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156. La piccola Battaglia portatile

Esce domani un libretto vecchio e nuovo: l’ho già pubblicato nel 2016, quella che esce domani è un’edizione rivista e con delle pagine nuove, metto qua sotto il finale, che mi piaccion gli spoiler.

15. Prima

Dopo, eravamo io e lei da soli mi ha chiesto «Ma te, prima della mamma, quante volte ti sei innamorato?».

Io ci ho pensato un po’ poi le ho detto «Tre».

«Ecco», mi ha detto lei, «avrei proprio detto tre».

16. Una vergogna

Quando la Battaglia era piccola, avrà avuto tre anni, una volta l’ho portata al cinema a vedere Harry Potter, il secondo.

Il cinema era vuoto, era la prima proiezione del pomeriggio, lei correva in mezzo alle file, prima che cominciasse il film, dopo il film è cominciato, ci siamo messi a guardarlo, quando è finito il primo tempo, il film a me non piaceva, ho preso la Battaglia le ho detto «È finito».

Allora ci siamo alzati, siamo usciti, nell’andar via le ho chiesto «Ti è piaciuto?», «Moltissimo», mi ha risposto lei.

Mi vergogno ancora adesso.

17. Il ruolo della Madonna

E una volta sotto Natale Togliatti mi ha detto che la Battaglia, quando era piccola, pensava che la Madonna fosse l’aiutante di Babbo Natale.

18. Come mi vesto

Una volta ho comprato uno zaino uguale a quello che avevo prima, la Battaglia l’ha visto mi ha detto «Tu ti vesti sempre nello stesso modo».

“Come Einstein”, ho detto io.

«Come SpongeBob», ha detto lei.

19. Palestra

Per un paio di anni siamo andati in palestra insieme, con la Battaglia, e nessuno dei due ne aveva voglia; è bello, condividere le passioni con qualcuno con cui sei in sintonia.

20. Incidenti

Una volta abbiamo fatto una passeggiata, a un certo punto mi son messo a raccontarle i miei incidenti stradali. Ci siamo molto divertiti, la passeggiata è durata quaranta minuti, non sono riuscito a finire, ho finito il giorno dopo.

21. Una parola

Un’altra volta, aveva 15 anni, ho telefonato alla Battaglia, le ho fatto tipo sette domande, mi ha risposto a tutte «Sì». Le ho detto «Puoi usare anche un’altra parola, non so, “malinconico”?». Lei ha taciuto un attimo poi mi ha detto «Devo studiare storia dell’arte». «Grazie», le ho detto io.

22. Vincere

Dopo, nel 2017, Con la Battaglia siamo andati alla coop di via Andrea Costa a far spesa e alla fine, dopo che abbiamo pagato, la cassiera mi ha dato una specie di gratta e vinci che io di solito non li prendo mai che a me non piace, grattare, e non mi piace neanche tanto vincere, devo dire.

Questa volta la Battaglia mi ha detto «No no, prendilo, lo gratto io», e allora l’ho preso e lei l’ha grattato e dopo ha detto «Ho vinto», e era vero, c’era scritto: «Hai vinto uova grandi fresche da allevamento a terra origine coop x 10».

Era contentissima, la Battaglia, diceva che da quando è nata non aveva mai vinto niente ogni tanto ripeteva, tra sé, Non capita tutti i giorni, di vincere dieci uova, è stata una cosa memorabile, in un certo senso, con la Battaglia capita, che le cose siano memorabili.

23. Quelle lì

Poi la scorsa estate, io ero a Casalecchio, la Battaglia era al mare, mi ha telefonato mi ha chiesto una cosa, che le serviva quando tornava, i primi di agosto.

E io le ho risposto e le ho detto «Sì, certo».

E quando succede, che la Battaglia mi chiede una cosa e io le rispondo «Sì, certo», mi sembra di avere un posto, nel mondo.

Mi sembra, delle volte, di essere qui per dire «Sì, certo», alla Battaglia.

E mi viene in mente l’inizio di una poesia di Velimir Chlebnikov che dice: «Le ragazze, quelle che camminano, con stivali di occhi neri, sui fiori del mio cuore».

Che sono loro due, la Battaglia e sua mamma, quelle ragazze lì.

State bene (bombé).

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