Cos’è casa, quando non puoi tornarci? Cos’è casa, quando devi lasciarla? Cos’è casa, quando ogni stanza ricorda chi non c’è più? Cos’è casa quando il luogo dell’infanzia diventa irraggiungibile, quando la lingua si mescola ad altre lingue e le stanze restano solo nella memoria? Forse, casa non è un luogo, ma è ciò che resta quando tutto il resto viene distrutto (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre).
In questo breve testo pubblicato da PEN Ukraine (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre), la poetessa ucraina Iya Kiva – nata e cresciuta a Donec’k e costretta a lasciare la sua terra natia nel 2014 – riflette su un senso di appartenenza trasformato dalla guerra, dalla perdita e dallo sradicamento. Tra partenze e ritorni, tra fronte e diaspora, abitare diventa un atto di resistenza interiore.
Questo numero della nostra newsletter, dedicata all’Ucraina (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre), nasce da questa domanda che non ha un’unica risposta: cos’è “casa” per voi? Vi invitiamo a sfogliare questi articoli come si attraversa una soglia, per esplorare storie, riflessioni e voci che provano a ridefinire cosa significhi, oggi, sentirsi a casa.
🏠🇺🇦 Quando casa non è più casa
A Kyiv, la guerra e il gelo trasformano le abitazioni in spazi freddi e inospitali; nei territori occupati, dove deportazioni e abbandono svuotano città e villaggi, la casa non è più un luogo a cui far ritorno. Tra freddo estremo e sradicamento forzato, il senso di casa si ridefinisce: non si misura più in metri quadrati, né nella temperatura delle stanze, ma nella capacità di restare umani quando tutto ciò che dovrebbe proteggerci viene meno.
🏠🇺🇦 Leopoli, anziani sfollati nel proprio paese a causa della guerra
Attraverso le storie di alcune anziane ucraine sfollate a Leopoli, Nicola Vasini mette in luce il ruolo del sostegno umanitario inteso come presenza e cura, oltre che il dramma di una vecchiaia segnata dalla perdita e dall’esilio forzato, nel ricordo di una casa che forse non c’è più.
🏠🇺🇦 L’album blu, un romanzo dall’anima ucraina che odora di identitĂ e libertĂ
Attraverso una costellazione di “case” e un album di fotografie che diventa archivio emotivo, l’autrice e traduttrice ucraina Yaryna Grusha costruisce una mappa affettiva in cui ogni luogo si rivela un frammento di identità . Nel romanzo L’album blu, i ricordi e le parole si trasformano in una forma di resistenza contro l’oblio.
🏠🇺🇦 Ucraina a Donec’k: la poetessa Iya Kiva parla del passato, del futuro e di quello che bisogna dire ad alta voce
La poetessa ucraina Iya Kiva riflette su Donec’k, la memoria personale e collettiva e l’esperienza dell’esilio forzato causato dalla guerra. Attraverso ricordi, immagini e pensieri, esplora il senso di perdita, identitĂ e appartenenza legato alla cittĂ occupata. Il testo invita a nominare e raccontare la guerra senza ambiguitĂ , come passo necessario per comprendere il presente e immaginare il futuro.Â
🏠🇺🇦 Kateryna Zarembo e la perdita di una casa: “Mi avevano chiesto quale bruciare: questa o quella?”
La perdita di una casa, intesa non solo come spazio fisico, ma come luogo di appartenenza, memoria e relazioni, è una metafora centrale della condizione contemporanea di moltissimi ucraini, i quali lottano giorno dopo giorno per preservare la loro. In questo breve testo, Kateryna Zarembo ne esprime il dolore e la resistenza.
🏠🇺🇦 Ripartire dalle storie. Parentesi di leggerezza e testimonianze da un paese in guerra
Dal 2022 Mediterranea Saving Humans presta supporto umano e materiale alla popolazione di sfollati interni nella cittĂ di Leopoli, che vive in condizioni di estrema precarietĂ e isolamento. In questo articolo, due attiviste di Mediterranea ci portano la testimonianza delle persone incontrate e della sospensione in cui vivono dopo essere state costrette ad abbandonare la propria casa.
🏠🇺🇦 Ciò che resta di Zmiivka e della comunità svedese ucraina
Gammalsvenskby, il villaggio nell’oblast’ di Cherson fondato nel 1782 da una comunità di svedesi, è stato quasi completamente svuotato e distrutto dalla guerra. Dopo l’occupazione russa e la distruzione della diga di Kachovka che ha reso impossibile il ritorno degli abitanti, che cosa resta della minoranza svedese e della sua eredità culturale e linguistica?
🏠🇺🇦 “Non tre sorelle”: Čechov in tempi di guerra
“Non tre sorelle” è uno spettacolo teatrale di Enrico Baraldi che, partendo da Tre sorelle di Anton Čechov, racconta del difficile rapporto degli ucraini con la cultura e la lingua russa a seguito dell'inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Abbiamo intervistato il regista per riflettere insieme sul ruolo della cultura e del teatro, in un dialogo continuo che sottolinea l'importanza della testimonianza delle tre attrici ucraine protagoniste.
🏠🇺🇦 Old Khata Book: le “chata” ucraine diventano un libro fotografico
Nella coscienza nazionale degli ucraini la casa – oggi più che mai in quanto ne vengono privati – non è solo un luogo in cui vivere, un rifugio, ma anche il proprio angolo privato: da semplice abitazione, la tipica chata è diventata quindi un simbolo che occupa un posto importante nell’anima e nella cultura di questo popolo. Ce lo raccontano Anna Ilčenko e Svitlana Oslavs’ka con questo libro fotografico.
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Organizziamo e partecipiamo a numerosi eventi dal vivo su tutto il territorio italiano – e non solo! Per scoprire quali saranno i prossimi visita la sezione dedicata sul nostro sito (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre).
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