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Urbanistica a Milano tra apocalittici e integrati

Cascina Merlata è un quartiere nella parte nord-occidentale della città diventato il bersaglio di tutte le critiche riguardanti il Modello Milano.
Milano, Cascina Merlata. Foto di Michela Barzi

Michela Barzi

English summary

Cascina Merlata, a neighbourhood in the North-West part of the city, is a perfect example of Milan’s approach to urban planning of the last two decades. Therefore, it became the target of all criticism concerning the Milan Model in general. What this criticism doesn’t consider is that the urban space, when not occupied by different cognitive perspectives, is filled by the experience of the inhabitants. Although participatory urban planning is a subject that has been studied at the university for many years, the inhabitants, according to some media, seem to have no say in the process of communicating the place where they live. The ability to overcome the difference between utopia and realism is still not recognised in those who, simply by living in a certain place, experience the daily effort of mediating between ideas and reality.

O solitude, my sweetest choise.  Henry Purcell, grazie ai versi di Katherine Philips, morta di vaiolo nell’affollatissima Londra del 1664, ci ricorda in musica che la solitudine, come condizione dello stare da soli, è una libera scelta.  Condizione che poteva anche essere salvifica in presenza di malattie contagiose non ancora contrastate da vaccini o antibiotici ma solo dall’isolamento. L'inglese prevede che la condizione dell'essere soli sia descritta dalla parola loneliness, a cui il Regno Unito assegna una commissione ministeriale dal 2018. Il governo britannico è stato il primo al mondo a rendere pubblica una strategia di riduzione della solitudine che comprende iniziative come la "prescrizione sociale" da parte dei medici di base, ovvero indirizzare i pazienti che soffrono per le conseguenze dell'isolamento sociale (loneliness) verso programmi locali di attività di gruppo e di relazione. Il governo britannico, tramite il servizio sanitario nazionale, distribuisce fondi ai soggetti che si dedicano alla lotta alla solitudine e ai progetti per la sua riduzione. Si tratta quindi di provvedimenti di salvaguardia della salute pubblica che trovano applicazione nei differenti contesti locali, indifferentemente dagli aspetti insediativi che li connotano. Si possono, quindi, mettere in relazione le caratteristiche insediative con l'esclusione sociale, sia che si tratti di una condizione percepita che reale? Quali sono gli elementi dell'ambiente costruito che possono favorire l'esclusione sociale, o una condizione di isolamento che può diventare patologica sotto il profilo clinico?

Sul rapporto tra forma urbana, obesità e diabete esiste ad esempio uno studio finanziato dal Canadian Institutes of Health Research sulla città di Toronto (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre)e sugli abitanti dei suburb nordamericani, dove la dipendenza dall'auto è una conseguenza del modello insediativo che può far insorgere varie patologie. Ce ne siamo tra l’altro occupati qui (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre). Ma una condizione così individuale come la loneliness può essere messa in relazione con le caratteristiche insediative del luogo dove il singolo vive? Forse sì ma risulta assai difficile fare l’opposto, ovvero implicare che  le caratteristiche insediative di un determinato luogo possano avere come conseguenza l'isolamento sociale (loneliness) di una o più persone, con le ricadute patologiche che un medico può tuttavia constatare  solo sul singolo paziente.

Sujet Milano e dintorni

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