Ieri sera è stata celebrata la cerimonia di apertura della venticinquesima edizione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, benedetta dalle abbondanti nevicate dei giorni scorsi. 92 delegazioni, per un totale di circa 3.500 atleti, con al seguito tutto un codazzo di allenatori, tecnici, medici, giornalisti e spettatori, si sfideranno in mondovisione per la conquista del metallo più prezioso.
Per noi della redazione l’occasione è ghiotta per tornare a parlarvi di vicende sportive da oltre il meridiano 13. Aneddoti succosi, carriere eccelse, imprese memorabili: tutte accomunate dall’essere avvenute all’ombra dei cinque cerchi più famosi del mondo (Opens in a new window).
Siete pronti a venire oltre Cortina con noi?
🔥🎿 Che cos’è un’Olimpiade (invernale)
Sergio Tavčar, classe 1950, ha dedicato tutta la sua vita allo sport e ha raggiunto il successo come commentatore di TeleCapodistria a partire dagli anni Settanta. In questa veste ha partecipato in prima persona alle Olimpiadi invernali di Innsbruck del 1976, alle Olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984 e alle Olimpiadi estive di Seul del 1988. In questo pezzo ci racconta che cosa rappresenti, per lui, un’Olimpiade.
🔥🎿 Dal fronte alle piste: l’Ucraina alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
Inseguire il sogno olimpico equivale a inseguire una vittoria. Per ogni atleta ucraino, si tratta di una vittoria che, però, non è più solo sportiva. Costretta a lasciare il proprio paese in guerra per allenarsi all’estero, la squadra di atleti ucraina si è preparata per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 con una determinazione che trascende lo sport, grazie anche alla solidarietà internazionale.
🔥🎿 Sci albanese, il sogno olimpico costruito all’estero
L’Albania non ha mai avuto una tradizione sciistica, nonostante le numerose catene montuose che attraversano il paese. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina potrà però contare su una piccola ma promettente squadra. Grazie alla naturalizzazione di atleti stranieri.
🔥🎿 Spartachiadi, l’alternativa comunista alle Olimpiadi
All’interno del neonato Stato socialista sovietico anche lo sport, così come tutti gli altri ambiti della vita sociale, politica ed economica dell’individuo e della massa, andava riportato nell’ottica ideologica del partito. Lo sport, nella sua variante agonistica ed irrimediabilmente “borghese”, non poteva esistere in Unione Sovietica. Nacquero così le Spartachiadi.
🔥🎿 Sarajevo ‘84, quando le Olimpiadi arrivarono in Jugoslavia
Nel 1984 si tennero i primi Giochi olimpici invernali organizzati da un paese socialista. Con tre preferenze in più rispetto a Sapporo, Sarajevo (e con essa la Jugoslavia) si era aggiudicata l’organizzazione e la realizzazione della quattordicesima edizione delle Olimpiadi invernali.
🔥🎿 L’anno perfetto di Christa Rothenburger-Luding
Due medaglie olimpiche in due edizioni diverse. Nello stesso anno. Il 1988 di Christa Luding-Rothenburger, pattinatrice di velocità e pistard della Repubblica Democratica Tedesca, è entrato nella storia dello sport. Una stagione perfetta che, con l’attuale collocazione dei Giochi, non si potrà più ripetere.
🔥🎿 Zlatan Saračević, storia del primo portabandiera della Bosnia alle Olimpiadi
Questa è la storia del primo portabandiera della Bosnia che guidò la delegazione dei dieci atleti durante la cerimonia di apertura, tenendo più in alto che poteva il vessillo della sua nazione: Zlatan Saračević.
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