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Long Ospite - Nicola Fabiano e l'intelligenza artificiale nel 2025, il nuovo libro

Una puntata lunga. Lascio il microfono a Nicola che ci racconta qualcosa della sua vita, un po’ di esperienza come Garante della Privacy di San Marino , e ora di quello che sta studiando a proposito di intelligenza artificiale.

Un’ora insieme per imparare un punto diverso, quello di chi studia e ne discute in contesti internazionali. Con tanto occhio e orecchie all’estero.

Il motivo ? E’ uscito un suo nuovo libro poche settimane fa. Ho potuto sfogliare l’indice e tocca veramente tutti i temi di attualità, spiegandoli da una prospettiva ampia e internazionale, e comunque in poche parole chiare e dirette.

Quello che serve per sapere a che punto siamo arrivati, a livello di continente, fino a poche settimane fa (fine maggio).

Il testo e’ disponibile su Amazon sia in italiano che inglese (Fabiano e’ madrelingue):

Intelligenza artificiale, privacy e reti neurali. L'equilibrio tra innovazione, conoscenza ed etica nell'era digitale

Non ci guadagno nulla a segnalarlo:

https://www.lafeltrinelli.it/intelligenza-artificiale-privacy-reti-neurali-libro-nicola-fabiano/e/9788833636825 (Öffnet in neuem Fenster)

Segue la trascrizione automatica, contiene sicuramente errori:

SPEAKER 1

Caffè 2.0. Internet dalla parte di chi lavora. Con Valentino Spataro.

SPEAKER 2

Buongiorno.

SPEAKER 1

A tutti. Puntata del Caffè 2.0 con l'ospite. L'ospite di casa è una conoscenza da tantissimo tempo incredibile. A te nome e cognome qualifica.

SPEAKER 2

Buongiorno a tutti, grazie a Valentino, Nicola Fabiano, non so se è il caso di fornire ulteriori informazioni che comunque sono tranquillamente reperibili in rete.

SPEAKER 1

Allora, Nicola Fabiano, io lo conosco da una vita, come avvocato, come esperto di tecnologie, di privacy e tutto. A un certo punto, di solito, noi riusciamo a perderci per uno o due anni, poi ci riscopriamo, e a un certo punto dico, aspetta, ma cos'è questo garante della privacy di San Marino? Ma mi sembra di ricordare! Cosa è? No, aspetta, è lui! Ogni tanto ce n'è una nuova che fai!

SPEAKER 2

Ma la vita offre anche queste opportunità, per cui...

SPEAKER 1

Senti, allora, visto che siamo tutti a parlare sempre delle... Com'è stata l'esperienza a San Marino? Perché un ambiente piccolo...

SPEAKER 2

Ma l'esperienza a San Marino è stata... No, però, allora, l'esperienza san marinese è stata una bella esperienza. Anche perché devo dire con un poca soddisfazione che quando ho iniziato la mia attività istituzionale e mi sono presentato ai colleghi nei consessi istituzionali mi dicevano tutti quanti io ti conosco, io ti conosco, ti conosco già eccetera. Quindi questo mi ha gratificato non poco, esperienza molto positiva, è stata un'opportunità per confermare la mia presenza in questo contesto e per fare esperienze a livello istituzionale in ambiti che pochi possono vedere se non ci stanno dentro. Mi riferisco ai cosiddetti conferenzi internazionali dei garanti, a delle attività riservate a chi svolge questo ruolo, le collaborazioni con le altre autorità. Diciamo che è stata una un percorso abbastanza interessante.

SPEAKER 1

Io tra l'altro appunto ho preso anni fa l'altro libro di cui oggi non parliamo, del quale oggi non parliamo, che è GDPR e privacy, consapevolezza e opportunità. L'avevo preso sia perché dentro c'era un metodo proposto di lettura del GDPR in forma scientifica che non è un approccio molto comune se non ricordo male vado a memoria era stato scritto insieme a un ingegnere No, no, quello è il.

SPEAKER 2

Frutto e farina del mio sacco. Il modello dal Premo è un modello relazionale che è basato su alta matematica e teoria degli insiemi ed è stato ideato da me e la logica che mi ha portato a realizzare quel modello è fondamentalmente per offrire una chiave di lettura delle vicende relative alla protezione dei dati personali in maniera molto più ampia e concreta e corretta rispetto alle modalità con le quali noi comunemente siamo abituati ad affrontarle perché io considero una La realtà, secondo me, è una realtà multistrato, una realtà multidimensionale, e va vista esaminando i cosiddetti layers, per cui Dappremo offre questa opportunità. E non è un modello che è applicabile soltanto a Data Protection, potrebbe essere applicato anche in altri ambiti.

