TL;DR
Dettagli personali e retroscena sulla produzione del Pippozzo Astrologico + bonus seghe mentali.
Il 14 febbraio uscirà il Pippozzo Astrologico nella nuova veste, miao.
Quest’anno il Pippozzo Astrologico/Horoscopio/il momento in cui ho iniziato a usare la mia immagine online con intenzione compie 5 anni.
Ha senso secondo me spiegarvi un paio di retroscena e dinamiche che do per scontato ma se non le vivi non le puoi conoscere.
Il Pippozzo Astrologico è venuto al mondo quando il mondo era in stallo (venti21). È nato principalmente perché avevo voglia di confrontarmi con lagggente su tutto ciò che è astrologia, tema che stavo, da relativamente poco, studiando con serietà.
Era il periodo in cui si facevano gli aperitivi via call con le persone distanti, il mondo sembrava essere sul punto di cambiare irrimediabilmente (e speravamo in meglio, silly us) e l’Alina di allora non era di certo l’Alina di oggi.
Nel venti21 avevo appena iniziato a scalare quella che oggi viene chiamata la cringe mountain (ne ho già parlato ma non trovo il link alla newsletter in questione): i selfie erano la mia più grande paura, la timidezza mi frenava su tanti fronti e la casetta ai piedi delle montagne in cui avevo scelto di rifugiarmi sembrava l’unico posto possibile in cui potevo esistere liberamente.
Il Pippozzo Astrologico inizialmente era composto da una serie di storie sconclusionate sui movimenti planetari per poi prendere forma e diventare un’appuntamento fisso la domenica sera, sempre su Instagram sotto forma di diretta, per poi evolvere ancora nel venti23 in podcast.
Un saluto e un ringraziamento a quelle pretty raga che ci sono state dall’inizio, dalle dirette, e che ora continuano a interagire su ig o nella chat di Telegram. Sapete chi siete e sappiate che vvb.
È evidente che questo cambiamento efftutato ogni 2 anni e mezzo è frutto del ciclo di Saturno e del suo passaggio da un segno all’altro.
(momento mega proud ON)
In cinque anni non solo ho scalato la cringe mountain ma sono arrivata dall’altra parte e ora mi chiedo “e beh?".
(momento mega proud OFF)

Non è che mi ritengo residente della land of cool e quindi cool ma semplicemente non porto più addosso quel peso del farmi problemi a blaterare online.
Usare la propria faccia per fare cose online non è qualcosa che interessa a chiunque e, su certi fronti, non è un lavoro per chiunque e mi rendo conto che non tutte le persone lo capiscono.
“ma io lo farei meglio”, “va beh che sfigata” e “dovresti fare così e non cosà” sono commenti spontanei, frequenti e, allow me, molto stupidi.
Commenti che ho fatto anch’io.
Dopo aver iniziato a fare l’astrologa su instagram non oso più andare a un museo e pensare “va beh ma lo so fare anch’io” semplicemente perché non l’ho fatto.
Così come ho smesso di ritenere cringe e sfigate tutte le persone che hanno il coraggio di usare lo spazio che internet offre e metterci la faccia, anche solo con un selfie.
Una volta che capisci il meccanismo che c’è dietro non lo sottovaluti.
Recentemente Valeria aka Gynepraio ha fatto un reel (Si apre in una nuova finestra) dal titolo un po’ clickbait, perché these are the rules, “Fare i creator è un lavoro per ricchi?” in cui argomenta quello che dice il titolo ma tocca anche un topic secondo me interessante ovvero il fatto che per fare contenuti online la barriera all’ingresso sia bassissima: ti basta un telefono, una connessione, avere le competenze per iscriversi a un’app e un’idea creativa per fare un contenuto.
Una cosa che secondo me non ha elencato (forse anche per questione di tempo perché i reel devono durare poco più di 1 min ma meno di 3) è che per fare cose online devi avere anche quella dose di qualcosa/difetto che fa sì che non ti preoccupi troppo delle conseguenze del mettere la tua faccia/vita a disposizione di persone che non conosci.
Credo fermamente che il nostro cervello non sia pronto, evolutivamente parlando, a vedere così tante facce come succede al giorno d’oggi e a volte penso che scegliere deliberatamente di usare la propria immagine sull’internet sia sintomo di qualcosa, but I digress…
Insomma, la prossima volta che vedi una persona farsi un selfie per strada, fare un video del suo outfit o registrare una storia mentre è in coda al supermercato prova a chiederti perché lo trovi cringe invece di pensare che stia facendo ‘na cagata e basta.
Quando ho iniziato, oltre a voler parlare all’infinito di astrologia avevo anche l’obiettivo personale di piacermi di più, superare la timidezza da obiettivo (un saluto caro ad Alice che quando prova a farmi una foto mi vorrebbe picchiare perché non so stare ferma in posa) e sviluppare un briciolo di narcisismo (sì pretty raga, lo ammetto, un po’ di narcisismo a me ha fatto solo bene).

