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Siamo entrati nella nostra wellness era (mentre il mondo va a rotoli)

Cosa hanno in comune l’ultima collezione di Balenciaga, le spa di Dior, e la nuova nomina a sopresa di una Ceo del lusso in un brand che fa abbigliamento per la palestra.

Quando il nuovo Uber-Ceo di Kering, de Meo, il 19 ottobre scorso, presentò un accordo con L’Oréal (qu (Opens in a new window)i comunicato stampa congiunto sul sito di Kering) non pensai ad altro che alla necessità di Kering di fare cassa velocemente, vendendo loro Maison Creed, e garantendo una licenza di 50 anni (signori 50) per i prodotti beauty e le fragranze delle principali maison (tutto in merito è stato scritto qui da IlSole24ore). (Opens in a new window) D’altronde se il beauty è una voce fondamentale nelle economie di moltissimi brand, internalizzarlo con i costi di oggi e privi di competenze acquisite in decadi, e quindi produrre internamente senza affidarsi a licenziatari, è costosissimo e assai complesso, anche per le maison di moda. La maggior parte dei brand pensa/produce i prodotti in collaborazioni con giganti del settore, come appunto L’Orèal, “accontentandosi” dei ricavi succulenti che arrivano dalle licenze. Nella realtà, nell’accordo Kering - L’Orèal, era anche detto a chiare lettere che le due aziende avrebbero colto l’occasione per la “creazione di una joint venture esclusiva per esplorare opportunità di business nell’ambito del wellness e della longevità”.

Non ho colto il successivo indizio, quello lanciato dal Business of Fashion nel suo annuale “The State of Fashion”, quando ha parlato di “Wellness Era”. Quando però una delle più note e talentose Ceo italiane, che ha gravitato nell’emisfero di Miu Miu e Dior, ha lasciato il suo ruolo per divenire Ceo International di Alo, brand che produce (principalmente) abbigliamento da yoga, un dubbio mi è venuto. Ma non è che il lusso vede la prossima grande opportunità non tanto in capi sovrapprezzati e celebrity instagrammabili quanto nell’”athleisure”, nelle (parola orrenda nel lessico modaiolo) esperienze, nel capitalizzare sul cliente che vuole “prendersi cura di sé”?

D’altronde, c’è un’intera (e molto dibattuta) collezione di Balenciaga realizzata da Pierpaolo Piccioli di recente, che mescola gli uber-chic cappotti bianco ottico dalle silhouette a sacco con i leggings e le sneaker.

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