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Una newsletter in ritardo #4 | Astronotus dei KARMA

Copertina dell'album Astronotus dei Karma: la sagoma rossa di un pesce racchiude ingranaggi metallici su sfondo sfumato.
📸Quando decidi di fare un fritto misto ma il pesce ha mangiato troppi pezzi di ricambio.

A soli due anni di distanza dallo sfolgorante esordio omonimo che li ha imposti come i paladini del grunge e dello stoner in lingua italiana, i milanesi Karma tornano nei negozi con il loro attesissimo secondo capitolo, "Astronotus", pubblicato sotto l’egida di Ritmi Urbani. Chi si aspetta una replica delle strutture rock e dei ritornelli catchy del primo disco rischia di rimanere seriamente spiazzato, perché la band decide di farci fare un giro fuori dalla comfort zone, abbandonando le canoniche formule commerciali per abbracciare una totale e coraggiosa anarchia espressiva.

E in effetti l’album non nasce da una scrittura a tavolino, ma dalla registrazione diretta su nastro di jam session notturne e improvvisate, poi magistralmente riordinate e strutturate insieme al fonico e co-produttore Fabio "Magister" Magistrali tra le mura della Jungle Sound Station di Milano – vero e proprio avamposto controculturale della città. Il risultato è un’opera liquida, frammentata, densa di spiritualità e al tempo stesso drammaticamente urbana.

Il suono è più stratificato ed esotico. Diego Besozzi alla batteria e Andrea Viti al basso (che sfoggia un imponente ordigno a 12 corde) stendono tappeti ritmici elastici e ipnotici, arricchiti dalle percussioni tribali e artigianali di Alessandro "Pacho" Rossi. A completare questo quadro lisergico intervengono i campionatori di Micky Pardo Pauli e Cesare Malfatti (La Crus), mentre David Moretti adatta la sua voce calda e intensa a un registro recitativo, quasi teatrale, trasformando le parole in veri e propri mantra psichedelici.

Illustrazione in bianco e nero in stile fumetto o serigrafia dei cinque membri della rock band italiana Karma su sfondo nero.
📸Lo sguardo fiero di chi sa che gli occhiali da sole fanno subito "rockstar" (illustrazione tratta da una foto originale di Barbara Oizmud)

Il disco si apre con la cupa ouverture di "Mururoa", dove i campionamenti dei test atomici francesi nel Pacifico si fondono con campane tibetane e suoni da spedizione intergalattica. È l'inizio di un viaggio che oscilla costantemente tra la terra e il cosmo. Subito dopo, la band ci scaraventa nel rumorismo industriale di "3° Millennio", prima di scivolare nel funk languido e ipnotico di "Selezione Naturale", che fluttua in atmosfere alla Faith No More.

Una forte influenza mediorientale riempie pezzi come "Jaisalmer" e la splendida "Avorio", impreziosita da suggestioni indiane e da un assolo lirico di Andrea Bacchini alla chitarra. Gli intermezzi percussivi di "Amazzonia" e "Kali Yuga" evocano veri e propri riti di purificazione tribale, mentre "Atomi" rappresenta l’unico, felicissimo legame con il passato recente del gruppo, candidandosi come potenziale singolo grazie a un “mood” trascinante e a un ritornello immediato che ci ricordano il peso delle catene di Alice.

I momenti più intimi e notturni regalano perle di una bellezza cristallina: la ballata acustica "Come Svanisse" tocca vertici di rara malinconia alternativa, mentre "Indivisibili" si riduce a un sussurro minimale avvolto dall'elettronica soffusa curata da Cesare Malfatti.

La vera e propria dichiarazione d'intenti della band arriva però con la traccia finale: "Astronotus (Jam Reprise)". Diciannove minuti di pura improvvisazione psichedelica in cui Andrea Bacchini dà sfogo a suggestioni hendrixiane tra wah-wah e delay, cullato dalle calde frequenze del sintetizzatore Moog di Luca Baldini.

I Karma mettono in piedi un progetto esoterico e affascinante che unisce protesta e visioni, il profumo d’Oriente e quello del cemento metropolitano. Non è un ascolto facile, richiede dedizione e orecchio, ma come ha ironizzato la stampa specializzata (Rockstar, NdR), "tremate, tremate, i fricchettoni son tornati" . E lo hanno fatto con un disco bellissimo, coraggioso e straordinariamente libero.1

https://youtu.be/HfaW6Y9ZfL4?is=GUCDt8SG_GTzKMl4 (Opens in a new window)https://youtu.be/BAWabB8Tf94?si=RN9VwtDGlMwKYhQM (Opens in a new window)

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  1. Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario di “Astronotus”, che è stato celebrato con un’edizione speciale disponibile in doppio LP (vinile oro 180g in tiratura limitata) e in formato CD, arricchita dalla bonus track E.X.P. (Radio Version) e da nuove grafiche (Opens in a new window).

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