 2024/Interscope Records
Chiudiamo con il fenomeno che ha riacceso la miccia dello shoegaze. Natalie Lew ha scritto “Your Face” a 19 anni, un abbraccio di distorsione eterea che sembra provenire da un'altra dimensione. Questa ampiezza del suono nasce in realtà tra le mura di casa, dove il brano è stato composto e registrato usando la tecnologia digitale (dei plugin) per ricreare il sound di amplificatori del passato. È la prova definitiva che, nel 2026, a volte bastano un buon orecchio e un'app per trasformare un “ciuffo” di suono in un piccolo sisma nelle classifiche mondiali.
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