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LA NEWSLETTER SETTIMANALE DI ANDREA BATILLA

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LE SFILATE DELLA RINASCITA

Come in una sola stagione tutte le incertezze sono state spazzate via.

Dopo la stagione di Settembre in cui doveva succedere di tutto e non è successo niente, ci siamo distratti. Mentre, nel freddo di Gennaio, qualcuno cercava capi di Sacai in super sconto e altri piantavano bulbi di giacinti, le sfilate uomo e quelle della couture hanno fatto stramazzare tutti al suolo, provocando un’improvviso movimento tellurico.

Se si osserva attentamente quello che è successo, guardandolo da prospettive diverse, anche su fronti opposti, il tema centrale di queste sfilate è stato il superamento dell’idea di morte.

Esiste una realtà oggettiva in cui la morte è l’elemento primario della percezione della realtà: a Gaza sono state uccise 70.000 persone, in Iran almeno 30.000, in Ucraina si contano tra i 90.000 e i 140.000 caduti sul fronte bellico.

Improvvisamente la morte non è più un racconto lontano ma un dato di realtà che colpisce, forse ancora di più, anche quando un militare dell’ICE a Minneapolis spara contro una persona indifesa.

Con uno strano tempismo il tema è entrato nella moda pesantemente con la scomparsa prima di Giorgio Armani e poi di Valentino ma negli ultimi anni se ne sono andati anche Paco Rabanne, Mary Quant, lo sfortunato Davide Renne poco dopo aver preso le redini di Moschino, per non parlare di Virgil Abloh e Alber Elbaz.

Tutti svaniti negli ultimi 5 anni, periodo in cui, ovviamente, c’è stata anche la pandemia da COVID che si è portata via più o meno 7 milioni di persone.

Subito prima, nel 2019, era scomparso Karl Lagerfeld.

Da un punto di vista psicologico il mondo della moda ha attraversato un periodo di lutto collettivo che, oltre al dolore in sé, ha posto in maniera potente il problema della continuità, anche se quasi tutti lo hanno mascherato usando la parola successione. Il fatto che la serie televisiva più famosa degli ultimi anni abbia questo titolo non è un caso.

Il lutto e la distruzione si superano con l’accettazione e la ricostruzione, non individuale, ma collettiva, sia che si parli di un nucleo familiare che di una nazione. O di un segmento economico e culturale come la moda. Se guardiamo le ultime sfilate da questo punto di vista diventa molto più semplice capirne l’importanza e, probabilmente, la forte valenza trasformativa se si pensa che sono state un rito collettivo di superamento dell’idea di morte.

Tópico POST SETTIMANALI

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