
Iniziamo con una confessione: quest’anno non sarò a Parigi per le sfilate. Questo non vuol dire che normalmente ci vada, e mi trattenga per 10 giorni: le riviste mainstream non hanno più i soldi per quel tipo di investimento (10 giorni a Parigi, nella settimana della moda, sono assai costosi), figurarsi se li hanno quelle indipendenti. Di solito scelgo la seconda parte della fashion week, perché ci sono sfilate di brand che mi interessano (Miu Miu, Valentino, Chanel) ma in questa occasione, in quanto fashion director, dovevo seguire un grosso progetto relativo alla moda che vedrete sul prossimo numero di Studio, e quindi la mia presenza era richiesta altrove negli stessi giorni. Va bene così, ci saranno altre fashion week (fine del mondo e guerre nucleari permettendo), però approfitto di questa newsletter per parlare brevemente (ma non troppo) delle collezioni che, in tre giorni di tempo, hanno messo a tappeto l’intera fashion week milanese, che si regge al momento solo per il culto di Prada (ma ho fiducia in Jil Sander con Bellotti e nel Marni di Meryll Rogge)
E quindi, iniziamo.