L'illusione della valutazione oggettiva del cane
Un saggio nato da quattro decenni di pratica
Tanino Gaetano Chiavaro · Autore e pubblicista indipendente · 2026
SULL'AUTORE
Lavoro con i cani da oltre quarant'anni.
Ho condotto cani da valanga e da soccorso. Sono stato attivo nello sport degli sleddog e nel 2004 ho vinto il Campionato svizzero nella classe sprint illimitata. Ho addestrato cani da lavoro e da sport, ho preso parte come giudice a numerose prove e io stesso vi ho partecipato innumerevoli volte.
Come curatore e traduttore dell'opera «Il Pastore Belga: 125 anni di storia illustrata» mi sono occupato per anni dello sviluppo funzionale e storico delle razze da lavoro.
La mia tesi presso la Freie Journalistenschule di Berlino verteva sulla rappresentazione mediatica dei cani e sulla sua influenza sui modelli percettivi della società.
In questo percorso si è consolidata una convinzione che non mi abbandona più: crediamo di misurare ciò che in realtà stiamo solo interpretando.
Questo saggio è il tentativo di riflettere fino in fondo su questa osservazione. Non pretende di essere esaustivo. È una riflessione — soggettiva, ma motivata. E una provocazione.
PREFAZIONE
Prendiamo decisioni sui cani da lavoro come se fossero oggettive. Non lo sono.
Questo è ciò che ho imparato: più ci sentiamo sicuri, meno comprendiamo davvero.
Osserviamo un cane per dieci minuti — e crediamo di averne colto l'essenza. Misuriamo i valori del cortisolo — e siamo convinti di aver riconosciuto lo stress. Vediamo una genealogia — e pensiamo di poterne prevedere il futuro.
Il problema non è che siamo ignoranti. Il problema è che crediamo di non esserlo.
Questo saggio non è una dimostrazione scientifica. È un esercizio di pensiero. Un invito a mettere in discussione le certezze abituali.
Se alla fine sarete di parere diverso dal mio — tanto meglio.
CAPITOLO I – L'ISTANTE CHE DECIDE TUTTO
Un giovane cane da lavoro è sul campo. La situazione è predisposta. Il figurante avanza, lo stimolo arriva — improvviso,