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S2 E12

LA NEWSLETTER SETTIMANALE DI ANDREA BATILLA

WITH ENGLISH VERSION

IL MESTIERE DI CHANEL

https://www.youtube.com/watch?v=afbCCkgVGHY (Abre numa nova janela)
Quando compri una casa nuova, come è capitato a me un paio di anni fa, pensi che sarà bellissimo e divertentissimo ristrutturarla e arredarla. Pensi che lì dentro vivrai momenti felici in compagnia degli amici o steso al sole a respirare l’aria fresca. Se poi, come nel mio caso, la casa è grande, piena di storia, con un’identità forte e precisa, immagini che sarà facile ambientarci la tua nuova vita perché le pareti, i soffitti e i pavimenti saranno duttili, porosi e accetteranno i cambiamenti, accompagnandoti verso la felicità.

Le pareti, i soffitti e i pavimenti sono di cemento. Dentro ci sono tubature vecchie, fili elettrici scoperti, infissi traballanti da cui entrano spifferi freddissimi. E anche quando finalmente tutto funziona, scopri che c’è un gigantesco vuoto che non hai idea di come riempire. Ti sembrava tutto così facile, invece è tutto mortalmente difficile, lungo, costoso, strenuamente faticoso perché tutto quello spazio in verità non ne vuole sapere di cambiare, si sforza di rimanere fermo, esattamente come qualcuno lo aveva pensato nel 1962. 

Di recente ho ritrovato i disegni originali della casa, fatti a mano con un inchiostro di china scuro su un cartoncino morbido, ingiallito dal tempo. La straordinaria bellezza del progetto, la sua originalità, la sua unicità, visti sotto le luci al neon dell’ufficio tecnico del comune di Robbiate mi sono sembrate una prigione, qualcosa da cui non sarei mai stato capace di scappare. Nè avrei mai veramente potuto trasformare.

Non ho fatto niente il giorno dopo, né i giorni successivi. Poi ho capito che il rispetto verso quella casa doveva finire dove iniziava la nostra idea di felicità.

Matthieu Blazy ha presentato la sua prima pre-collezione per Chanel a New York, dentro una fermata abbandonata della metropolitana. Le modelle scendevano dal treno, camminavano vicino agli invitati e rientravano nel treno. Una metafora neanche tanto sottile dell’intenzione di spostare l’immaginario del brand verso territori più contemporanei. Esattamente come raccontato nel film di Michel Gondry con Margaret Qualley e A$AP Rocky, realizzato per introdurre la sfilata.

La reazione di tutti è stata di spontanea sorpresa e profondo appagamento sensoriale perché il lavoro di Blazy è sempre interessante e ben costruito. Ma come per la sua prima sfilata a Parigi, bisogna sforzarsi di guardare oltre e osservare che forse non tutto funziona.

Tópico POST SETTIMANALI

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