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Il caso Angine de Poitrine

Illustrazione noir monocromatica gialla e nera di un detective solitario seduto a una scrivania sotto la luce di una lampada, con una grande lavagna indiziaria sulla sinistra.
Un detective afferma di aver risolto il caso. Manca solo la cattura.

Da qualche mese, nello scacchiere sonoro ci sono due fanti che stanno mandando in tilt non solo gli algoritmi di Spotify, ma anche i portafogli dei collezionisti di vinili. 

Parlo naturalmente degli Angine de Poitrine, un duo che sembra uscito da un incubo febbrile di Salvador Dalí dopo un’indigestione di poutine e che è l’equivalente scacchistico della “variante del nero”. Originari di Chicoutimi, nel Saguenay–Lac-Saint-Jean, una regione del Québec nota più per le sue foreste che per il math rock avanguardistico, Khn e Klek de Poitrine (ovviamente nomi d’arte, la loro vera identità resta sepolta sotto strati di cartapesta) sono diventati il fenomeno dell’anno. 

La loro storia inizia nel 2019, in un piccolo locale della loro provincia. Sì, perché l'intera operazione Angine de Poitrine è nata, letteralmente, da una gag. Ingaggiati per suonare due volte nella stessa settimana nello stesso posto, e temendo che il pubblico non tornasse a vederli, i due hanno deciso di inventarsi un’identità fittizia. Si sono presentati mascherati, con un nome assurdo – un termine medico francese per l'angina pectoris – e un set di canzoni che secondo loro rappresentavano una "malfunzione cardiaca indotta dalla dissonanza". Solo che quello che doveva essere un escamotage temporaneo è sfuggito di mano, e si è trasformato nel nucleo di un progetto che rischia di ridefinire il concetto di rock sperimentale contemporaneo.1

I dettagli biografici che alcuni coraggiosi sono riusciti a racimolare tra grugniti e risposte criptiche dipingono un quadro di dedizione quasi monastica. Khn (chitarra e basso) e Klek (batteria) suonano insieme da quando avevano tredici anni e hanno passato circa due decenni ad affinare un’intesa che rasenta la telepatia.

Nel loro arsenale tecnico spicca uno strumento che farebbe venire l'angine de poitrine a un liutaio conservatore. 

Si tratta di una chitarra a doppio manico custom, metà chitarra elettrica e metà basso, progettata da Raphaël Le Breton. Questo "mostro" ha richiesto oltre 150 ore di lavoro e presenta una tastiera microtonale basata sul sistema 24-TET (24-note equal temperament).2

In parole povere, Khn ha il doppio dei tasti di una chitarra normale, il che gli permette di colpire note talkieniane, perché "stanno nel mezzo", negli intervalli dissonanti tipici della musica turca o araba che nel rock occidentale suonano solitamente come un errore grossolano.

Comprendere le ragioni di un successo così sproporzionato richiede di guardare oltre le maschere aliene con nasi che ricordano il grande batterista dei Dr. Teeth and the Electric Mayhem (Öffnet in neuem Fenster), Animal.

L’innesco principale è stata senza dubbio la sessione live per la radio KEXP di Seattle, registrata a Rennes nel dicembre 2025. Pubblicato a febbraio 2026, il video ha superato i 12 milioni di visualizzazioni in un battibaleno. C’è qualcosa di ipnotico nel vedere due tizi scalzi, coperti di pois neri, che eseguono incastri ritmici impossibili senza mai perdere il tiro. Qualcosa, come dice il mio amico Marcello (Öffnet in neuem Fenster), di veramente difficile da non condividere.

https://youtu.be/0Ssi-9wS1so?si=IUbJuqAe6t_n0PJ1 (Öffnet in neuem Fenster)

 

Secondo molti osservatori del settore, il duo ha però anche intercettato un bisogno profondo di "umanità eccentrica". Ovvero, in un’epoca martoriata da brani generati dall’intelligenza artificiale, che tendono a essere piatti, prevedibili e mediamente gradevoli, la proposta degli Angine de Poitrine è percepita come "non simulabile". James Gutierrez, esperto di teoria musicale, sostiene che siamo entrati nella "Freak Era", dove il pubblico cerca rifugio in ciò che si trova a tre deviazioni standard dalla norma. La loro musica è difficile, a tratti irritante, ed è esattamente questo che la rende irresistibile. Non è roba che una rete neurale scriverebbe per compiacere un utente medio.3

E poi il marketing dell’anonimato ha fatto il resto. Non parlare mai se non attraverso suoni gutturali e distorsioni vocali, fare il gesto della piramide con le mani, dichiararsi viaggiatori dello spazio-tempo appassionati di hot dog e piramidi: sono tutti elementi che costruiscono un immaginario pronto per la viralità su TikTok e Instagram. 

Perfino Google si è accorto della faccenda, implementando un easter egg che riempie lo schermo di pois neri se cerchi il loro nome. Ma non è solo fuffa visiva. L’approvazione di Dave Grohl, che li ha definiti "totalmente fuori di testa" ammettendo che gli hanno "fatto saltare il cervello", ha dato al duo una patente di legittimità rock che ha abbattuto le barriere della nicchia sperimentale4

Questa frenesia ha generato un mercato secondario dei vinili che alcuni definiscono "disgustoso". Personalmente mi limito a scomodare la follia. Le prime stampe gold di Vol. 1 sono state vendute su Discogs a cifre che toccano i 2.189 dollari5. Il che è paradossale per un disco autoprodotto che inizialmente è stato ignorato dal mainstream e che ora diventa il “bene rifugio" di gente pronta a tutto pur di non restare fuori dal trend. Una dritta per chi volesse vederli dal vivo senza impegnarsi la casa: l'unica data italiana è al Poplar Utopia Festival di Rovereto il 31 maggio e rappresenta un’occasione più unica che rara.


