(Opens in a new window)Michela Barzi
A partire dai progetti di Central Park (Opens in a new window) (1858) a Manhattan e di Prospect Park (1867) a Brooklyn il sodalizio professionale di Frederick Law Olmsted (1822-1903) e Calvert Vaux (1824-1895) affronta la progettazione delle aree verdi come vera e propria pianificazione urbana. I parchi, i garden suburb (Opens in a new window) e le parkway (Opens in a new window) – strade di collegamento dei parchi pubblici circondate da vegetazione – a Chicago, a Buffalo, a Boston, a Minneapolis diventano parte di quell’idea di città-regione che sarà ripresa dalla Regional Planning Association of America fondata nel 1923 da Clarence Stein, Lewis Mumford, Henry Wright e Benton McKaye. Quest’ultimo, che dal 1905 aveva lavorato come forestale per lo United States Forest Service, progetta e realizza, tra il 1925 e il 1937, il percorso naturalistico Appalachian Trail che unisce il Maine alla Georgia.
La relazione tra le regioni urbane, dove oggi vive più della metà della popolazione mondiale, e le grandi aree naturali protette, bacini di biodiversità e ambiti di regolazione climatica, non può che passare dalla rinaturalizzazione delle prime, grazie a erba, alberi e acqua che prendono il posto di cemento e asfalto. La vegetazione in città (Opens in a new window) - che sia nei parchi e giardini pubblici, nelle alberature e nelle aiuole a bordo strada e nelle piazze o nei giardini e terrazzi privati - diventa, già a metà del XIX secolo, parte delle infrastrutture urbane e quindi oggetto di pianificazione.
La figura del giardiniere-paesaggista nata nel XVIII secolo, in quello successivo, mutuando le tecniche di progettazione di vasti ambiti territoriali al servizio dell’aristocrazia europea, finisce per coincidere con quella del pianificatore delle trasformazioni urbane. È l’esperienza della realizzazione dei parchi pubblici, e in generale dell’impiego del verde nei progetti di rinnovamento della città storica europea, a favorire questo passaggio che in America avrà, a partire da New York, una valenza ulteriore: la creazione di infrastrutture urbane per la città democratica. Gli spazi verdi all’interno delle città, che oggi assumono anche la valenza di mitigatori del cambiamento climatico, sono stati concepiti sin dalla seconda metà dell’Ottocento come strumento di giustizia sociale. Occuparci di come sono stati inseriti nel progetto urbano, se si vuole affrontare la questione della giustizia climatica, è quindi di stringente attualità.