SPEAKER 1

Sì, sì, assolutamente. Chi mi ascolta è abituato a usare il termine contesto molto frequentemente, perché mi piace ibridare contesti diversi per capire fino a che punto un'affermazione può essere generalizzata o meno, caso per caso. Quindi quel testo era partito da questa curiosità che mi piaceva approfondire. Ora è uscito un nuovo testo, intelligenza artificiale, ovviamente, privacy e reti neurali. Il testo, quando dico è appena uscito, dico è fresco fresco, perché ho visto l'edizione italiana e di maggio, giusto?

SPEAKER 2

L'edizione italiana è stata, a fine maggio è stata pubblicata il 3 giugno e poi l'11 giugno l'edizione inglese.

SPEAKER 1

Allora, io so che in inglese tu lo scrivi benissimo.

SPEAKER 2

Sono madrelingua però, insomma.

SPEAKER 1

Esatto, esatto. Cosa ci consigli? Tu l'hai pensato in italiano o l'hai pensato in inglese?

SPEAKER 2

Allora purtroppo devo dire che molto frequentemente sono portato a scrivere in inglese direttamente perché la mia attività mi porta, diciamo così, ho frequenti contatti con gente che è all'estero e quindi più frequentemente in inglese, però devo dire che non c'è differenza, nel senso che nell'edizione italiana ovviamente sono presenti delle parti tipicamente italiane, nell'edizione inglese ho riportato quella che è l'esperienza nostra nazionale, quindi diciamo fondamentalmente non sono due edizioni differenti, la stessa edizione solo che una è in italiano e una in inglese per consentire a chi non comprende l'italiano, non conosce l'italiano, di avere l'opportunità di potermi criticare.

SPEAKER 1

Sì sì, io ormai se ho i due testi insieme parto dall'inglese, preferisco per avere... io non sono madrelingua e sono anzi molti passetti indietro, quindi preferisco consolidare la lettura in inglese come sviluppo informatico, non penso più in italiano naturalmente, però per tutto il resto ovviamente preferisco avere Ormai si leggono solo provvedimenti della Clean, del Garante Europeo, vale la pena buttarsi direttamente. Senti, allora, Io potrei chiederti mille cose. Innanzitutto, l'indice, giustamente adesso, lo sto guardando. Vediamo quali sono due o tre punti di questo indice che tu mi consiglieresti di andare a vedere prima. Perché sono cose che non si trovano altrove oppure le hai trattate tu in un modo originalissimo. Più del resto.

