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Gli 8 film di Halloween da (ri)scoprire

Grandi classici che sono classici per un motivo; rivisitazioni femministe di mitologie inventate dal patriarcato; costumi che hanno segnato un’epoca. Li trovate tutti qui. Con ritardo, ma a noi rispettare le tempistiche non è mai piaciuto.

Rocky Horror Picture Show

Il Mexico, cinema storico di Milano, è noto perché dal 1981 mette in cartellone questo film del 1975 (divenendo una delle 5 Rocky Horror House al mondo). Su questo lungometraggio che è un tripudio di queerness, camp, e colonne sonore che vi ritroverete a cantare (con tanto di balletti coordinati) è stato fatto un documentario, e la sua leggenda vive ancora oggi, esattamente 50 anni dopo. La storia dei fidanzatini Brad e Janet (Susan Sarandon) a cui si rompe la macchina proprio accanto alla magione del Dr. Franknfurter e dell’eclettico gruppo che abita il posto (i servitori Riff Raff e Magenta ma pure dei motociclisti che arrivano in salotto a cavallo dei loro bolidi) è non solo un racconto perfetto per Halloween, ma anche una storia sulle differenze, sulla comprensione dell’altro – anche nel caso di un alieno che arriva dal pianeta Transexual Transylvania con un certo gusto per il travestitismo – e dell’inutilità di certi dogmi borghesi. In questo senso, questo film risulta ancora più moderno oggi, in questi tempi di controriforma dei costumi. Io lo rivedo con una certa cadenza, e rido sempre molto. Si trova su Disney Plus.

https://www.youtube.com/watch?v=YC1E8yVJIS4&list=RDYC1E8yVJIS4&start_radio=1 (Opens in a new window)

Valerie and her week of wonders

Tradotto in italiano con l’infausto titolo Memorie di una tredicenne, questo horror del 1970 è basato su un libro dello stesso titolo del 1935. Un lungometraggio da sfoggiare con gli amici per sentirvi i Mereghetti della situazione, è un horror gotico cecoslovacco, considerato parte della New wave cinematografica del paese. La storia racconta di Valerie, ricca orfana che vive con una severissima nonna, e del Conestabile – che in realtà è un vampiro che si mantiene giovane praticando la magia nera – che vorrebbe rubarle gli orecchini, dono dei suoi genitori scomparsi, e ovviamente trasformarla in un vampiro. Pochissimi dialoghi, una libertà di costumi che oggi sarebbe impossibile vedere alla tv, e degli abiti e atmosfere che probabilmente hanno ispirato alcune delle campagne Gucci di Alessandro Michele. Io riuscì a vederlo qualche anno fa su YouTube ma ora non si trova più. Bisognerà risalire dei torrenti (wink wink) per ritrovarlo, ma ne varrà la pena.

https://www.youtube.com/watch?v=hF5stKSgP4M (Opens in a new window)

Le streghe di Eastwick

La moda degli Anni ‘80 si esprime al massimo grado anche ne Le streghe di Eastwick, che mette insieme un cast stellare (Susan Sarandon, Cher, Michelle Pfeiffer e Jack Nicholson). Le tre streghe del titolo, che in realtà sono anche assai amiche, e non sanno di essere un coven fin quando non le risveglia il diavolo in persona, si rivestono di completini da tennis a pois, vestiti da sera lamé, visori, e affrontano un percorso di crescita anche stilistico. Una chicca su tutte? Il crop top e la gonna con strascico e cut out laterali sono una riproduzione di un completo di Alaia. Cher, che non amava particolarmente il top della sfilata, chiese allo storico costumista Bob Mackie di realizzarne uno nello stesso tessuto della gonna. Così nacque il costume che Cher indossò anche durante il press tour del film, e che oggi simboleggia a pieno titolo quello stereotipo di femme fatale made in the 80’s. (Si trova a pagamento su diverse piattaforme di streaming)

https://www.youtube.com/watch?v=vHijcK7de0I (Opens in a new window)

Death becomes her (La morte ti fa Bella)

Un classico del camp e della satira horror che a guardarlo oggi, raggiunti i 40, ha tutto un altro senso. Il culto della bellezza, il mondo dello spettacolo per il quale sei obbligata a rimanere giovane per sempre, il confronto costante con paragoni impari (qui nella forma magnificente di una Isabella Rossellini solo di gioielli vestita). Vogliamo negarci poi Meryl Streep e Goldie Hawn? Io non credo. Si trova su diverse piattaforme, a pagamento.

