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Maledetti Toscani #2 e un interessante festival a Prato

Il secondo episodio del podcast di Buzz Prato: la presidenza, le coalizioni, i candidati e le candidate.

Alle regionali toscane del 2025, Prato si ritrova – suo malgrado – al centro della partita. Dopo le dimissioni della sindaca e il commissariamento del Comune, il PD schiera l’ex sindaco Matteo Biffoni, affiancato dalla giovane capolista Marta Logli. Fratelli d’Italia invece cala all’ultimo minuto la carta di Chiara La Porta, deputata, diventata il nuovo volto del partito dopo il caso Cocci–Belgiorno.

In questo secondo episodio di Maledetti Toscani raccontiamo i tre candidati alla presidenza – Eugenio Giani, Alessandro Tomasi e Antonella Bundu – le coalizioni che li sostengono e i principali candidati e candidate pratesi al consiglio regionale.

Il commento finale è di Giorgio Bernardini, giornalista del Corriere Fiorentino, che ricorda come la composizione del consiglio regionale sia spesso più una questione di matematica che di politica.

La sigla del podcast è un brano originale (Öffnet in neuem Fenster)di Giovane Veltro e Roen, giovani talenti pratesi. La foto della grafica è di Paola Ressa. Scrittura, registrazione e montaggio sono a cura di Lorenzo Tempestini.

Maledetti Toscani è libero e gratuito per tutte e tutti, reso possibile grazie a chi in queste settimane ha già deciso di abbonarsi a Buzz Prato. Più saremo, più progetti come questo potranno crescere nei prossimi mesi.

Fatemi sapere se vi è piaciuta la puntata: se preferite, il podcast si può ascoltare anche su (Öffnet in neuem Fenster)Spotify (Öffnet in neuem Fenster). (Öffnet in neuem Fenster)


La settimana

Un riassunto dei fatti principali della settimana a Prato.

Negli ultimi giorni la vicenda della stireria L’Alba Srl di Montemurlo è diventata uno dei casi simbolo delle contraddizioni del distretto tessile pratese. Martedì 16 settembre un gruppo di operai in sciopero, quasi tutti bengalesi, afghani e pakistani, è stato aggredito durante un presidio davanti ai cancelli: calci, pugni, gazebo distrutti, un lavoratore finito in ospedale. Secondo le ricostruzioni del sindacato SUDD Cobas, che organizza la protesta, tra gli aggressori ci sarebbe stata anche una delle titolari dell’azienda, poi raggiunta da altre persone giunte appositamente per “dare una lezione” ai manifestanti. La procura di Prato ha aperto un’inchiesta per violenza privata e lesioni, con perquisizioni nelle sedi aziendali e il sequestro delle telecamere di sorveglianza.

Ma la tensione nasce da lontano. Fino a pochi mesi fa questi lavoratori erano formalmente assunti da società intermediarie come Forservice o Restiro, con il contratto del settore pulizie: stipendi molto bassi, straordinari non pagati, sabati obbligatori senza compenso. A febbraio, dopo scioperi e picchetti, era arrivato un accordo importante: l’assunzione diretta da parte di L’Alba con contratti a tempo indeterminato e l’applicazione del contratto nazionale tessile. Un passo avanti che sembrava aver chiuso la stagione dei finti subappalti.

Poche settimane dopo, però, la sorpresa: parte delle macchine e della produzione è stata spostata in un altro capannone in via Lecce, formalmente intestato di nuovo alla Forservice. Secondo il sindacato, lì sarebbero stati reclutati nuovi operai tramite caporali, costretti a turni di dodici ore e a vivere in alloggi forniti dagli stessi reclutatori, in condizioni di semi-segregazione. La preoccupazione, oggi, è che L’Alba stia preparando la chiusura “di soppiatto” dello stabilimento principale di via delle Lame per sostituire i 18 operai sindacalizzati con manodopera più sfruttabile.

Il tema sollevato da SUDD Cobas riguarda però l’intera filiera. Non si tratta di una piccola confezione clandestina, ma di un’azienda che lavora per marchi noti della moda, anche di fascia alta. «È giusto che giacche vendute a 1.500 euro vengano prodotte da chi lavora 40 ore a settimana con i diritti del contratto nazionale, o da chi ne lavora il doppio per poco più di mille euro al mese?» ha chiesto il segretario Luca Toscano.

