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Newsletter #109 - đŸ“· Dietro l’obiettivo a est del meridiano 13

Chi, d’estate, non si porta dietro il telefono, una macchina fotografica o un piccolo apparecchio analogico con cui immortalare le proprie vacanze? Sin dalla sua nascita, la fotografia Ăš stata lo strumento piĂč significativo (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre) per osservare il mondo o per conservare un ricordo, sia in una dimensione personale che collettiva: e, infatti, abbiamo impresse nelle nostre menti molte di quegli scatti che hanno segnato un’epoca, come quelle della guerra del Vietnam.

Leggi l'approfondimento sul Genocidio di Srebrenica (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

In questa newsletter, vi accompagneremo a (ri)scoprire la fotografia come mezzo espressivo (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre).

Buona lettura

đŸ•đŸ“·đŸˆ Ylla e la genesi della fotografia per animali

Se oggi Ăš comune scattare foto ai propri animali domestici (vedi il successo di Doggodaiily (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)), un secolo fa era senz’altro qualcosa di stravagante. Quando Ylla (al secolo Kamilla Koffler, 1911-1955 (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)) si mise in testa di diventare fotografa di animali, la scelta era piĂč che originale. Dai ritratti in studio, agli scatti di animali in cattivitĂ , per giungere infine alle pubblicazioni legate ai periodi trascorsi in Africa e in India, il lavoro pionieristico di Ylla ha segnato la storia della fotografia a livello mondiale.

đŸ‡șđŸ‡ŠđŸ“· Fotografare controcorrente: la Scuola di fotografia di Charkiv, un simbolo di resistenza culturale 

Se dovessimo indicare una delle esperienze piĂč originali della fotografia europea del secondo Novecento, probabilmente a nessuno verrebbe in mente Charkiv (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre). Eppure, Ăš proprio in questa cittĂ  industriale dell’Ucraina orientale che, tra gli anni Settanta e Ottanta, nasce uno dei movimenti fotografici piĂč radicali e innovativi dell’Europa dell’est.

âšœđŸ“· Jahrhunderttor, la foto persa del “gol del secolo” 

Nel 1956 il capitano della Germania Ovest campione del mondo segnĂČ un gol bellissimo nella DDR (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre). Il nostro Roberto Brambilla ci racconta la storia dell’immagine che lo immortala.

In queste due settimane abbiamo anche pubblicato:

- Storia politica del sistema elettrico armeno (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

- Max: perchĂ© la super-app russa Ăš cosĂŹ controversa (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)?

- Gran Premio d’Ungheria. Quando la F1 superĂČ la Cortina di Ferro (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

- Terzo cambio di governo in Lituania in due anni (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

- Liberland, ultima (micro)nazione d’Europa (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

- Nepomnjaơčij, il sovietico che portĂČ il Camerun nella storia (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

- La poesia del collettivo Orbita (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

đŸ“·đŸ‡·đŸ‡ș La Russia di Putin attraverso un obiettivo: la fotografia di Dmitrij Markov 

Dmitrij Markov (1982-2024) viene ricordato oggi come uno dei fotografi piĂč importanti (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre) della Russia contemporanea. Ha raccontato la vita quotidiana nel suo paese, cercando sempre di renderlo un po’ migliore di come lo si vede da fuori.

đŸ’„đŸ“· Robert Capa, il fotografo di guerra che cambiĂČ il fotogiornalismo 

Il noto fotografo di guerra Robert Capa (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre), autore di uno dei migliori scatti di guerra mai realizzati, Ăš passato alla storia per aver cambiato il fotogiornalismo. Non tutti sanno, perĂČ, che all’anagrafe non era Bob Capa, ma Endre ErnƑ Friedmann, nato in Ungheria.

Donne a lavoro (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre)

đŸ“·đŸȘ† L’Impero russo a colori: la fotografia di Sergej Prokudin-Gorskij

Nei primi anni del Novecento, l’ultimo, Nicola II, finanziĂČ una missione particolare del fotografo Sergej Prokudin-Gorskij (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre): immortalare l’Impero russo a colori. Ne nacque una collezione di immagini che a un secolo di distanza non finisce di meravigliare.

đŸŽžïžđŸ“· Tina Modotti oltre l’obiettivo

Fotografa, traduttrice, rivoluzionaria: Tina Modotti ha vissuto tra l’arte e la politica (S'ouvre dans une nouvelle fenĂȘtre), tra il Messico, l’Europa e l’Unione Sovietica, in bilico tra l’obiettivo della macchina fotografica e l’impegno militante, divenendo cosĂŹ una delle figure piĂč affascinanti e complesse del Novecento.

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