Questo non ha “curato” la mia incapacità di guardare le persone in faccia per le prime due ore quando le conosco dal vivo ma è stato un balsamo per l’Alina ante-venti21 che, in breve, aveva paura di tutto e tutti.
Aprire l’app e dire al mondo intero che il premestruo me la sta facendo passare brutta, che la Luna è in Aquario o che Venus sta facendo la cacca è liberatorio, soprattutto se l’autocritica ti toglie spazio vitale.
You should try it to.
C’è un verso della canzone IT Girl (Si apre in una nuova finestra)che è un po’ il mio mantra per quanto riguarda le interazioni online e fa così:“Not arguin' with bitches who too scared to show they face, bitch
If you said that in real life, I swear, you would get maced, bitch”
Questi due versi racchiudono un concetto importante: se non usi la tua faccia online allora non hai diritto a una dialogo. periodt!
Sono fortunata perché non ho avuto molte interazioni negative online in questi 5 anni ma sono consapevole che ciò non sia successo anche perché ho avevo una tendenza molto accogliente e poco assertiva. Se mi criticavi facevo un movimento verso di te per capire da dove arriva la critica dimenticandomi una cosa importante: difendere la mia posizione.
Nella mia silly note app ho scritto che il 2026 è l’anno in cui litigherò con la gente online and I will do it, soprattutto se la gente in questione è alla base della cringe montagna e non on the other side.
E non perché the other side è the land of cool e chi sta la è meglio ma perché per arrivare la ognuno ha attraversato una propria versione di the f*cking trenches.
Per non parlare dei rapporti parasociali e della maleducazione incapacità di comunicare di certe persone.
Ultima cosa, forse brutale, ma necessaria: quando scrivete a qualcuno online, se non ci avete mai interagito dal vivo, siete solo un nickname e un’immagine in un cerchio piccolissimo. Se il nickname è un nome di fantasia allora rimanete senza nome; se l’immagine è un fiore allora siete persone senza volto.
(sì, c’è il diritto all’anonimato ma non è questo il discorso in questo momento).
L’Alina del venti21 aveva delle esigenze molto diverse rispetto all’Alina del venti26. Per dirne una, in quel periodo passavo moltissimo tempo da sola, complice la residenza in mezzo ai monti, e potevo permettermi di studiare di più e impegnare più tempo a preparare il Pippozzo Astrologico. Negli anni quella preparazione è rimasta ma si è evoluta; continuo a seguire webinar, ascoltare podcast e leggere libri nella speranza di imparare di più per fare le cose meglio.
Ma oggi, a differenza di ieri, mi rendo conto che ho bisogno di dedicare più tempo alle persone, all’affetto e agli animali.
Più tempo a quello che accade fuori dal podcast, dalle storie e dalle foto su instagram.
Qui ti spiego tutti gli step (9) necessari per fare il Pippozzo Astrologico, così ti fai un’idea:
- step 1: scrivo i transiti della settimana e ci ragiono su mentre faccio altro tipo stendere il bucato o passare l’aspirapolvere;
- step 2: inizio a scrivere il Pippozzo Astrologico e in base alla settimana ci posso mettere dai 45 minuti all’ora e mezza (facendo pause tisana calda, coccole Venus e Alu, ecc…);
- step 3: è il momento di trovare la forza di volontà per rendermi presentabile. Mind you, la domenica se non devo uscire la passo in vestiti da casa/pigiama quindi fare il Pippozzo comporta un cambio di outfit per risultare un minimo ok. Chi mi segue sa che l’ho fatto anche in pigiama e l’ho fatto anche in condizioni pietose;
- step 4: preparo il set che altro non è che un angolo del mio salottino;
- step 5: registro con i miei potenti mezzi tecnologici (minimo 30 min - max 50 min);
- step 6: edito la registrazione, preparo la copertina ed esporto quindi carico il Pippozzo scritto sul sito dove devo preparare anche la descrizione, le keyword e il riassunto. Nel frattempo, se il Mac regge, l’esportazione va a buon fine ma se per caso non ho abbastanza memoria mi tocca fare il travaso dei file sull’hard disk e i tempi si allungano. Nel frattempo, arrivata a questo punto, si è fatta sera e ho fame;
- step 7: carico la puntata su Youtube e Spotify il che significa scrivere una descrizione anche in questo caso, spuntare tutte le caselle su contenuti espliciti, se all’interno ci sono promozioni, se è presente l’AI (no) e via dicendo;
- step 8: pubblico;
- step 9: lo scrivo su telegram e su instagram;
- step 10: rispondo ai messaggi delle persone che mi chiedono dov’è il Pippozzo e perché non l’ho ancora pubblicato.
Indicativamente, sono passate 4 ore nella migliore delle ipotesi.
