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Cartografia emozionale

Durante il piccolo viaggio compiuto dalla comunità di Senza tremori abbiamo anche realizzato un’opera collettiva.

Vi lascio all' immagine e alle parole di Sophie Bourkab, arte terapista che ha condotto il laboratorio in cui abbiamo realizzato l’opera collettiva.

CARTOGRAFIA EMOZIONALE

di Sophie Bourkab

Opera collettiva nata dal laboratorio di Arteterapia con Sophie Bourkab, artista e arteterapeuta: una mappa condivisa in cui i segni diventano sentieri, i colori rivelano paesaggi interiori e ogni linea racconta un doppio viaggio: quello percorso sul Cammino di Oropa e quello più intimo, tracciato dalle emozioni di ognuno.

Quest’ opera nasce dall’incontro tra arteterapia, cammino e convivenza con il Parkinson, dentro l’iniziativa “Senza Tremori”.

Installazione presso lo studio di Sophie Bourkab a Biella della Cartografia emozionale realizzata durante il Cammino di Oropa di Senza tremori  Roppolo 10 giugno 2025
Cartografia emozionale, Realizzazione di Senza tremori durante il laboratorio di Sophie Bourkab a Roppolo. Cornice di Maketto. Biella, dicembre 2025

A inizio Giugno 2025 un gruppo di persone con Parkinson insieme ad amici ha percorso la prima tappa del Cammino di Oropa, proprio fino a Roppolo, e nel pomeriggio, stanchi ma ispirati, ci siamo seduti intorno a un tavolo per disegnare.

Guidati dalla mia voce e accompagnati dalla musica, ho invitato ciascuno a scegliere un colore e a tracciare linee continue su un unico foglio. L’unica regola era: non staccare mai la punta dal foglio. È un po’ come il gesto del cammino, ogni passo è collegato al precedente, eppure ciascuno di noi ha il suo ritmo, la sua energia, i suoi ostacoli, le proprie risorse.

Lo scarabocchio, così semplice eppure così potente, diventa in arteterapia uno strumento di autoregolazione, di sfogo, e di esplorazione interiore: mentre la mano disegna senza interruzione, la mente si libera, il corpo si sente presente e le emozioni possono emergere senza parole. In questo modo, il gesto grafico diventa un viaggio.

Nel disegno iniziale, ogni persona ha lasciato che il proprio colore disegnasse in cerchio, avanti, indietro, attraversando il foglio come su un sentiero. Questo primo tracciato collettivo è stato un intreccio di segni, un paesaggio visibile della presenza di ciascuno, un gesto condiviso e al tempo stesso individuale.

Poi, nella seconda fase, ognuno ha scelto una porzione di questo groviglio iniziale: con pastelli a olio e gessetti soffici, ha “riscoperto” quel tratto, ha tracciato nuove forme, emergendo su quelle linee come su una mappa del proprio sentire. Il pastello sfumabile con le dita è come una carezza al foglio, come una carezza a se stessi: un gesto di gentilezza, di accoglienza.

Infine ho invitato a fare associazioni libere su ciò che vedevano nei propri disegni e in quelli altrui: storie, emozioni, immagini. È nato uno scambio ricco di punti di vista, di rispecchiamenti, di identificazione.

In quest’opera collettiva la linea e il colore raccontano un viaggio: fisico, con i passi sul Cammino di Oropa; simbolico, con il Parkinson che entra e lascia il segno; emozionale e terapeutico, come spazio in cui ognuno si prende cura di sé e degli altri.

Come diceva Paul Klee: “una linea è un punto che è andato a fare una passeggiata” e qui quel punto siamo noi, che camminiamo insieme, che lasciamo tracce, che ci incontriamo.

Questa esperienza resta visibile in quest’opera di segni e colori, ma resta anche in ogni persona che vi ha partecipato: un viaggio condiviso, un gruppo che si muove insieme, un atto di presenza e ascolto reciproco.

Argomento Talking hands

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