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Pinocchio e l’Abbecedario etico

di Ettore Macchieraldo

Da ieri potete trovare su Spreaker la terza puntata del podcast di Alessandra Maf Filippi, Abbecedario etico. Una lettera per volta Maf, storica e ricercatrice indipendente, ragiona sul linguaggio e su quanto il suo uso per modificare la percezione della realtà sia una, se non “la”, modalità per conservare il consenso da parte dell’attuale classe dirigente.

È una lunga e storica diatriba se vengano prima le parole o le cose, un po' come il famoso detto popolare “se sia nato prima l’uovo o la gallina”. La Bibbia su questo fu chiara:

in principio era il verbo

poi venne tutto in resto.

In realtà, soprattutto oggi che siamo in una società “fluida”, quelli da osservare e decifrare sono i fenomeni. E per farlo e per capirci non possiamo che metterci d’accordo sul significato delle parole.

Se invece

un massacro diventa “operazione di sicurezza”, un muro diventa “barriera difensiva”, la colonizzazione diventa “insediamento”.

non ci possiamo capire più. Diventa una Babele, per tornare all’antico testamento.

Con Maf ci siamo incontrati camminando durante la Local March for Gaza sul Cammino dei Briganti (Abre numa nova janela), in Abruzzo, l’estate scorsa. E le Local March for Gaza promuovono questo podcast. Come continuiamo a ripetere: il gesto del camminare è di per sè un metodo per comprendere ciò che ci circonda e costruire relazioni autentiche.

A questo importante lavoro di Maf abbiamo affiancato la filastrocca Pinocchio e la scuola pubblica e statale di Andrea Sottile letta da Paolo Poli e da Laura Cicognani.

https://www.youtube.com/watch?v=ECP4ldr8X9s (Abre numa nova janela)

E qui sotto trovate la mia introduzione alla lettera C come Censura, che sentirete nel podcast di Alessandra Maf Filippi.

La voce di questa filastrocca è di Paolo Poli. L'abbiamo scelta per introdurre il podcast Abbecedario Etico, un progetto originale di Alessandra Maf Filippi, promosso dalle Local March for Gaza.

Io sono Ettore e sono uno dei genitori ai quali Paolo Poli donò questa registrazione.

Lo fece per difendere la presenza della scuola pubblica italiana, anche nei piccoli paesi.

“La scuola ha un problema solo, i ragazzi che perde. Se si perdono i ragazzi più difficili, la scuola non è più scuola, è un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”

Questa frase la si può trovare in “Lettera a una professoressa”.

Un testo dal linguaggio semplice e preciso, proprio della Scuola di Barbiana di Don Milani.

Nella società dello spettacolo, la censura non bussa più con il silenzio, ma con il rumore: un flusso eccessivo di parole che saturano gli spazi e anestetizzano il pensiero critico, lasciando senza parole i più indifesi.

È una vera e propria strategia di distrazione di massa.

Per comprendere i meccanismi di questo cortocircuito, vi lascio alla C come censura, dell'Abbecedario di Alessandra Maf Filippi, un'analisi necessaria su come la parola da strumento di liberazione si trasforma in strumento per confondere e modificare la percezione della realtà. Buon ascolto!

https://www.spreaker.com/episode/c-come-censura--72081191 (Abre numa nova janela)
Tópico Imparare con i piedi

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