Il sindacato accusa i brand committenti di lavarsi le mani, togliendo commesse all’azienda finita sotto i riflettori per darle a un’altra che lavora alle stesse condizioni. Intanto la procura indaga non solo sull’aggressione, ma anche su possibili ipotesi di sfruttamento e intermediazione illecita. Sabato 20 settembre è prevista una manifestazione a Prato - partenza ore 15 da Prato Porta al Serraglio - con lo slogan “Diritti e dignità nelle filiere del Made in Italy”.

La vicenda mostra bene le contraddizioni di un distretto che produce per l’alta moda ma si regge, in molti casi, su salari bassissimi e condizioni di lavoro da “terzo mondo”, come dicono i sindacati. Un sistema in cui i subappalti e le cosiddette “scatole cinesi” permettono di aggirare contratti e tutele, mentre la città si interroga ancora su quanto il “Made in Italy” sia davvero tale.

Cos’altro è successo, brevemente:

Belgiorno interrogato
L’ex consigliere comunale di FdI, Claudio Belgiorno, estromesso dalle liste per le regionali, è stato interrogato per cinque ore in procura a Prato. Indagato per revenge porn e diffamazione ai danni di Tommaso Cocci, ha respinto tutte le accuse e presentato documenti che chiamerebbero in causa «un altro politico». La procura conferma però il ritrovamento di lettere anonime a casa sua.

Trasporto persone con disabilità
Il commissario prefettizio Claudio Sammartino ha incontrato una delegazione di famiglie escluse dal trasporto sociale per adulti con disabilità, dopo l’introduzione del limite Isee a 43mila euro. Alcuni nuclei, costretti a organizzarsi da soli, spendono fino a 400 euro al mese. Sammartino ha promesso di portare le valutazioni in Società della Salute per correttivi e maggiore progressività nelle quote.

L’inizio delle scuole
Lunedì 15 settembre hanno riaperto le scuole per 27mila studenti pratesi, ma il nuovo anno parte con vecchie criticità: un insegnante su tre è precario, mancano Ata, i servizi per studenti con disabilità inizieranno solo a ottobre e il trasporto scolastico sarà limitato dal contemporaneo sciopero di 24 ore dei Cobas di Autolinee Toscane. Sul fronte infrastrutture, alcuni cantieri sono stati chiusi in extremis per alleviare il traffico nel giorno del mercato.


Antares, un festival di cura e cultura

Un piccolo festival che vuole illuminare il presente e immaginare un futuro possibile. Di Lorenzo Tempestini

Disclaimer. Chi scrive è anche tra le persone che organizzano il festival. Non per questo il racconto che segue è meno rilevante: al contrario, è un consiglio diretto a partecipare a questa tre giorni davvero speciale.

Dal 26 al 28 settembre al Circolo 29 Martiri di Figline, a Prato, si terrà la terza edizione di Antares – Festival di Cura e Cultura, una rassegna ideata e organizzata da un gruppo di quindici giovani volontari/e tra i 20 e i 39 anni. Non è un festival come gli altri: nasce da dentro un circolo Arci di quartiere e mette al centro parole come cura, solidarietà, ecologia e femminismo.

Da dove viene Antares

Il festival prende il nome da una stella molto luminosa: l’idea è quella di «illuminare il presente e immaginare un futuro possibile». È nato nel 2023 come spazio autogestito dai volontari del circolo, per provare a fare cultura e socialità in modo diverso, non come spettatori ma come protagonisti e protagoniste.
Antares è anche un modo per rispondere a un bisogno: creare luoghi gratuiti di incontro, formazione e festa, in un contesto di crisi climatica, precarietà e conflitti. Negli anni scorsi il festival ha già organizzato tredici talk, quindici laboratori e varie tavole rotonde che hanno coinvolto centinaia di persone.

I temi

Il filo conduttore è la cura: intesa come pratica politica, ecologica e sociale, contrapposta a sfruttamento e individualismo. Il programma intreccia incontri sui diritti, l’ambiente e il lavoro con laboratori pratici e attività per bambine e bambini. L’idea è duplice: da un lato formare coscienza critica e collettiva, dall’altro rafforzare le reti associative del territorio pratese e non solo.

Il programma

Il festival si apre venerdì 26 settembre con una tavola rotonda promossa da Arci sul “diritto alla festa”, seguita dal talk Cartografia dei luoghi proibiti, con le autrici Alessia Dulbecco e Domitilla Pirro. La serata continua con laboratori di danza, una performance del Collettivo O.scena e dj set fino a notte.