SPEAKER 2

Io preferirei fare una piccola riflessione iniziale su chi ho coinvolto e chi mi ha onorato di realizzare le prepazioni e l'introduzione. Perché probabilmente nel nostro ambiente Guido Scorza è molto conosciuto essendo uno dei componenti dell'autorità garante Ma Danilo Mandic e Carlo Morabito probabilmente non hanno la stessa fama nel nostro ambiente. Danilo Mandic è uno scienziato che insegna all'Imperial College di Londra e si occupa di reti neurali. Ho avuto l'onore di conoscerlo anni fa. Si è appassionato ad appremo in un modo diciamo abbastanza importante e siamo rimasti sempre in contatto, in amicizia, sincera amicizia e devo dire con un rapporto anche diciamo di carattere scientifico importante perché è sempre stato disponibile allo scambio con me di pensieri di questioni che potessero avere un riflesso in ambito neural networks e poi lui è stato il presidente uscente o ora uscente della più antica associazione al mondo di intelligenza artificiale che è l'International Neural Network Society a INNS e invece Carlo Morabito è l'attuale presidente entrante italiano, quindi cionora della presidenza italiana di INNS Carlo Morabito che è un professore che insegna sempre, sono entrambi ingegneri ma si occupano di reti neurali e insegna all'Università Mediterranea Reggio Calabria. Sono due persone che io reputo di estremo spessore scientifico Non a caso, diciamo, hanno avuto, entrambi hanno ricoperto, Carlo ricopre tuttora il ruolo di Presidente in questa importantissima associazione della quale fanno parte veramente, è un mondo splendido, io lo definisco così, con gente del quale mondo fanno parte delle persone con le quali, per chi è appassionato ovviamente, è estremamente piacevole interlocuire. Quindi questa è la premessa, ho voluto coinvolgere queste persone perché ho inserito delle parti nel libro, soprattutto all'inizio, sulla chiarificazione del concetto di reti neurali, si parla molto di intelligenza artificiale, su questo potremmo discutere se ne avremo tempo. Guido è ovviamente un amico, ha accettato di buon grado di scrivere l'introduzione che con le due preparazioni hanno arricchito questi documenti, hanno arricchito il volume. Questa è la parte introduttiva. Poi il libro, il volume ha tre capitoli iniziali che sono dedicati alla privacy perché il mio intento era quello di non allontanarmi completamente dal contesto data protection ma tenerlo comunque in considerazione e soprattutto fare un'attività di valutazione, di bilanciamento tra la protezione dei personali e questo nuovo scenario che è l'intelligenza artificiale, vedere quale qual è l'impatto su Data Protection e capire un attimo meglio. Quindi ci sono i primi tre capitoli che sono riservati alla privacy. Il primo è un inquadramento storico per chi ha il taglio che ho voluto dare al volume e lo stesso taglio che ho utilizzato nel volume precedente per cui è un taglio divulgativo, è un taglio discorsivo, non è un volume barboso per gli addetti ai lavori e ho preferito ecco che fosse accessibile questo tema a quanta più gente possibile che vuole sapere perché oggi siamo in un'epoca in cui c'è bisogno di sapere soprattutto di questa intelligenza artificiale quindi i primi capitoli sono divulgativi, c'è un'introduzione storica, poi c'è il capitolo 2 che è un po' come gestiamo la privacy del nostro quotidiano ma con delle novità particolari perché mi sono soffermato sulla natura multidimensionale della privacy, insomma su temi che magari poi il lettore vorrà approfondire. Il capitolo 3 invece è dedicato al rapporto tra privacy ovviamente poi ci sarà qualcuno che dirà questo tizio non capisce nulla perché parla di privacy è chiaro che ci è nota la differenza tra protezione di personale e privacy ma io dico sempre nei nostri negli interventi che faccio ovviamente poi è come nel film di del mitico troisi dove dice ma possiamo utilizzare, diamogli un nome massimiliano, se gli diamo Ugo arriva prima, è più breve, allora per una velocità di linguaggio e soprattutto perché la parola privacy è quella più nota e più diffusa nel nostro contesto, quindi c'è scritto privacy ma è chiaro che c'è noto il significato e quindi dicevo che il capitolo 3 si inizia a tracciare il rapporto tra privacy e intelligenza artificiale per poi andare avanti con gli altri capitoli e descrivere alcuni fenomeni. Non ho avuto la velleità di fare una una trattazione completa perché impossibile, ho descritto nel capitolo 4 alcuni fenomeni, partendo chiaramente dalla legislazione europea di riferimento dell'EIA Act, indicando quali sono le future scadenze, le cosiddette successive applicazioni, perché l'applicazione dell'EIA Act è graduale. e quindi poi descrivo un fenomeno del quale ho già scritto un anno fa, che è quello degli LLM, i Large Language Models, tra i quali annoveriamo quelli che conosciamo benissimo, ChatGPT di OpenAI, Cloud di Anthropic, Gemini di Google, Perplexity e chi più ne ha più ne metta. il co-pilot di Microsoft Internet più neanche non voglio diciamo saltare sì però ecco diciamo il punto è questo che ho notato ma non adesso insomma né dietro ovviamente poi per chi ha voglia e ha diciamo intenzione di poterci mettere le mani su un computer ovviamente esistono sistemi open source come on lama con diversi modelli che possono essere sperimentati in locale ed eventualmente anche implementati per l'accesso via web. Ma il concetto qual è? Io ho notato da alcune chiacchierate con delle persone che sicuramente gli LLM sono una rivoluzione nel nostro contesto sociale, perché oggi credo che tutti abbiano da fare una domanda ad un LLM, qualunque esso sia. ma il punto è che si deve prestare massima attenzione a quello che è l'output perché ovviamente fenomeni quali quelli del fenomeno delle allucinazioni o il fenomeno dei bias insomma possono comportare delle risposte che non sono quelle effettivamente corrette che hanno delle delle discrepanze con con il dato reale per cui va bene ottima chapeau a chi ha diciamo deciso di produrre inventare questi questi modelli diciamo dire come dire di strutturarli di addestrarli e di metterli sul mercato non nascondo ovviamente problemi legati alla privacy, quindi ai protezionati personali che esistono e bisogna porre molta attenzione perché tutto quello che noi riversiamo nel chatbot, chiamiamolo così, poi resta salvo alcuni disclaimer per esempio Anthropic di cloud dice che non memorizza i contenuti delle chat per questi motivi legati alla protezione di persone. Quindi, diciamo, alla luce di tutto questo c'è un percorso che delinea gli LLM, che descrive gli LLM facendo riferimento anche ai più recenti casi, primo in Italia, del Tribunale di Firenze su su un fenomeno di allucinazioni e quindi la descrizione di questi di questo aspetto io sto andando a ruota libera però vai benissimo.

