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Due parole, per favore, sul method dressing

Method dressing sì o method dressing no? La stampa di settore pare averla in uggia, il pubblico ne è deliziato. Pro e contro della tendenza partorita da Law Roach per i red carpet di Zendaya

Potrei scrivere un’intera newsletter sull’importanza delle canaline per nascondere i fili elettrici. Sulla necessità assoluta di andare in giro usando lo Chantecler come estensione del braccio. Sull’arte della brugola come elemento salvavita. Sulle metodologie per evitare di pensare al disordine in casa, quando sei affetta da un disturbo ossessivo compulsivo che ti richiede, per concentrarti, di avere l’ordine e la pulizia tutto intorno a te. Spoiler: ti chiudi la porta dietro nell’unica stanza che ha una parvenza di dignità, e non ne esci fin quando la situazione non si è risolta. Insomma, potrei ammorbarvi con gli orrori di un trasloco, quelli che sto vivendo io e che mi fanno sentire dentro un perenne giorno della Marmotta almeno da una settimana, ma siccome sono persona molto generosa, ve lo risparmio. Parliamo oggi di altro, di Zendaya, Law Roach, del method dressing che è diventato divisivo (tutti argomenti che non mi appassionano particolarmente ma che richiedono delle delucidazioni generali). Partiamo.

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