Sabato 27 settembre comincia con laboratori sulle erbe spontanee e di ceramica per bambinз, per poi passare al talk Il suolo, l’acqua, la città, dedicato all’ambiente e la città di Prato. Nel pomeriggio sono previsti un incontro con Zane Kolektiv e l’Assemblea delle Donne del Coordinamento Migrante di Bologna e un dibattito sul lavoro nel distretto tessile pratese con SuddCobas, studiosi e giornalisti. La giornata si chiude con altri laboratori per bambini e musica fino a tardi.

Domenica 28 settembre il programma si concentra sulla scuola e sulle disuguaglianze sociali, con l’autore Michele Arena, e su pratiche educative all’aperto con laboratori nel bosco. Ci sarà anche un pranzo collettivo di “cucina del recupero”, una tavola rotonda femminista, un laboratorio di scrittura con Francesca Matteoni e, in chiusura, L’eredità di Marcella: un dialogo sul movimento trans in Italia a partire dal podcast su Marcella Di Folco.

Un festival diverso

Antares è gratuito e aperto a tutti e tutte. Non ha finanziamenti istituzionali ma vive del lavoro volontario e di iniziative di autofinanziamento. È, nelle parole di chi lo organizza, «uno spazio libero e politico, dove i giovani non sono solo fruitori di cultura ma creatori di comunità».

Il programma completo del festival sul profilo instagram del circolo 29 Martiri. (Öffnet in neuem Fenster)


Agenda

Cosa non perdere a Prato questa settimana, secondo me.

  • Venerdì 19 – A Vaiano, nella sala consiliare del Comune (ore 21), Luca Misculin de Il Post presenta il suo libro Mare aperto. Dialogheremo insieme a lui io e alla presidente della Fondazione CDSE.

  • Sabato 20 – Manifestazione dei SuddCobas con gli operai L’Alba: partenza ore 15 da Porta al Serraglio.

  • Domenica 21 – Riparte Cinefilante, la rassegna di cinema per bambine e bambini, al cinema Terminale.

  • Da venerdì 26 a domenica 29 – A Figline torna Antares, il festival indipendente di cui vi ho già parlato.

  • Sempre dal 26 al 29 – Al Teatro Metastasio una tre giorni di confronto sul ruolo del teatro pubblico.

Cinema

Riaprono tutti i cinema a Prato: Centro Pecci (Öffnet in neuem Fenster), Terminale (Öffnet in neuem Fenster), Eden (Öffnet in neuem Fenster). Al Terminale c’è "La tomba delle lucciole" di Isao Takahata dello Studi Ghibli, all’Eden c’è il film su Eleonora Duse con Valeria Bruni Tedeschi.


I matti della città di Prato

C’è un libretto, il Repertorio dei matti della città di Prato (Marcos y Marcos), nato da un laboratorio con Paolo Nori. Dentro ci sono racconti e aneddoti di personaggi che diventano memorabili in poche righe: un ritratto buffo e surreale della città.

Ogni settimana ve ne propongo tre, scelti a caso.

Uno diceva che da quando era diventato buddhista oh, trovava sempre parcheggio.

Uno aveva un videonoleggio vicino a piazza del Duomo. I clienti che entravano nel videonoleggio per noleggiare un film chiedevano al Cicche - era il titolare del videonoleggio il Cicche - Cicche, com’è il Titanic? Be’, rispondeva il Cicche, non è male, può piacere e non piacere. E Godzilla, com’è Godzilla, Cicche? Be’, non è male, può piacere e non piacere. E Apocalypse Now, Cicche? Com’è Apolcalypse Now? Be’, non male, può piacere e non piacere. Il videonoleggio ha festeggiato un anno di vita, in perdita, e poi ha chiuso.

Uno si faceva fermare dai testimoni di Geova per fargli cambiare idea.


Una canzone che ho ascoltato mentre scrivevo questa newsletter

Bill Withers, “Use Me”. Una delle voci più potenti della soul music mondiale, uno stile unico: intimo, sincero e allo stesso tempo trascinante. Provate a togliervi il riff del clavinet che suona in sottofondo dalla testa, se ci riuscite.

La potete ascoltare su Spotify (Öffnet in neuem Fenster) qui.

https://www.youtube.com/watch?v=NuYDKzky4z0 (Öffnet in neuem Fenster)

Kategorie Politica

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