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    <title>Sick Transit</title>
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    <description>Una newsletter che parla di musica emo/pop punk.</description>
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      <title>Sick Transit</title>
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      <title><![CDATA[Dear Orca: il nuovo progetto di Vin Accardi dei Brand New]]></title>
      <description><![CDATA[La reunion dei Brand New non ha solo riportato fra noi la band: da qualche settimana è uscito Please Tell Me Who You Are, l'EP del nuovo progetto di Vin Accardi.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>ST #6-2025 | Dear Orca: il nuovo progetto di Vin Accardi dei Brand New</h1><p><em>Sick Transit è la newsletter di </em><a href="https://bookletmagazine.com/"><em>Booklet Magazine</em></a><em> dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da altre parti. Puoi riceverla gratuitamente </em><a href="https://steady.page/it/sick-transit/newsletter/sign_up"><em>iscrivendoti a questo link</em></a><em>!</em></p><p></p><p>La tanto attesa <a href="https://steady.page/it/7f071424-c3f2-45b8-869d-301c6b824b47/posts/8dd5b252-f200-4bb3-8759-9907e76a4c2d">reunion dei Brand New</a> non ha solamente riportato fra noi la band verosimilmente più influente degli anni 2000 nell’ambito emo. Oltre al tour americano e a quello nel Regno Unito, è da qualche settimana uscito anche <em>Please Tell Me Who You Are</em>, un EP di tre canzoni del progetto <strong>Dear Orca</strong>, ovvero il progetto parallelo del chitarrista <strong>Vincent Accardi</strong>.</p><p>Due cose sono subito saltate all’occhio di tutti prima ancora di ascoltare le canzoni.</p><p>La prima è che l’EP esce sotto <strong>Procrastinate! Music Traitors</strong>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Procrastinate!_Music_Traitors">l’etichetta fondata dai Brand New stessi</a> e che dopo l’improvviso scioglimento del 2017 aveva similmente cessato le attività (anche se occasionalmente il codice HTML del suo sito ufficiale subiva qualche aggiornamento, scatenando forti moti complottisti all’interno <a href="https://www.reddit.com/r/brandnew/">dell’attivissimo subreddit dedicato alla band</a>).</p><p>La seconda è che l’EP è stato prodotto da <strong>Mike Sapone</strong>, fido compagno in studio dei Brand New lungo tutta la loro carriera, tanto che alcuni lo definiscono il quinto membro della band.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1mqOo_CZgIs">https://www.youtube.com/watch?v=1mqOo_CZgIs</a><p></p><p>Che Vincent Accardi pubblichi della musica “personale” sotto un proprio nome non deve probabilmente sorprendere. Insieme a Jesse Lacey, è stato per tutta la carriera dei Brand New <strong>uno dei principali compositori</strong> delle canzoni (e probabilmente anche di una parte dei testi, anche se la band non ha mai fornito alcuna indicazione ufficiale in merito).</p><p>Sembra insomma naturale che l’artista sia andato avanti a scrivere musica anche nel periodo di pausa del gruppo -posto che, per quanto ne sappiamo, i Brand New stessi <strong>potrebbero avere della musica nuova</strong> già scritta o già pronta: anche l’ultimo album era arrivato a sorpresa, senza particolari annunci.</p><p>Non sorprende nemmeno che le canzoni del progetto Dear Orca vedano delle <strong>forti connessioni con il songwriting dei Brand New</strong>. A livello di sound la differenza c’è: Dear Orca è più cantautorale, più “alternativo”, non ha chitarre potenti e tormentate come molti dei migliori pezzi dei Brand New, non c’è ovviamente il cantato riconoscibile, spesso urlato, di Lacey; ma le <strong>atmosfere cupe, vagamente sperimentali</strong>, ricordano parecchio da vicino quelle di <em>Science Fiction</em> e in parte anche quelle di <em>Daisy</em>, gli ultimi due dischi del gruppo.