P.s. il video di Taste di Sabrina Carpenter, con special guest Jenna Ortega, è totalmente ispirato a questo film.

https://www.youtube.com/watch?v=NFXQQ2uAeHM (Opens in a new window)

Picnic a Hanging Rock

Un classico della letteratura, con una trasposizione cinematografica all’altezza del libro, capace di veicolarne tutto il mistero, insieme alla pericolosità e la violenza nell’essere delle giovani donne all’inizio del 1900. Questo film del 1975 ha ispirato tutta la filmografia di Sofia Coppola (sia nell’estetica che nei temi), ma pure McQueen e Rodarte. La bellezza del libro e il suo finale (che venne spiegato in un capitolo a parte fatto uscire tempo dopo) sono un’ode alla Natura e al suo insito misticismo: nel film la colonna sonora – scritta da Gheorghe Zamfir con quel suadente flauto di Pan –contribuisce a veicolare quell’atmosfera, insieme ai vestiti (che poi sono stati ampiamente ripresi sia nel Giardino delle vergini suicide di Coppola che in Midsommar di Aster). Una chicca assoluta. Si trova su Prime con abbonamento aggiuntivo a Iwonderfull.

https://www.youtube.com/watch?v=CFtQMzXZZQs (Opens in a new window)

Heathers (Schegge di follia)

Lo so, non è formalmente un horror, quanto una “dark teen satire Comedy” stando alle definizioni di Wikipedia.Ci sono Christian Slater e Wynona Rider, sinonimo assoluto della gioventù ribelle degli Anni 80. E però c’è anche un guardaroba che poi riprenderanno abbastanza fedelmente commedie come Clueless e Mean Girls, tutta quell’infernale stereotipia da college americano wasp più l’edonismo degli Anni 80. E poi c’è il tema dell’accettazione sociale da parte del gruppo che detiene il potere, e che quasi mai è “la migliore democrazia possibile”. Io direi che vale la pena fare un’eccezione, anche perché l’adolescenza è spesso il peggiore dei film horror. Lo trovate su YouTube.

https://www.youtube.com/watch?v=-M3hm8mg3n8 (Opens in a new window)

The love witch

Girato nel 2016, ambientato ai giorni nostri, ma con un’estetica che paga tutto il dovuto agli anni Settanta. The love witch è una storia (con una sua morale) sul femminismo come performance, sul disperato bisogno delle donne di vedere nell’amore la risoluzione di ogni conflitto interiore, unito a una serie di outfit favolosi e tutto quel bagagliaio di kitsch e politicamente scorretto che si portano in retaggio gli Anni 70. Si trova su YouTube.

https://www.youtube.com/watch?v=no1ja_T19kc (Opens in a new window)

Beetlejuice (1988)

Tra tutti i film di quel burlone di Tim Burton, Beetlejuice è di certo quello che gli amanti della moda potranno apprezzare di più. La superba Catherine O’Hara (che gli anziani conosceranno come la mamma di Kevin McAllister in Mamma ho perso l’aereo, e quelli più giovani invece ricorderanno per il ruolo della eclettica matriarca della famiglia Rose nell’esilarante Schitt’s Creek) è artista concettuale e assai pretenziosa. Il suo guardaroba, curato da Aggie Guerard Rodgers, è stato orchestrato in una singola giornata di shopping da Maxfield – concept store di Los Angeles – ed è fatto interamente di look di designer giapponesi. Ci sono abiti di Issey Miyake, Yohji Yamamoto, Mitsuhiro Matsuda e ovviamente Comme des Garçons. Una scelta voluta: l’idea era quella di riflettere la pretenziosità di Delia (il personaggio di Catherine O’Hara, con scelte stilistiche avantgarde). La stessa Catherine O’Hara non aveva mai sentito parlare prima di questi designer, e il regista fu sconvolto dai prezzi di cartellino. La scelta, e il conto salato, fu però ripagato. A riguardarlo oggi, è uno dei film horror con più moda di tutti. (Si trova a pagamento su diverse piattaforme di streaming)

https://www.youtube.com/watch?v=ickbVzajrk0 (Opens in a new window)

We are the fashion pack

The tortured audio visivo department

Official soundtrack of the week

https://www.youtube.com/watch?v=W3w7Ik-0g18&list=RDW3w7Ik-0g18&start_radio=1 (Opens in a new window)

Ma in che senso è tornato Orville Peck con una nuova canzone? Non ero pronta.

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