Dettaglio importante: tutto ciò viene fatto nella stragrande maggioranza dei casi di domenica.
Ora, se arrivata fino a qui stai pensando “ma perché ti lamenti” you missed the point.
Ora, in questa fase della mia vita, di fare tutto ciò, per di più la domenica, ogni domenica, non ne ho più tanta voglia che è diverso però dal non volerlo fare.
Si tratta proprio di una questione logistica.
Rimane la voglia di fare il Pippozzo Astrologico perché alla fine rimango una stupidina con Venere in Gemelli che non sa stare zitta ed è un progetto a cui tengo ma ammetto che qualcosa deve cambiare perché tutto cambia, tutto è temporaneo.
Dopo un’attenta analisi dei KPI, obiettivi, dati analitici forniti dalle piattaforme e consultazioni con massimi esperti (non è successo niente di tutto ciò, volevo solo darmi un tono) ho deciso che il Pippozzo Astrologico tornerà il 14 febbraio nella sua nuova veste cioè un video ogni tot in cui affronto i transiti principali, senza una cadenza settimanale anche perché giornalmente esce la MicroDose Di Minchiata Astrologica su Ig e Telegram quindi lo spazio per affrontare il presente rimane.
That’s it. That’s the news. :)
Rispondo ad alcuni suggerimenti e domande che mi sono arrivate su instagram.
A chi mi dice “va beh ma scusa ma fallo pagare” rispondo che non è una questione economica. Voglio che il Pippozzo rimanga un contenuto free perché voglio che le persone appassionate abbiano un punto di vista di riferimento per sviluppare un’interpretazione personale su ciò che sta succedendo nel firmamento.
Inoltre, non è che magicamente se chiedo dei soldi allora mi si materializza del tempo in più durante la settimana. Le ore e i giorni sono gli stessi anche per me e i soldi non possono comprare tempo in più.
Idem sulla questione delle donazioni che qualcuno mi ha suggerito di mettere: RAGA SCUSATE SE URLO IN CAPSLOCK MA NELLA DESCRIZIONE DEL PIPPOZZO ASTROLOGICO C’È IL LINK PER LA DONAZIONE LIBERA DA 3 ANNI. PENSO DI AVER RICEVUTO 25€, NON SCHERZO, IN TOTALE.
Quindi ripeto, non è per i soldi che lo faccio. E nemmeno per la gloria (anzi, ho il terrore che qualcuno usi la mia faccia per fare dei deep fake p0rnø con l’AI a un certo punto).
A chi mi dice “se non hai voglia di farlo allora non farlo” rispondo che io voglio farlo altrimenti non starei qui a scrivervi (ho Saturno in 5° casa, con chi credi di parlare?). È la mancanza di tempo il problema, o meglio, il bisogno di usare il tempo diversamente. Ho un lavoro 9 - 18 per 3 giorni a settimana e 9 - 13 per 2 giorni a settimana e ho necessità di fare la spesa, farmi la doccia e vedere amiche e amici come tutte le altre persone.
“va beh ma fatti substack e metti un abbonamento a pagamento” nooooooooo. Substack non mi avrà, per l’astrologia, anche se i best marketing experts dicono che è il social del futuro (eeeewww).
“va beh ma se vuoi ti do una mano” messaggio mega cute che ho ricevuto più volte ma raga non vi farei mai lavorare gratis e in questo momento non ho budget da dedicare alla cosa.
Mi rendo conto che questa crisi covata da metà stagione del Sagittario e culminata con la Luna nuova in Capricorno corrisponde a un paio di movimenti planetari e tutto ha senso (astrology is astrologing, sì).
A Febbraio inizieranno le eclissi sul mio asse delle case 12° - 6° ovvero l’asse dell’equilibrio fisico/mentale che permette lo sviluppo delle attività quotidiane ed oniriche.
A fine Gennaio e metà Febbraio due grandi e lenti pianeti entrano/entreranno in Ariete, segno che per me corrisponde all’8° casa ovvero il posto in cui risiedono le risorse che condivido con le persone e le risorse che le altre persone condividono con me.
Forse al termine di questo passaggio di Saturno, siccome il suo ingresso nei segni precedenti ha sempre rappresentato un cambio di paradigma per il Pippozzo Astrologico, avrò inaugurato dei contenuti esclusivi a pagamento, forse no, chissà. Forse il Pippozzo non esisterà più per lasciare spazio ad altro. Forse, forse, chissà.
Non so cosa succederà ma un’ipotesi, più generale, è che l’ingresso di Nettuno in Ariete porterà a un cambiamento radicale per quanto riguarda l’accettazione e la comprensione delle tematiche spirituali ed esoteriche. E spero che Saturno in Ariete non faccia tornare di moda i GRWM to burn the witch on the steak.
A presto pretty raga
Siamo tutt* sullo stesso pianeta (e le giornate hanno 24 ore per ttt*).
Alina Specialina