SPEAKER 1

Mi piace farmi qualche domanda io te le farò sicuramente ma mi piace come stai dando la visione perché trasmetti proprio il senso del del libro e quindi vai vai tranquillo poi poi ti dirò.

SPEAKER 2

Grazie, quando parliamo di intelligenza artificiale dobbiamo prestare massima attenzione il concetto di intelligenza artificiale va considerato come un ombrello sotto c'è un mondo quindi non è corretto parlare di intelligenza artificiale in termini assoluti dobbiamo parlare di sistemi di intelligenza artificiale perché questa è la definizione che è fornita dalle IACT dobbiamo prestare attenzione a individuare quelli che sono i sistemi quindi tutto questo ci porta poi nel nostro mio quello che è stato il mio percorso a fare delle valutazioni anche da un dal lato di chi come me partecipa a dei come esperto a dei comitati internazionali di standardizzazione perché c'è tutta una parte. L'EIACT dice sostanzialmente che delega al CENER-CELEC, che sono gli organismi istituzionali europei in materia di standard, di predisporre di standard in materia di intelligenza artificiale. C'è in particolare un comitato che è il JTC21, del quale comitato fanno parte diversi working group che si occupano di tematiche differenti. Io ho l'onore di partecipare a questi gruppi e quindi mi è venuta in mente l'idea di far comprendere ai più anche l'importanza di questo aspetto della standardizzazione con l'indicazione cioè descrivendo un po facendo un po la storia di quello che di che cos'è lo standard perché molti non lo sanno non lo conoscono e spiegare quali quali sono i processi standardizzazione per arrivare a quella che è la quelle che sono le attività che si tengono in Italia. In Italia c'è un'info che ha un comitato sulle AI proprio e che segue ovviamente quelli che sono i lavori che si fanno all'estero non solo a livello di Chenlec ma anche a livello di ISO Insomma quindi ma la standardizzazione non è solo CERN e CERNLEC, sappiamo benissimo che ci sono altri organismi come per esempio IEEE, io sono membro di IEEE. IEEE è un altro organismo che fa standard, quindi si era da fare una riflessione sul fenomeno della standardizzazione dove siamo arrivati in con gli standard sul tema dell'intelligenza artificiale in particolare un famosissimo standard è la ISO-IEC 42001 sui sistemi di gestione dell'intelligenza artificiale che ha avuto peraltro la traduzione in italiano ed è presente nello store di Uni nella versione in italiano e uscirà a brevissimo anche un errata corrige perché ci sono degli aspetti che vanno sistemati ma questo è del tutto normale nei processi di traduzione, soprattutto quando bisogna prestare attenzione perché questi organismi, faccio riferimento ad Uni, utilizza dei template che per certe parti vengono tradotti in maniera che sono imposte, non si possono modificare ci sono delle parti quindi che sono... ma questo è un lavoro che verrà fuori a brevissimo ma non non inficia quello che è il lavoro che è stato effettuato sulla traduzione a livello generale che è un lavoro diciamo per quale che posso dire un ottimo lavoro.

SPEAKER 1

Quindi... questo è il capitolo decimo del tuo libro vedo no questo in realtà.

SPEAKER 2

È il paragrafo 10 del capitolo quarto Sì, e poi c'è un altro paragrafo.

SPEAKER 1

Sembra un capitolo, tanto è approfondito e dettagliato, è bellissimo.

SPEAKER 2

È abbastanza articolato, anche perché faccio riferimento alle norme delle IACT, che non è che è contemplato all'interno del libro così casualmente, ma con rigorosi riferimenti a quelle che sono le norme. poi c'è un paragrafo sulla differenza tra intelligenza artificiale e robotica perché potrebbe esserci confusione anche qui e quindi andiamo a spiegare qual è la differenza tra intelligenza artificiale e robotica e poi c'è una altri due paragrafi, in particolare un sottoparagrafo che si intitola cosa si aspettano gli utenti dell'intelligenza artificiale ma questo paragrafo nacque a seguito di una conversazione con un noto professionista di cui non faccio il nome che non è nel nostro ambito legal, opera in un ambito medico diciamo così che durante una conversazione mi sottopose questa domanda dice ma io nella mia attività lavorativa mi aspetto che l'intelligenza artificiale mi aiuti e mi faccia delle cose e allora Questa domanda ha sollecitato la mia attenzione e ho descritto alcuni aspetti in questo paragrafo.

SPEAKER 1

E' una domanda chiave in questo momento, perché da una parte c'è un'offerta, dall'altra c'è un utilizzo del servizio che è oltre ogni immaginazione.

