Passa al contenuto principale

I frutti avvelenati dell’architettura moderna

Una testimone dell'esperienza del Bauhaus, a partire dalla metà del ventesimo secolo, ne ha messo criticamente in luce la deriva modernista e implicitamente maschilista. (Si apre in una nuova finestra)
Marcel Breuer progetto per 175 Park Avenue NYC

Michela Barzi

Il nome di László Moholy-Nagy non ha bisogno di presentazioni, ma quello della sua  seconda moglie Sibyl, nata Sybille Pietzsch nel 1903 presso la città tedesca di Dresda è pressoché sconosciuto. Eppure alla sua morte nel 1971 Reyner Banham l’aveva ricordata come la più formidabile del gruppo di critiche donne del quale faceva parte anche Jane Jacobs che, negli anni ‘50 e ‘60 avevano continuamente tenuto sulla corda l’establishment architettonico degli Stati Uniti d’America. Insieme al marito nel 1935 era emigrata da Berlino per raggiungere prima Londra e poi Chicago nel 1937. Lì avevano fondato il New Bauhaus, diventato successivamente Chicago School of Design poi confluita nell'Illinois Institute of Technology. Dopo la morte di László nel 1946, Sibyl intraprende una carriera di docente di storia dell’architettura e diventa una delle più autorevoli critiche delle idee del Movimento Moderno trasferite nella pratica architettonica e urbanistica nel continente americano.

Argomento Donne architettura città

0 commenti

Vuoi essere la prima persona a commentare?
Abbonati a Millennio Urbano e avvia una conversazione.
Sostieni