numero 58 | febbraio 2026

Ciao!
Il 19 febbraio di dieci anni fa moriva Umberto Eco. Da allora, il suo nome è rimasto una presenza costante nel dibattito culturale: spesso citato, talvolta semplificato, non sempre davvero interrogato. Scrittore, semiologo, intellettuale pubblico, Eco ha attraversato il Novecento e l’inizio del nuovo secolo mettendo continuamente in discussione il nostro rapporto con i testi, con i simboli e con le narrazioni che ci raccontiamo per dare un ordine al reale.
In questo nuovo numero della newsletter mensile di Frammenti Rivista abbiamo provato a tracciare il ritratto di un pensatore che ha fatto della complessità non un esercizio elitario, ma un atto profondamente politico.
Non un omaggio celebrativo, il nostro, ma un attraversamento. Perché Umberto Eco, più che essere ricordato, chiede ancora di essere discusso.
Buona lettura!
Michele Castelnovo
Direttore FR
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Indice
La semiosi infinita di Umberto Eco (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) di G. Fava
Il Medioevo secondo Umberto Eco: a cosa ci serve il romanzo storico (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) di D. Rizzi
Quando «Il nome della rosa» divenne un videogioco (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) di F. Fenaroli
Umberto Eco alla Scala: l’opera da «Il nome della rosa» (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) di M. Giardini
Umberto Eco e l’arte: un dialogo tra segni, storia e interpretazione (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) di R. Sivieri
Stile libero – Dal tutù al corpo libero: l’evoluzione della sensualità nella danza (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) di V. Trentini
La semiosi infinita di Umberto Eco
di Giovanni Fava
Avvicinarsi al pensiero di Umberto Eco significa accettare fin dall’inizio una certa inquietudine teorica. Eco non offre mai sistemi chiusi, né dottrine dogmatiche. Al contrario, la sua filosofia nasce e si sviluppa nella consapevolezza che il senso non è mai dato una volta per tutte, ma […]
Il Medioevo secondo Umberto Eco: a cosa ci serve il romanzo storico
di Daniele Rizzi
Tra le mura di un’abbazia isolata, immersa nella nebbia e nel silenzio, si muovono uomini inquieti, attraversati da dubbi, paure e ambizioni omicide. La biblioteca-labirinto è il cuore misterioso e quasi sconfinato del romanzo, che […]
Quando «Il nome della rosa» divenne un videogioco
di Francesca Fenaroli
Il primo titolo di lavoro per Il nome della rosa era L’abbazia del delitto. Per Umberto Eco questo era il titolo che più di tutti rispecchiava la componente giallistica della trama del suo primo romanzo, per molti versi una detective story di chiara ispirazione britannica con brevi incursioni nel […]
Umberto Eco alla Scala: l’opera da «Il nome della rosa»
di Marialuce Giardini
Dieci anni fa, il 19 Febbraio 2016, ci lasciava Umberto Eco. Saggista, intellettuale, semiologo, non fu solo una figura cardine per la letteratura italiana, ma anche per la cultura dello spettacolo. Nel 1971 infatti su uno dei fondatori del primo corso di laurea DAMS dell’Università di [ …]
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Umberto Eco e l’arte: un dialogo tra segni, storia e interpretazione
di Rebecca Sivieri
Umberto Eco è noto al grande pubblico soprattutto come romanziere e semiologo, ma il suo rapporto con l’arte è stato profondo, articolato e centrale in tutta la sua attività intellettuale. Per lo studioso, infatti, l’arte non è mai stata soltanto un oggetto di contemplazione estetica o un ambito separato dal […]
Stile libero - Dal tutù al corpo libero: l’evoluzione della sensualità nella danza
di Silvia Argento
«Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta» scrisse Haruki Murakami nel suo Kafka sulla spiaggia. Pur essendo una metafora del vivere, non a caso l’acclamato autore ha deciso di usare la danza come elemento di paragone alla […]
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A presto!