SPEAKER 2

Decisamente. e poi c'è un altro paragrafo sull'AI in ambito istruzione e formazione perché anche qui il tema è estremamente importante ed è molto sentito sia dalla parte dei docenti sia dalla parte dei discenti poi c'è un capitolo completamente riservato al settore giustizia e le professioni legali molti non sanno che l'anno scorso c'è stato il cosiddetto decreto nordio che ha istituito un osservatorio permanente sull'intelligenza artificiale in ambito giustizia, del quale fa parte anche il Consiglio nazionale forense. Insomma, era importante anche portare l'esperienza di queste attività in ambito legal anche perché c'è stata la pubblicazione delle guidelines 2 a settembre dello scorso anno dell'FBI e quindi era importante parlarne. Poi ho ho voluto porre attenzione a quelle che sono le sfide, perché sì, va bene descrivere questi fenomeni, ma oggi di fronte a che cosa ci troviamo? E ci troviamo di fronte ad una serie di sfide che ho cercato di sintetizzare in questo capitolo 6. Le ho sintetizzate appunto perché non sono solo quelle, e parlare solo di quelle come sfide sono le principali sfide, infatti il capitolo si intitola le principali sfide. però per esempio un argomento che recuto estremamente importante è l'XI cioè l'Expandable Artificial Intelligence perché uno degli aspetti che viene diciamo critica, una delle critiche che viene sempre sottoposta all'intelligenza artificiale è il fatto che sia una una specie di come dire, di black box per cui è una scatola nera inaccessibile dall'esterno e non si sa che cosa fanno quei processi quindi invece l'InSight è l'esatto opposto cioè porta invece a rendere estremamente trasparente quelli che sono i processi di intelligenza artificiale.

SPEAKER 1

Perché arriva a tirare quelle conclusioni? Perché arriva a rispondere in quel modo? Adesso hanno fatto appunto il reasoning, ampliandolo, oppure quelle operazioni di andare a colorare quelle parti che si attivavano nel cervello positronico. Adesso lo dico come battuta, sia ben chiaro. Le parti che si attivano per capire dove andava a pensare la macchina.

SPEAKER 2

Eh sì, è assolutamente così.

SPEAKER 1

Ah, ecco, questa te la passo come cosa perché non l'ho sentita dire in giro frequentemente. Io ci lavoro pesantemente su questa parte del thinking che tipicamente la vedi come una cosa coreografica e invece è il modo per capire lo sviluppo, la conversazione che si sta facendo ed è veramente interessante. Addirittura però, ecco il punto centrale è questo, addirittura ho trovato dei neologismi. dei neologismi che la macchina inventa senza ombre di dubbio per identificare un concetto che per lei è chiarissimo e perché rientra in un discorso ma per noi assolutamente non lo è. Quindi poi da quel neologismo che lei crea e si tiene in pancia uno controlla l'output finale e vede come La macchina sta e utilizza un proprio linguaggio per poi parlare a noi e su questo io mi divertivo anche a fare flette e dicevo guardate la macchina per ora ci sta traducendo tutto bene il giorno che non ci traduce qualcosa di quello che pensa dobbiamo cominciare a preoccuparci per ora non è programmata per farlo però potrebbe persino un domani ritenere opportuno non tradurre certe valutazioni. Ovviamente per questo è importante che sia trasparente, ma ti lascio andare avanti.

SPEAKER 2

No, no, no, ma figurati, la nostra è una conversazione, quindi non ero un monologo che dovevo fare, ma mi fa piacere e ti ringrazio per questa chiacchierata. No, volevo dire che poi ci sono, al termine del capitolo 6, ci sono presenti quelle che sono le attività più rilevanti a livello internazionale che si sono svolte in ambito dell'intelligenza artificiale, c'è un tema diciamo che va affrontato di primario rilievo che è la governance dell'AI e poi quelli che sono i risultati dell'AI Action Summit 2025. E poi il libro si conclude con un capitolo nel quale io propongo una proposta metodologica dal mio punto di vista interessante, però volevo fare un passo indietro perché nella parte iniziale del libro, ho dimenticato questa questa parte, io propongo anche qui una tassonomia delle EIACT. Quando si fa ricerca scientifica e si vuole descrivere un qualche fenomeno non si può non considerare quella che è la tassonomia. Quindi io intanto propongo una tassonomia e poi nell'ultimo capitolo concludo con questa proposta metodologica multilayer per avere una lettura e un approccio dal mio punto di vista più vicino a quello che può essere il significato e il contesto delle act. Poi mi sono, diciamo così, compiaciuto nel concedere a questo volume delle frasi iniziali di eminenti studiosi. Le leggo perché mi piacciono molto. Allora una è quella di Mervyn Minsky che è considerato il papà dell'intelligenza artificiale e diceva questo diceva la questione non è se le macchine intelligenti possano avere emozioni ma se le macchine possano essere intelligenti senza emozioni e questa è una cosa, un'affermazione bellissima e poi ho riportato un'altra informazione perché Mervyn Minsky ovviamente è deceduto, non c'è più ma mi sembrava opportuno riportare una frase importante di un noto scienziato che io stimo e che cito moltissimo che è Stuart Russell una persona che ha una mente eccelsa diceva questo diceva grosso modo un'entità è intelligente nella misura in cui ciò che fa è probabile che raggiunga ciò che vuole dato ciò che ha percepito il che diciamo lascia il senso di quello che può essere questo contesto di intelligenza artificiale a questo punto io mi fermo e.

