![Il venerdì di [mini]marketing](https://assets.steadyhq.com/production/post/9c5bbc5a-01cd-f69d-f5aa-e6b8a14df09a/uploads/images/WgveGVvO0epg/0b8fdb52-c09c-44c8-8894-ce3d0d6c5df4_1200x399.png?auto=compress&w=800&fit=max&dpr=2&fm=webp)
👩🏿🏫 [è venerdì? sicura?] Contro i case study
di Gianluca Diegoli (Si apre in una nuova finestra) • Newsletter #82 • Visualizza online (Si apre in una nuova finestra)
Potrei insegnarvi come fare una newsletter di successo, con più di 6000 iscritti e il 50% di tasso di apertura? Forse no, visto che non faccio nemmeno un piano editoriale. Dovreste buttare il piano editoriale per questo? Forse no.
Abbiate dubbi. So che non è popolare dirlo.
Case study, regole, template e altre cose che ci fanno sbagliare
La perversione dell'online è interessante: da una parte c'è tutta una letteratura del rompere le regole, della disruption (Si apre in una nuova finestra), del break things, del fail fast; dall'altra il genere letterario che va forte da anni e anni, e non smette di, è invariabilmente legata alle dieci regole per, dieci consigli per, dieci brand che, dieci tattiche usate da, dieci ecommerce che ce l'hanno fatta, ecc. ecc.
Una volta per scherzo su Medium, nauseato da tutti gli articoli che parlavano di come migliorare la propria vita, il proprio lavoro (degli altri) scrissi un post che (ironicamente) si chiamava “smettete di farvi insegnare la vita dagli altri (Si apre in una nuova finestra)” e paradossalmente, in uno scherzo non previsto del destino è diventato per enorme distacco l'articolo più letto del mio trascurato profilo – e continua a macinare centinaia di letture spontanee.
Da quel momento ho smesso di scrivere per Medium. Dove scrivere per significa scrivere per quello che i lettori vogliono leggere. Avevo involontariamente scritto di nuovo dieci consigli criticando tutti quelli che avevano scritto dieci consigli. E l'algoritmo se ne era accorto subito. Poi ovviamente non avrei potuto continuare quella linea editoriale: al contrario di chi insegna come vivere, il cui potenziale argomentativo è infinito.
Con l'avanzare dell'età, mi sono fatto l'idea che il successo passa in una via non tracciata. E anche - per citare un forse apocrifo Arrigo Sacchi - in otch, pazinzia e bus dal cul. Per i non appartenenti ai territori dei dialetti gallo-padani (Si apre in una nuova finestra): occhio, pazienza e buco del culo, nel senso di fortuna.
E passa anche in una strana zona di mezzo circondata da due pericoli: le sabbie mobili del rischio di non fare mai un primo passo nell'ignoto, e il muro contro il quale invariabilmente vanno a sbattere la maggior parte di coloro che seguono acriticamente le best practice, i case study, i guru dell'oggetto magico (può essere il copy persuasivo, il funnel marketing, il growth hacking e tante altre cose lampeggianti che sono spesso l'oggetto finale della letteratura delle dieci regole per).
Ho scritto qualcosa in questa newsletter anche contro alcune biografie (Si apre in una nuova finestra) di uomini e donne di successo: sono quasi sempre viziate dal senno di poi. Cioè dal survivor bias, per cui dimentichiamo il 99% dei fallimenti ed esaltiamo l'1% dei successi, dimenticando il bus dal cul, cioè il Caso. Li prendiamo come template, e sbagliamo. E dal fatto di avere avuto culo.
Del resto, siamo più propensi ad acquistare certezze che dubbi. Pochi consulenti sono così pazzi da dire “io ti darò tanti dubbi su cui lavorare”. Più redditizio dire: ti darò la bacchetta magica per. E noi ci caschiamo. Anche io, s'intende.
Del resto, come ho detto allo Science & Food Festival, la grandissima parte dei prodotti fallisce - viene ritirata dagli scaffali - dopo poco più di un anno. Nonostante focus group, ricerche di mercato e cose simili, “scientificamente e statisticamente” validate.
A volte, la ricerca della certezza è nel benchmark (Si apre in una nuova finestra): se faccio come il concorrente, ma un pelo meglio, avrò anche io il suo successo. Non è vero.
Il destino (o il caso) si diverte a spiazzarci.
Letture della settimana
These Content Marketing Rules Are Made to Be Broken (Si apre in una nuova finestra)
Here are 23 content marketing rules that the experts say you should consider breaking – Content Marketing World
contentmarketinginstitute.com (Si apre in una nuova finestra) • Condividi (Si apre in una nuova finestra)
Publishing is becoming a winner-take-all game. Nobody dominates it like Madeline McIntosh and Penguin Random House.
www.nytimes.com (Si apre in una nuova finestra) • Condividi (Si apre in una nuova finestra)
The Great Unbundling – Stratechery by Ben Thompson (Si apre in una nuova finestra)
It’s trivial to say that the Internet changed media; what is more interesting is unpacking how different types of media were affected, and why — and what might happen to TV.
stratechery.com (Si apre in una nuova finestra) • Condividi (Si apre in una nuova finestra)
Are You Really Innovating Around Your Customers’ Needs? (Si apre in una nuova finestra)
Too many companies put their products and services first.
hbr.org (Si apre in una nuova finestra) • Condividi (Si apre in una nuova finestra)
Quiz della settimana
Di quanto si stima nel 2020 la vendita di prodotti beauty nel canale profumerie rispetto al 2019?
a) meno 50% b) meno 10% c) meno 25%
Strategy school

