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Da un anno mi sveglio alle 5.45

Come funziona, quanto mi costa, cosa non è come sembra: un po’ di “dietro le quinte” della rassegna stampa che faccio da un anno.

La rassegna stampa sul canale Whatsapp di Buzz Prato compie un anno. È questa la buona notizia della settimana. Per festeggiarlo, fino a domenica l'abbonamento costa 24 euro invece di 48, il 50% in meno.

Se volete sostenere il mio lavoro, potrebbe essere il momento giusto. Nel frattempo vi racconto com'è fatto davvero questo lavoro dall'interno.

Perché una rassegna su Whatsapp?

Buzz Prato (l’ho raccontato 200 volte) è nato due anni fa, nel 2024, durante la campagna elettorale, si è fermato dopo l'elezione della sindaca Bugetti, e si è riattivato il 21 giugno 2025 quando la sindaca si è dimessa e il comune di Prato è stato commissariato. Credevo che fosse necessario capirci insieme qualcosa e mettere in file le notizie fuori dall’ordinario che stavano uscendo.

Da quel giorno la mia sveglia, e quella del mio gatto, che ha capito che si mangia a quell'ora, si è tarata sulle 5.45, dal lunedì al venerdì.

Oggi il canale ha 3.252 iscritte e iscritti. Negli ultimi trenta giorni 2.100 persone lo hanno aperto almeno una volta, una percentuale molto alta.

La routine

Mi alzo, mi lavo la faccia, apro il computer.

Prima cosa: giornalone.it (Öffnet in neuem Fenster), per le prime pagine dei giornali toscani, controllo se su Corriere Fiorentino e La Repubblica Firenze si parla di Prato in qualche modo. Poi La Nazione e Il Tirreno nella versione digitale. Una parte del lavoro la faccio già la sera prima, con i giornali online riesco a capire cosa avrà rilevanza il mattino dopo e mi preparo i riassunti in anticipo.

La cosa che mi pesa di più non è la sveglia presto. È che la prima cosa che vedo quando apro gli occhi (come tante e tanti, sia chiaro) è uno schermo per almeno un’oretta abbondante. Molti studi dimostrano che banalmente non faccia bene farlo, perché introdurre il quantitativo di informazioni che arrivano “scrollando" non fa bene al cervello appena sveglio, ma diciamo che è una cosa con cui faccio pace.

Come seleziono le notizie

La cronaca la includo solo quando genera un dibattito più ampio: ho costruito un termometro interno per capirlo. Per il resto: politica, economia, lavoro, diritti, cultura. Tutto quello che costruisce la vita di una città. L’immagine che mi viene in mente è quella del setaccio: ci passo attraverso tutte le notizie pubblicate e vedo cosa rimane sopra, secondo me.

Cito il giornale da cui prendo la notizia solo se è una notizia che ha lui solo. Se è un comunicato stampa rimbalzato ovunque, non cito nessuno.

Mi piacciono molto i dati, le analisi, i numeri. Cerco di restare, quando possibile, sulle 4/5 notizie al giorno. Come lunghezza della rassegna complessiva su una pagina, una pagina e mezza.

Aggiungo quando è necessario una mia lettura, il «cosa ne penso io» dopo il «cosa è successo». Non è una novità: le rassegne stampa sono da sempre selezione e commento.

A volte non ho inserito la notizia del giorno nella rassegna, per distrazione, sonno, fretta, ho imprecato un po’ poi mi sono detto che non sarebbe successo niente di grave e che l’avrei recuperata il giorno dopo.

“Ne riparliamo quando il quadro sarà più chiaro o ne sapremo di più” come filosofia di vita.

Alla fine faccio fare un controllo di ortografia ad un’intelligenza artificiale, rileggo tutto e invio.

Rendere interessante la rassegna stampa locale è più difficile di quanto sembri

Ogni mattina mi trovo davanti a un problema che non ha una soluzione definitiva: come faccio a rendere questo materiale, comunicati stampa, cronaca locale, articoli da spiegare, qualcosa che valga la pena leggere?

La rassegna stampa di una città come Prato non è il New York Times. Le notizie spesso sono piccole e ripetitive. Eppure quelle notizie riguardano direttamente la vita delle persone che mi leggono, i loro quartieri, il loro lavoro, le loro scuole, le loro strade. Il punto non è rendere tutto artificialmente eccitante. È trovare ogni giorno il filo che collega una modifica comunale, una denuncia di un gruppo di professori e professoresse, un dato alla vita reale di qualcuno.

A volte c'è, a volte bisogna cercarlo, a volte non c'è e allora si va avanti lo stesso. Non sempre ci riesco.

Ma ci provo ogni mattina: seleziono fiori di campo, li raccolgo e li porto a chi mi segue. Proprio come nella foto d’anteprima che ho scelto per questo articolo. Mi sembra rappresenti bene tutto il progetto.

E perché vi racconto tutto questo? Perché credo che un progetto di giornalismo locale come questo regge se c'è fiducia. E la fiducia si costruisce anche così: non solo con le notizie giuste, ma con la trasparenza su come si lavora, su cosa costa, su cosa è difficile.

Se vuoi sostenerlo

Questa settimana, per il primo anniversario della rassegna, c'è uno sconto del 50% sull'abbonamento: 24 euro invece di 48.

Per fare questa rassegna ci sono delle spese mensili da sostenere fisse (abbonamenti, software) e mi sveglio alle 5.45 cinque giorni su sette. In parallelo poi ci sono gli approfondimenti, le rubriche, gli incontri, i podcast.

Lo faccio volentieri, ma farlo in modo sostenibile (più tempo per gli approfondimenti, poter pagare qualche persona per darmi una mano) dipende anche da quante persone decidono che vale la pena sostenerlo.

Se apri il telefono la mattina e la rassegna ti aiuta a orientarti e la ritieni utile, valuta se sostenerla.

L’offerta scade domenica.

NOTA BENE: che sosteniate o meno, se avete commenti da fare al mio lavoro, se volete criticare, darmi suggerimenti, commentate l’articolo, mandatemi una mail a lorenzotempestini@gmail.com. Tutti i feedback sono sempre utilissimi. Grazie.

Mercoledì ultimo appuntamento con la bocciofila dal vivo

Mercoledì 24 giugno, alle 19, ai Giardini della Passerella, parliamo con Antonella Fioravanti di microbi, crisi climatica e del mondo invisibile che tiene insieme pezzi molto concreti della nostra vita: salute, ambiente, cibo, acqua.

Un modo per chiudere questa prima serie di incontri dal vivo continuando a fare quello che abbiamo fatto nelle ultime settimane: capire meglio il mondo in cui viviamo, insieme.

Ci vediamo alla Passerella.

Una canzone che ho ascoltato mentre scrivevo

“I’m gonna be (500 miles)” dei The Proclaimers. How i Met Your Mother, presa bene, due accordi, un accento scozzese incomprensibile, un ritornello fatto di “da-da-da-da” che esiste solo per essere cantato a squarciagola in macchina mentre si va a fare una gita in cerca del fresco.

https://www.youtube.com/watch?v=tbNlMtqrYS0 (Öffnet in neuem Fenster)

Kategorie Nonostante il lunedì

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