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Città in guerra: da Kharkiv a Rotterdam e viceversa

Il monumento che ricorda la distruzione di Rotterdam.
Il monumento che ricorda la distruzione di Rotterdam. Foto di M. Barzi

Michela Barzi

Prima dell’invasione russa su vasta scala, Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, aveva la stessa popolazione di Milano. I soli trenta chilometri che la separano dalla Russia ne hanno fatto una delle città più distrutte dall’inizio della guerra. Tra coloro che si sono messi in salvo dalle bombe e dei droni russi ci sono anche le fondatrici della ONG Urban Reform. Per le urbaniste Oleksandra Naryzhna e Anastasiia Palii la scelta di trasferirsi a Rotterdam si basa sull’intento di imparare dalla ricostruzione di quella città che tra il 1940 e il 1944 era stata rasa al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La distruzione comincia con il Rotterdam Blitz che la Luftwaffe scatena sulla città il 10 maggio 1940 e che determina la capitolazione dei Paesi Bassi alle truppe della Germania nazista. Il 18 maggio 1940, il consiglio comunale di Rotterdam incarica l'architetto Willem Gerrit Witteven di sviluppare un nuovo piano urbanistico. La tabula rasa generata dalla quasi totale distruzione della città a guerra finita diventa il terreno ideale per la costruzione di una nuova città, superando l’idea della sua ricostruzione secondo il precedente schema. Il processo occupa quasi un quarto di secolo a partire dal 1946: il piano dell’architetto municipale Cornelis van Traa è ispirato alla separazioni delle funzioni urbane, come previsto dalle teorie dei Congressi Internazionali di Architettura Moderna, con il centro per le funzioni direzionali e commerciali, aree dedicate alla produzione e nuovi quartieri-giardino residenziali e periferici. Qualche ripensamento allo schema del piano del 1946 viene introdotto negli anni’70 per sopperire alla inevitabile mortificazione del centro storico insita in quello schema urbanistico, ma resta il fatto che i contrasti formali generati dalla sua attuazione hanno forgiato il carattere della Rotterdam contemporanea.

Che Urban Reform abbia scelto questa città come luogo per continuare ad operare risponde proprio alla necessità di ripensare, a partire dall’esperienza della ricostruzione di Rotterdam, quella delle città ucraine forgiate nel periodo sovietico. Per rispondere ai bisogni degli ucraini contemporanei Naryzhna e Palii pensano che sia necessario superare quell’eredità. A Kharkiv, dal 1922 al 1934 capitale dell’Ucraina nell’ambito dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, prende forma una delle città socialiste (sotsgorod) tramite la progettazione di un grande quartiere residenziale lineare situato lungo una linea ferroviaria a dieci chilometri dal centro della città. La sua costruzione inizia alla fine degli anni '20 ed è destinato ai dipendenti della vicina fabbrica di trattori KhTZ.

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La città socialista KhTZ

L’espansione di Kharkiv si inserisce nell’ambito delle teorie per la costruzione della città socialista il cui processo di realizzazione è stato condotto in modo dirigistico similmente a quello successivo della ricostruzione post bellica delle città europee. Oltre a questi aspetti c’è una figura che mette in collegamento l’esperienza di Rotterdam a quella di Kharkiv e si identifica nella persona di Lotte Stam-Beese e nel suo lavoro per il Dipartimento di Sviluppo Urbano e Ricostruzione della prima città. Questa è, sinteticamente, la sua biografia.

Kategorie Donne architettura città

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