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tAlvkOgDnA4">https://www.youtube.com/watch?v=tAlvkOgDnA4</a><p></p><p>Su Reddit (che è ormai l’unico social che merita di essere frequentato nel 2025, almeno finché i proprietari non lo distruggeranno) qualcuno parla di “vibes da cantautore malinconico, <strong>dall’anima americana, desertica, quasi folk</strong>” -Vincent del resto vive ormai da parecchi anni in zona Joshua Tree- una descrizione brillante come solo un frequentatore accanito di r/brandnew poteva scrivere. I nomi che vengono accostati a questi tre brani sono quelli di <strong>Modest Mouse</strong> (forse il paragone più frequente), <strong>Neil Young</strong>, <strong>Tom Waits</strong>, <strong>Nick Cave</strong>, <strong>Nine Inch Nails</strong> e Ugly Casanova (che poi era il side project del cantante dei Modest Mouse).</p><p>Lo stesso Vin non fa nulla per nascondere la vicinanza ideale dei progetti: in Under the Rose <strong>cita esplicitamente <em>Daisy</em></strong><em> </em>(<em>“You&#39;re no daisy / More like a rose”</em>); in Asleep in Paradise il testo (<em>“Eventually you was just a little string / Nothing suitable to stitch up a rip”</em>) richiama quello di <strong>Out of Range</strong> (<em>“Am I your torn up, tattered, worn out piece of fabric / Not suitable to stitch up a rip?”</em>).</p><p>Qualcuno fa anche notare che Orca era il nome della barca nel film <em>Lo squalo</em> (in inglese <em>Jaws</em>), e i Brand New hanno notoriamente una canzone che si chiama <strong>Jaws Theme Swimming</strong> (cioè “La musica de Lo squalo mentre nuoti”, pressappoco), ma qui entriamo nelle ipotesi del complotto. Vale comunque ricordare che Vin aveva aperto <a href="https://www.setlist.fm/setlist/kevin-devine/2012/ollies-point-amityville-ny-2bd1700e.html">un concerto di <strong>Kevin Devine</strong> nel 2012</a> presentandosi come “Orca”.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wv7Dgi3Gx6U">https://www.youtube.com/watch?v=wv7Dgi3Gx6U</a><p></p><p>Dear Orca comunque non è facilmente paragonabile ai Brand New, al di là delle differenze e delle similitudini tra sound e testi, anche solo per la connessione affettiva ed emotiva che la maggior parte dei fan della band hanno. La delicatezza, la malinconia, la produzione curata e l’onestà artistica rendono però <em>Please Tell Me Who You Are</em> un’opera decisamente valida, che merita di essere ascoltata e vissuta, sia dai fan dei Brand New che da chi non bazzica troppo la band.</p>]]></content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 12:37:55 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Sono passati 10 anni da Life’s Not Out to Get You dei Neck Deep]]></title>
      <description><![CDATA[Una retrospettiva sul disco che più di tutti ha segnato lo scorso decennio in ambito pop punk.]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>ST #5-2025 | Sono passati 10 anni da Life’s Not Out to Get You dei Neck Deep</h1><p><em>Sick Transit è la newsletter di </em><a href="https://bookletmagazine.com/"><em>Booklet Magazine</em></a><em> dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da altre parti. Puoi riceverla gratuitamente </em><a href="https://steady.page/it/sick-transit/newsletter/sign_up"><em>iscrivendoti a questo link</em></a><em>!</em></p><p><strong>In occasione dei 10 anni esatti dall’uscita di <em>Life’s Not Out to Get You</em> dei Neck Deep, propongo anche qui il bellissimo articolo di Simone De Lorenzi uscito oggi sul sito.</strong></p><p><strong>14 agosto 2015</strong>: dieci anni fa usciva <strong><em>Life’s Not Out to Get You </em></strong>dei <strong>Neck Deep</strong>, un album che cambiò il pop punk per sempre. LNOTGY ridefinì questo genere, segnandone il revival di metà decennio insieme a band come The Story So Far, State Champs, WSTR, As It Is, ROAM. Sulle magliette, i cinque gallesi rivendicavano orgogliosamente di appartenere al <strong>generic pop punk:</strong> con il loro sound spensierato ed estivo, nel disco esprimevano la voglia di rivalsa della post-adolescenza e i loro testi generazionali ben presto finirono <a href="https://www.tumblr.com/breakingjustxn/186548703108/i-remember-the-good-ole-days">sulle bacheche Tumblr</a> e Pinterest di migliaia di persone.