Sorge però una domanda spontanea per chi ha passato gli ultimi trent’anni (tra alti e bassi) ad ascoltare rock alternativo: ma questi due hanno inventato davvero qualcosa? Se ascoltiamo certe dichiarazioni del gruppo, sembrerebbero convinti di aver scoperto il fuoco. In realtà, anche se di sicuro lo sanno appiccare, il duo poggia sulle spalle di giganti che hanno esplorato la dissonanza e il microtonalismo molto prima di loro, e Khn e Klek sono i primi a riconoscerlo, sebbene con il loro distacco ironico. Citano Frank Zappa per il “fraseggio cubista” e i King Gizzard & The Lizard Wizard come la porta d’ingresso contemporanea verso i quarti di tono.6

Eppure, il confronto con i pionieri rivela la loro vera peculiarità. 

Se prendiamo i Sonic Youth o i Drive Like Jehu, la dissonanza era spesso frutto di accordature alternative e di un approccio intuitivo allo strumento. Era rumore che diventava armonia per accumulo. Gli Angine de Poitrine, invece, applicano un rigore matematico quasi da AI (scusa, non ho resistito). Laddove i Mars Volta si lanciavano in suite psichedeliche e improvvisazioni jazz-fusion spesso debordanti, il duo canadese rimane incastrato nei confini autoimposti di loop ossessivi che richiamano più l'acid techno che il prog rock classico.

La loro vera novità non sta nella teoria musicale – che è vecchia come il mondo, o almeno come la musica colta del Novecento – ma nella "confezione". Sono riusciti a rendere accessibile la complessità dei Mr. Bungle (periodo Disco Volante) depurandola dalla schizofrenia di Mike Patton e sostituendola con un minimalismo ritmico che ti costringe a muovere la testa anche se non capisci in che tempo stiano suonando. Hanno preso l’austerità delle avanguardie dadaiste – si definiscono una "Orchestra Dada Pitago-Cubista” – e l'hanno frullata con l'estetica dei cartoni animati della Pimpa. Come dicono dalle parti di Pitchfork, mica Bassa Fedeltà, sono riusciti a prendere una musica tecnicamente "ostica" e "poco sexy" rendendola divertente, ballabile e adatta alla viralità digitale. 

https://youtu.be/bXWHf2HH8jY?si=LD5yZwUiMo94ag1q (Öffnet in neuem Fenster)

In questo senso, sono figli di Andy Warhol: prendono un concetto ostico, lo trasformano in un'icona visiva memorabile e lo vendono come se fosse l'ultima rivoluzione possibile.

Molti critici e detrattori puntano il dito contro il "gimmick", l'artificio del costume, sostenendo che senza le maschere sarebbero solo l'ennesima band math-rock di talento in un mare di tecnicismi (come se fossero l’unica band mascherata in circolazione. Chissà cosa ne pensavano costoro degli Slipknot).

Forse è vero, ma se fosse proprio questo il punto? Che oggi la musica non basta più? Che serve un sistema semantico completo? Gli Angine de Poitrine non ti vendono solo una scala microtonale, ti vendono il sospetto che l'umanità, per sopravvivere alla standardizzazione delle macchine, debba ricominciare a comportarsi in modo assurdo, a piedi nudi e coperta di pois, suonando canzoni che sembrano il battito accelerato di un cuore che sta per esplodere. O che forse ha solo mangiato troppi hot dog, chissà.

I fatti però dicono che, tra speculazioni sui vinili e polemiche televisive in Québec (dove sono stati accusati di essere troppo criptici per la TV generalista)7, gli Angine de Poitrine sono la cosa più vicina a una ventata d'aria fresca in un settore che rischiava il soffocamento da algoritmo. Che siano geni del marketing o ricercatori sonori instancabili – due aspetti che non si escludono affatto a vicenda – una cosa è certa: è difficile smettere di guardarli, ed è ancora più difficile togliersi dalla testa quei riff che sembrano sempre sul punto di sbagliare nota e che invece ti trascinano in un surrealismo elettrico da cui è impossibile uscire indenni.

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🔭 Se vuoi seguire cosa combino tra un ascolto e l'altro, mi trovi qui: Lo Zio Quandy (Öffnet in neuem Fenster)

note

  1. Origini e biografia ufficiale del duo su Wikipedia (Öffnet in neuem Fenster).

  2. Intervista a Raphaël Le Breton (Öffnet in neuem Fenster), il liutaio della chitarra custom ibrida.

  3. James Rodriguez: analisi della "Freak Era" e della reazione all'IA (Öffnet in neuem Fenster).

  4. Le lodi di Dave Grohl alla band su Wikipedia (Öffnet in neuem Fenster).

  5. Prezzi record del vinile Gold su Discogs (Öffnet in neuem Fenster).

  6. Le influenze musicali dichiarate dal duo su Wikipedia. (Öffnet in neuem Fenster)

  7. Il controverso passaggio a Tout le monde en parle (Öffnet in neuem Fenster).

Kategorie News

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