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148. Domani

Una volta, al teatro grande di Brescia, un’attrice, Elena Vanni, ha letto la mia biografia nella quale c’era scritto, tra l’altro, che io ero stato bocciato due anni alle superiori.

Dopo mi ha chiesto se non avessi fatto il mestiere che faccio che mestiere avrei voluto fare e io le ho risposto che ero stato bocciato due anni alle superiori perché avevo scoperto le droghe leggere e che, in quel periodo lì, a sedici anni, io, mi sembrava di avere trovato la mia strada, avrei voluto fare il tossicodipendente, ho detto a Brescia una volta a un’attrice che si chiama Elena Vanni.

Ridotto del teatro Grande di Brescia

Dopo, le ho detto, è durata due anni, mi sono accorto che non ero tagliato, per fare il drogato, ho cambiato strada mi son messo a scrivere, ma questo è successo poi dopo.

In quel periodo lì, in quei due anni, succedeva spessissimo che, al mattino, mi trovavo davanti all’Istituto Tecnico Commerciale Macedonio Melloni di Parma, a Barriera Bixio, e non entravo. Entrerò domani, mi dicevo.

C’ era una professoressa che insegnava geografia che abitava vicino a me prendeva il mio stesso autobus, a andare a scuola, una volta, mia mamma è andata ai colloqui, Signora, le ha detto, suo figlio lo vedo sempre sull’autobus poi in classe non c’è lo interrogherò sull’autobus. Non c’era, allora, il registro elettronico.

Entrerò domani, pensavo quasi tutti il giorni, non entravo quasi mai.

La stessa cosa, certi periodi, quando devi scrivere, scriverò domani scriverò domani, non scrivi mai.

Domani su Stare male, racconto di quando ti dici scriverò domani. O forse dopodomani.

State bene.

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