</p><p>Uscito per <strong>Hopeless Records</strong>, allora etichetta di riferimento per la scena, <em>Life&#39;s Not Out to Get You</em> faceva un salto di qualità rispetto al suono più o meno grezzo di <em>Wishful Thinking</em> e di <em>Rain in July/A History of Bad Decisions</em>, grazie anche allo zampino nella produzione di <strong>Jeremy McKinnon</strong> degli A Day to Remember. Dopo l&#39;uscita del disco, i Neck Deep ci misero pochissimo tempo a <strong>guadagnare punti scena</strong> e raggiungere il successo anche al di fuori della stessa. Ben Barlow aveva 21 anni.</p><figure><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/8c8a9a61-1544-4322-8475-4398ee5f1384/uploads/images/xbzmy7gnh3/Commento_YouTube_Neck_Deep_4-300x103.jpeg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><figcaption>Uno dei pacati commenti che si potevano trovare sotto a un video dei Neck Deep nel 2015</figcaption></figure><h2><strong>Life’s Not Out to Get You – Track by track*</strong></h2><p>*Insieme alla classica panoramica sulle canzoni, verrà assegnato un <strong><em>Generic Pop Punk Index –</em> da 1 a 5 –</strong> che determina il loro livello di <em>genericità</em> nell&#39;adesione ai canoni del 2015s pop punk.</p><p><strong>Citizens of Earth – GPPI: 2<br/></strong>Il quintetto di Wrexham partiva col botto, una mina inaspettatamente debitrice dell’hardcore punk con riferimenti a Rise Against, Sum 41, The Offspring, Set Your Goals, e un approccio politico che ogni tanto avremmo visto anche nei dischi successivi. L’iconica outro <em>“</em><strong><em>Fuck Neck Deep mate, they’re shit</em></strong><em>. Ben’s dad owns a record label”</em> è rimasta nell&#39;immaginario della fanbase forse più del pezzo stesso.</p><p><strong>Threat Level Midnight – GPPI: 4<br/></strong>Prendendo il titolo da una gag ricorrente in <em>The Office</em>, questa canzone introduceva alla vera essenza dell&#39;album, quella dei giovani con tutto il tempo davanti a loro, <strong>un carpe diem sotto forma del pop punk più spensierato</strong>: <em>“Of all the things I hope to keep / A childhood sense of opportunity / Grab life by the wrist and jump / Take the chance while I&#39;m still young and dumb”</em>. Non l&#39;ingenuo gridolino di libertà del pop patinato e scanzonato, ma <strong>la degna reazione dell&#39;underdog</strong> che riesce a trovare la speranza anche nella solitudine.</p><p><strong>Can&#39;t Kick Up the Roots – GPPI: 5<br/></strong>Sottraendosi al luogo comune che vuole le band pop punk odiare la propria città, i Neck Deep scrivono un <strong>dolceamaro inno per Wrexham</strong>, che con tutti i suoi difetti è sempre e comunque la loro città. Sarà l&#39;orgoglio gallese, ma <strong>le radici della loro hometown</strong>, per quanto sbrindellata possa essere, non si possono gettare via così: <em>&quot;Yeah, this place is such a shipwreck / But this shipwreck, it is mine&quot;</em>.</p><p><strong>Kali Ma – GPPI: 4<br/></strong>I Neck Deep <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7A2JZxvpRsI">usano <em>Indiana Jones</em></a> come metafora dell&#39;ennesima pena d&#39;amore, con l&#39;immagine della dea Kalì che strappa il cuore. <strong>Il pop punk qui sarebbe già al suo punto più alto</strong>, ma come se non bastasse nel bridge interviene il cameo ai vocals di <strong>Jeremy McKinnon</strong>: <em>“You’re gonna get killed chasing after your damn fortune and glory. / Maybe I, maybe I will… </em><strong><em>but not today</em></strong><em>!”</em>. Una citazione e un&#39;interpretazione talmente iconici da avermi spinto a scriverla sui muri del mio liceo.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wElVp9HzCt8">https://www.youtube.com/watch?v=wElVp9HzCt8</a><p><strong>Gold Steps – GPPI: 5<br/></strong>Se l&#39;autunno è la stagione dell&#39;emo, <strong>l&#39;estate è quella del pop punk</strong> e per capire il perché basta prendere il video di questa canzone. Tra rampe da skate, Vans ai piedi, t-shirt <em>tie dye</em> e un tuffo nel lago l’atmosfera di quell’estate 2015 è racchiusa in questi tre minuti e qualcosa di generic pop punk at its finest. È da qui che viene il titolo dell&#39;album: <em>&quot;Life’s not out to get you / Despite the things you&#39;ve been through&quot;</em>: <strong>la vita non ce l’ha con te</strong>, nonostante tutto quello che hai passato.