SPEAKER 1

Lascio a te la palla io voglio dire semplicemente stiamo parlando di un libro di 300 pagine di cui i paragrafi sono di una o due paginette quindi non siate spaventati dalla quantità perché oltretutto vorrei dire i temi trattati perché vedendo l'indice completo è incredibile si è riuscito a trattare tantissimi punti centrali in poco, in sintesi e quindi è proprio un volo d'angelo sopra questo mondo che ti permette di vederlo da un contesto, da un punto di vista molto più ampio.

SPEAKER 2

Valentino, guarda, ti dico questo, io ho dovuto quasi litigare con l'editore.

SPEAKER 1

Ma ci credo!

SPEAKER 2

No, perché? Per un motivo molto semplice. Perché avrei continuato a scrivere? Bisogna chiudere. A un certo punto bisogna chiudere, infatti c'è un piccolo disclaimer nella seconda ricopertina dove è evidenziato che i dati raccolti sono fermi ad aprile 2025.

SPEAKER 1

E ci stai, si vede. Senti, ti voglio chiedere almeno due idee su due temi. Uno è il legal design che ho visto che hai citato. Per me il legal design è una forma mentale, una forma di ragionare, un metodo scientifico nel senso di piroangela, di divulgazione scientifica. Quindi tu puoi parlare di scienza se hai un metodo scientifico e la sai divulgare. Il legal design ti consente di comunicare il diritto mettendo in mostra certi elementi oggettivi. Questa forma mentale ha faticato ad entrare nel mondo del diritto a tutti i livelli, sia da chi fa le norme, sino a chi le interpreta e le porta davanti al giudice, sia fino a chi le applica. Ed è un vero peccato. Perché lo dico questo? Perché secondo me saper usare il legal design, saper pensare con il metodo del legal design, aiuterebbe a usare l'intelligenza artificiale veramente in modo produttivo. perché adesso in modo produttivo perché il tuo audio non lo sento ma forse è giusto e il modo produttivo che cosa intendo dire intendo dire che se io so che cosa voglio andare a dimostrare allora devo ricostruire il contesto e portarlo nella conversazione davanti alla macchina se invece non so qual è il contesto dico alla macchina questa è una diffida scrivimi la risposta alla diffida e io queste risposte alle diffide me le vedo mandare dai miei clienti che arrivano terrorizzati e io gli dico stai tranquillo che questa è assolutamente scritta da chat gpt perché si dà torto da sola.

SPEAKER 2

Quindi.

SPEAKER 1

Tre affermazioni in principio ti chiede i danni per tutto e alla quarta sventisce tutta la base sulla quale posava il risarcimento danni. Tu come lo vedi questo?

