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Mappa Concettuale - Quando l’URSS invase l’AFGHANISTAN (e PERSE l’Impero)

Quando l’Unione Sovietica decide di intervenire in Afghanistan nel dicembre 1979, nessuno immagina che quella scelta avrebbe accelerato la fine dell’URSS e cambiato per sempre la storia del Medio Oriente. In questo video raccontiamo passo dopo passo come la superpotenza comunista sia finita intrappolata in una guerra impossibile, combattuta in uno dei territori più ostili del pianeta.

Negli anni ’70 Breznev cerca di espandere l’influenza sovietica in Africa, Medio Oriente e America Latina, mentre firma con gli USA accordi storici come il SALT I e partecipa alla Conferenza di Helsinki del 1975. Ma dietro la facciata della distensione si nasconde un sistema economico in declino, una società repressa e un crescente divario tecnologico rispetto all’Occidente. Quando l’Afghanistan implode sotto colpi di stato, rivolte islamiche e rivalità interne al PDPA, l’URSS interviene per “salvare” un governo comunista ormai allo sbando.

L’Armata Rossa entra a Kabul, elimina Amin e installa Babrak Karmal. È l’inizio di una guerriglia devastante contro i mujaheddin, sostenuti da Stati Uniti, Pakistan e Arabia Saudita. La guerra diventa un incubo: imboscate nelle valli, mine artigianali, villaggi ostili e combattenti che conoscono ogni montagna rendono impossibile il controllo del territorio. L’arrivo dei missili Stinger nel 1986 spezza il dominio sovietico nei cieli. Le perdite aumentano, il morale crolla e l’opinione pubblica sovietica inizia a chiedere il ritiro.

Con l’arrivo di Mikhail Gorbaciov l’intervento viene definito una “ferita sanguinante”. Nel 1988 vengono firmati gli accordi di Ginevra e il 15 febbraio 1989 l’ultimo soldato sovietico lascia l’Afghanistan. È una ritirata umiliante: l’Armata Rossa non è più invincibile. Ma l’Afghanistan non trova pace: il governo di Najibullah crolla nel 1992, inizia una guerra civile tra fazioni mujaheddin e nel 1996 i talebani instaurano l’Emirato Islamico. Per l’URSS questa sconfitta è devastante: logora l’economia, distrugge il prestigio militare e accelera il collasso dell’intero sistema sovietico. Il mondo sta entrando nella fase finale della Guerra Fredda.

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