Skip to main content

Quanto vale un viaggio?

Pensavate mi fossi dimenticato di voi che ancora mi leggevate in questi spazi, e invece no. Non succede e credo che non succederà nemmeno nel prossimo futuro.

Questa newsletter stava diventando quasi un obbligo settimanale e allora ho deciso di prendere un po’ di tempo per tornare a farla diventare quello che volevo io, ovvero uno spazio tranquillo tra amici in cui si parla quando si ha qualcosa da dire.

Sentire la necessità di dire per forza qualcosa è anche un po’ il motivo che mi ha fatto abbandonare il mondo dell’editoria dei videogiochi. Troppo frenetica e piena di persona che devono dire la propria su qualsiasi tipo di argomento, a volte anche senza una base.

Ma noi qui, abbiamo questo spazio cosi diverso e cosi personale che mi sembrava davvero sciocco farlo diventare una bacheca solo piena di notizie o altro. Certo, magari ne parleremo quando ci saranno grossi movimenti, ma non è questo il caso.

Da dove ci siamo lasciati

A ottobre ci eravamo lasciati con me alle prese con Death Stranding 2. Bene, ovviamente dopo tanto tempo lo abbiamo finito signori! E dopo ore ed ore di cinematiche e centinaia di pacchi consegnati posso finalmente dirvi che questo gioco ancora una volta mi sorprende.

Non è come me lo aspettavo onestamente, anzi in alcune parti a mio avviso l’ho reputato anche “troppo”. Forse questa volta andava placata ancora di più la voglia di raccontare cose di Kojima, anche perché in alcuni casi si sente davvero tanto quell’estro creativo del “devo mettere questa cosa perché mi va”.

A me sinceramente non è dispiaciuto, sicuramente il viaggio di questo secondo capitolo è molto più maturo, racconta la morte e racconta il ritrovarsi. Tra l’altro si lasciano cose per ritrovarne altre, e incominciare una nuova vita.

E’ un lungo viaggio nel lutto. Cosi come l’ho definito io alla fine, dopo lo scorrere dei “secondi” titoli di coda ad un amico che ancora non l’ha giocato. E questo se è un bene o un male dipende molto da voi e da come approcciate questo secondo capitolo. Alcune fasi di gameplay soprattutto nell’ultima parte le ho trovate un po’ forzate su questo devo essere molto onesto.

Anche il racconto della storia ad un certo punto prende un volo pindalico e vi chiede di essere assolutamente attenti per riuscire a capire fino all’ultima virgola, se non con poca difficoltà.

Detto questo, trovate il primo Death Stranding sul Game Pass, se avete voglia di recuperarlo potete farlo in questa maniera. Anzi, ve lo consiglio perché lo trovo molto più a fuoco di questo secondo capitolo.

Potete acquistare l’abbonamento per un mese qui e godervi un sacco di titoli (Opens in a new window) :D

Noi ci leggiamo al prossimo numero e no, non mi sono dimenticato di Rewind in Memory Lane e del primo numero sui Digimon…

Chiacchiere e Pad #74

Topic Newsletter