SPEAKER 2

Allora intanto faccio un passo indietro su quello che dicevi in ordine alla quantità di paragrafi presenti nel volume è stata una scelta e la scelta è stata quella di offrire l'opportunità di maggiori temi, di conoscere quelli che sono, offrire una più ampia conoscenza possibile, mettiamola così, con una descrizione, una trattazione che non fosse barbosa, quindi che non fosse lunga, per cui ho cercato di descrivere tutto questo in paragrafi che non sono lunghissimi e questo è corretto quello che dicevi. Sul legal design mi ha colpito molto ancora una volta l'approccio multidisciplinare perché il legal design combina principi di design thinking, scienze cognitive e competenze giuridiche. al fine di ovviamente di creare un output che possono essere servizi o documenti legali questo fenomeno diciamo così quindi l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in questo contesto fa sì che si possano elaborare enormi quantità di testi legali identificare quali sono i pattern ricorrenti insomma è realizzare degli output come dire importanti per l'attività professionale quello che tu dici è corretto e torna al punto che avevo già affrontato precedentemente cioè a quello che è l'output di un LLM perché non dimentichiamo allora io sono di questo avviso ne parlo anche nel libro di questo che la sempre maggiore diffusione dell'intelligenza artificiale o dei sistemi di intelligenza artificiale creerà nuove opportunità lavorative e soprattutto le creerà in ambito legal perché andranno coniugate quelle che sono le competenze legal con le competenze tecniche. Io ho individuato dei profili professionali che adesso non vi descrivo che sono indicati nel libro per uno di questi profili ho già depositato che sia noto all'universo mondo ho già depositato in blockchain e con marca temporale quello che è il documento descrittivo per cui domani nessuno possa dire l'ho fatto io perché l'ho fatto prima io ma adesso a parte la battuta cioè è vero che ho provveduto in questi termini ma perché sono convinto di fronte ai colleghi che mi dicono che l'intelligenza artificiale finirà per distruggere la nostra professione, io rispondo che non è così, è esattamente il contrario e cambia l'approccio, cioè come 20 anni fa, 30 anni fa utilizzavamo i repertori cartacei probabilmente per individuare delle sentenze o delle massime, oggi abbiamo altri strumenti e cambia l'approccio cambia poi la nuova legge il disegno di legge che è stato già approvato al senato che in commissione alla camera sull'intelligenza artificiale ha un articolo che è l'articolo 13 che dice attenzione professionisti si rivolge a tutti ovviamente io parlo per il nostro ambito degli avvocati attenzione perché se volete usare questi strumenti dovete rendere l'informativa al cliente quindi noi saremo onorati saremo futuro quando sarà approvata questa legge, onerati scusate, di produrre al cliente non soltanto l'informativa privacy ma anche un'informativa di questo tipo se abbiamo utilizzato sistemi di intelligenza artificiale e non potremo Però la tua domanda è molto importante e molto vasta, perché porta poi a delle conclusioni. È necessaria dal mio punto di vista, è sempre necessaria, la cosiddetta Human Oversight, c'è bisogno di un controllo di una superdizione umana, perché le competenze non vengono annientate dall'intelligenza artificiale noi avremo degli output, saranno anche degli output fatti molto bene ma noi possiamo, se abbiamo l'obbligo di guardare quell'output, di verificare che sia corretto magari ci dobbiamo mettere le manine perché dobbiamo aggiungere qualcosa o modificare qualcosa si avrà fatto risparmiare anche molto tempo questo è indubbio perché invece di perdere due ore un documento magari lo lo redigio in dieci secondi va benissimo però io non escludo che debba ci debba essere una supervisione umana e il legal design per chiudere la tua domanda ecco è un uno di quei fenomeni che mi ha intrigato per questi aspetti.

SPEAKER 1

È una forma mentale, ti apre a vedere. Una cosa mi ha sorpreso, parlando di tutela, lasciamelo dire in modo divulgativo, tutela dell'idea alla quale tu hai fatto riferimento. Perché l'ho trovato a fare anche da altri studi legali, mi viene in mente un qualche studio di Pisa che pure lui ha ideato uno strumento e anche lui è andato di corsa a difenderlo. e secondo me sarà un grande terreno di scontro in futuro o di protezione a seconda di come si fanno questi brevetti o come diritto d'autore. Sarà un grande terreno di scontro perché sarà molto probabilmente qualcosa che parte da un modo di pensare che abbiamo per poi realizzare qualcosa di originale. Qualcosa di originale. Questa cosa di originale che ognuno di noi fa è questa, quella bella. Io dico sempre, quando si parla dell'intelligenza artificiale, si dice chat e gpt, tu hai giustamente iniziato elencandone 4 o 5. Io ne sto usando tramite Non c'è più nessuno di quelli lì con le chat. Accedo a tutte tramite API dall'interno perché così so come funzionano. È molto più stimolante, molto più stimolante. Poi velocemente invece una battuta sulla compliance, sulla governance alla quale tu facevi riferimento e la possibilità di essere a norma con tutte queste leggi. e ho cominciato a raccogliere tutte le guide ufficiali che hanno fatto le fonti ufficiali, quindi i vari garanti europei, i garanti nazionali in Europa, quello europeo, le varie commissioni, tutti i documenti ufficiali. Sono arrivato sui tra i 2.500 e i 3.000 pagine di PDF da leggere. Devo dire che preferisco salvare i miei occhi e aspettare che arrivi quella definitiva e pian pianino ne stanno arrivando alcune che richiamano tutto. Ma oggi un'azienda che veramente volesse fare qualcosa deve aprire in Canton Ticino e portarsi via quei 600 medici che dalla Lombardia si sono trasferiti in Canton Ticino per fare ricerca con l'intelligenza artificiale? Oppure c'è qualcosa che si può fare in Italia? Scusami la battuta, è una domanda banalissima, ma è un problema serissimo.