UX School
Forse fake, ma bello. Via Giorgio Soffiato stories.

Negozianti
Mi avete scritto che vi mancano, ed ecco. (Mandate segnalazioni per il new normal)

Massimo Cavazzini (Si apre in una nuova finestra)
@maxkava (Si apre in una nuova finestra)
@gluca (Si apre in una nuova finestra) https://t.co/06rX2baZSZ (Si apre in una nuova finestra)
9:46 PM - 7 Oct 2020 (Si apre in una nuova finestra)
Saluti e baci
È tutto. Indossate la mascherina, siate gentili e scaricate Immuni. Pensate anche a un ragazzo dell'università di Bologna in carcere da nove mesi in Egitto per un presunto reato di opinione.
buon we, gluca
La risposta giusta è c) meno 25% circa. Fonte (Si apre in una nuova finestra)
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Sono Gianluca Diegoli e mi occupo di consulenza (Si apre in una nuova finestra) su strategia di marketing e di vendita digitale, (e)commerce e D2C inclusi.
Questa newsletter è la sorella gemella del blog (Si apre in una nuova finestra) che tengo dal 2004. Hai altri dieci minuti liberi? Qui ci sono tutte le edizioni (Si apre in una nuova finestra) della Lettera.
Ho scritto qualche libro (Si apre in una nuova finestra), ma l’ultimo («Svuota il Carrello (Si apre in una nuova finestra)») è quello che mi rappresenta di più.
Insegno in IULM e in Master.
Ho co-fondato Digital Update (Si apre in una nuova finestra), una delle prime scuole italiane di formazione digitale online, e con altre due tipe più smart di me ho avuto l’idea del primo FreelanceCamp (Si apre in una nuova finestra).
Immagino canvas (Si apre in una nuova finestra) e un manifesto (Si apre in una nuova finestra) per la trasformazione del marketing.
Da marzo tengo un canale Telegram (Si apre in una nuova finestra) con link a dati economici, settoriali e di vendita pre, durante e post lockdown-covid.
Bocconiano anomalo, proud generation X member.
«La noia è una risorsa»
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di Gianluca Diegoli (Si apre in una nuova finestra)
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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue (Si apre in una nuova finestra).
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