
LA NEWSLETTER SETTIMANALE DI ANDREA BATILLA
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CHE FINE HANNO FATTO LE SUBCULTURE
Non basta fare vestiti neri per avere qualcosa di importante da dire

Il marchio Matières Fécales, disegnato dal duo canadese Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran, ha vestito Sarah Paulson per il MET Gala con un abito di tulle grigio e una mascherina a forma di dollaro. Nelle intenzioni dei designer era un’aperta critica a l’1 % di persone che detiene più della metà delle ricchezze del mondo ma era anche un classico abito da debuttante in tulle.
L’account Instagram del brand è seguito da 857.000 persone e i due designer sono recentemente stati invitati nel podcast di Bella Freud Fashion Neurosis dove hanno detto che seguono da sempre con attenzione il lavoro di Oprah Winfrey e che la considerano una persona culturalmente rilevante.
I loro abiti, venduti anche da Dover Street Market, assomigliano a molte altre cose già viste, da McQueen a Balmain a Rick Owens e ovviamente a Come des Garçons mentre. Le loro sfilate in palazzi settecenteschi, con le facce delle modelle dipinte di bianco, sono un misto tra un contest di parrucchieri e un lavoro di fine triennio di una scuola di moda lituana.
Incredibilmente hanno un grande seguito e durante la fashion week parigina le loro collezioni sono un highlight imperdibile dal 2025.
Sono appena tornato da Roma dove ho intervistato Olivier Theyskens all’interno di una serie di talk per Forma il cui tema erano le subculture.
Theyskens è uno dei designer più rilevanti della sua generazione. Viene dal Belgio e ne ha preso le atmosfere cupe tipiche di Anversa, da Margiela in poi, per restituirle in una maniera molto elegante, piena di rimandi alle subculture degli anni ’80 e ’90.
Alla direzione creativa di Rochas, per primo ha introdotto un modo di guardare al passato nello stesso tempo rispettoso e critico che avrebbe fatto esplodere la retromania che ancora oggi pervade la moda.
Olivier Theysken, dopo essere passato per Rochas, Nina Ricci e Theory, oggi ha un piccolo atelier a Parigi in cui continua a fare abiti su misura che non vanno sul red carpet del MET Gala. È un designer indipendente rimasto strettamente attaccato alla sua personale idea di moda.
Sulla relazione tra abiti e subculture si è detto è scritto molto finché la parola ha cominciato a perdere significato, diventando nostalgica e probabilmente incomprensibile a chi ha meno di 30 anni.