SPEAKER 2

Sì, indubbiamente è un problema serio, però io credo che si possa lavorare e si possa continuare a lavorare. Non dimentichiamo che lo stesso AIREACT prevede un capo ad hoc, il capo settimo, che sarà applicabile dal 2 agosto prossimo sulla governance questo è quello che prevede l'E-Act. Poi c'è un documento che io ho citato che è un documento di un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite che ha predisposto un documento di indirizzo diciamo così sulla sull'intelligenza artificiale e questo documento conclude dando rilievo alla parte della governance è un tema estremamente importante non dimentichiamo che poi ci sono dei lavori a livello tecnico quindi a livello di standard sulla governance è un tema estremamente importante quindi quando tu dici devo non scappare secondo me no bisogna sapere esattamente chi fa cosa, qual è il contesto e andare a prendere quelle parti che ci interessano perché il rischio in questo ambito è che ci possa essere una dispersione immensa ci perdiamo nei meandri documentali. Allora andare a contestualizzare il progetto, quello che si deve fare, e verificare quali sono gli strumenti normativi o tecnici che vanno utilizzati. E qui torno a quel discorso di prima, cioè cambia l'attività professionale perché o queste cose le sai e quindi ti rivolgi a qualcuno che sa dove mettere le mani, oppure il rischio è che ti perdi nei meandri.

SPEAKER 1

Assolutamente sì. Io adesso come sai per la privacy continuo a lavorare insieme a tanti avvocati e è un divertimento riuscire a poter spiegare la parte tecnica a un avvocato e l'avvocato che ti precisa la parte legale che tu avevi capito fino a un certo punto ed è un lavoro.

SPEAKER 2

Di squadra che Assolutamente, assolutamente.

SPEAKER 1

Ieri leggevo un caro amico che diceva il DPO non deve essere un avvocato, deve essere il DPO che deve essere un po' avvocato e un po' tecnico. Però ecco, in quel caso parlava della figura del DPO, ma le competenze richieste sono talmente ampie e le sensibilità l'esperienza. Io ho sentito dire da certi professionisti delle affermazioni su come si usa l'intelligenza artificiale in ufficio, concludendo io finiranno tutti per responsabilità davanti al giudice se fanno così. e sono sinceramente convinti che sia giusto usare l'intelligenza artificiale in quel modo, ma non capiscono che dipende dalla conversazione. Quindi c'è un addestramento, è ovvio, ma io dall'addestramento estraggo quello che sto chiedendo anche implicitamente o che non sto dicendo perché ho dimenticato o perché non ho esperienza e non lo so chiedere. Allora c'è un motivo per cui il programmatore che va a usare l'intelligenza artificiale si rende subito conto dei limiti e invece il professionista o l'imprenditore che vuole la risposta alla diffida non si rende conto dell'errore che sta facendo. Ma è un errore proprio di approccio mentale. Io al praticante che sa tutto di tutto chiedo tutto di tutto ma non gli chiedo di fare l'atto per il quale è richiesta esperienza. Dico, impara, prova a farmelo e poi lo correggo come si faceva tanti anni fa con i praticanti degli avvocati.

SPEAKER 2

Ma ascolta, io mi piacerebbe concludere questa piacevolissima conversazione leggendo una parte conclusiva del libro. Ed è questa. Il futuro dell'intelligenza artificiale sarà tanto più luminoso quanto più sapremo bilanciare innovazione e prudenza, potenza e controllo, efficienza e equità, creando sistemi che non ci sostituiscano ma ci completino, che non ci limitino ma ci liberino, che non ci alienino ma ci connettano più profondamente con ciò che significa essere pienamente umani in un mondo sempre più complesso e interconnesso. Sarà un futuro in cui tecnologia avanzata e profonda umanità non saranno in opposizione, ma si rafforzeranno reciprocamente in una spirale ascendente di evoluzione consapevole. Ecco, questa è la parte conclusiva del volume che mi piaceva comunque leggere.

SPEAKER 1

Fantastico. Non aggiungo nulla di più. Avvocato Nicola Fabiano, Intelligenza Artificiale, Privacy e Reti Neurali, pubblicato qualche giorno fa. Siamo a giugno 2025, quindi io direi che avete capito com'è stato scritto questo libro, quali contenuti andiamo a trovare e che non troveremo altrove. Ecco, questi sono soldi che vale la pena andare a spendere.

SPEAKER 2

Grazie, grazie Valentino, grazie.

SPEAKER 1

E lo dico, siccome bisogna fare adesso anche questi disclaimer, lo dico senza conflitto di interessi.

SPEAKER 2

Non l'ho pagato.

SPEAKER 1

Non metto nemmeno il link di Amazon. Quello col codice. Va bene, è un piacere. Alla prossima.

SPEAKER 2

Grazie, grazie.

Kategorie intelligenza artificiale

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