</p><p><strong>Lime St. – GPPI: 5<br/></strong>Aggiungendo un altro luogo alla nostra <strong>topografia musicale del cuore</strong> (subito dopo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cDg5xhyS3js&amp;list=RDcDg5xhyS3js&amp;start_radio=1">Thames Street e South Broadway</a>), il quintetto affronta un&#39;altra delusione amorosa con tinte decisamente antitetiche alla quieta disperazione. Con il carburante del pop punk ad <strong>alimentare il motore della speranza</strong>, Ben canta di una ragazza, deciso a farla reinnamorare; chitarre e batteria lo accompagnano nella riconquista prima che sia troppo tardi: <em>&quot;Is it too late to say, too late to say / That I&#39;m sorry for the things I do?&quot;</em>.</p><p><strong>Serpents – GPPI: 2<br/></strong>Mi prenderò qualche insulto, ma Serpents è <strong>la canzone più sopravvalutata del disco</strong>. È bella, questo sì, e ha il merito di scostarsi dagli stilemi più generic pop punk che incrociamo altrove, ma negli anni è stata osannata più del dovuto, soprattutto a scapito di altri pezzi dell’album più meritevoli. Fan favorite dal primo momento, <strong>ha guadagnato anche dall&#39;atmosfera horrorifica</strong> che ai fan dell&#39;alternative, si sa, piace non poco (sottoscritto escluso).</p><p><strong>The Beach Is for Lovers (Not Lonely Losers) – GPPI: 3<br/></strong>Tornando su <strong>ritmi e atmosfere più adolescenziali</strong>, questo pezzo pazzesco – tra i più sottovalutati – ha prodotto slogan come <em>&quot;Fuck forever, live today and die together&quot;</em> oppure <em>“</em><strong><em>I’ll grow up someday but for now I’m fine</em></strong><em>”</em>. Il claim di <strong>vivere senza rimpianti</strong> andava molto quegli anni (vedi Wake Me Up di Avicii e compagnia bella), ma qua assumeva automaticamente un altro sapore: non il <em>live recklessly</em> da ragazzino sprovveduto delle hit radiofoniche, ma il <strong>sentimento di comunanza</strong> di chi supera gli ostacoli della vita grazie alla scena.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=X4P__WirxGQ">https://www.youtube.com/watch?v=X4P__WirxGQ</a><p><strong>December – GPPI: 1<br/>Anche <em>Life&#39;s Not Out to Get You </em>ha la sua ballad</strong>, strappalacrime e, con il successo che ha avuto negli anni, anche <a href="https://it.pinterest.com/pin/bandsneck-deep-them-feels-december-gets-me-everytime--6825836921238737/">strappameme</a>. Come nella <strong>miglior tradizione di <em>acoustic pop punk</em></strong> (A Part of Me <em>docet</em>) la tristezza e il risentimento cantati da Ben assumono proporzioni emotive gigantesche e ancora adesso è una canzone imprescindibile nelle playlist natalizie; <strong>destino strano, per un album estivo uscito in estate</strong>.</p><p><strong>Smooth Seas Don&#39;t Make Good Sailors – GPPI: 5<br/></strong>Torniamo nel generic pop punk con un<strong> inno veloce, fresco e giovanile</strong>, pieno di speranza: <em>“The world&#39;s a fucked up place, but it depends on how you see it / Life is full of change, </em><strong><em>you grow up and then you feel it</em></strong><em>”</em>. Il titolo riprende un modo di dire africano: è inevitabile attraversare alti e bassi nella vita e <strong>i momenti di sconforto servono a crescere</strong>. Che bello riascoltare certe parole a dieci anni di distanza.</p><p><strong>I Hope This Comes Back to Haunt You – GPPI: 3<br/></strong>Eccola, <strong>la canzone più sottovalutata</strong> non solo dell&#39;album, ma della loro intera discografia (ho avuto la fortuna di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=978z7NBlQ9c">sentirla live nel 2017</a>, ma probabilmente non la riproporranno più). Mescolando potentemente delicatezza, melodia, incisività ed energia danno forma al più bell&#39;inno di speranza: <em>&quot;Wake up, the world seems bright out today / Life goes on, and things they change. / Hands up if you&#39;ve been left bruised and broken / Say </em><strong><em>&#39;I&#39;ll be okay, I&#39;ll be okay&#39;</em></strong><em>&quot;</em>.</p><p><strong>Rock Bottom – GPPI: 4<br/></strong>Con una intro molto blinkiana, la chiusa del disco è affidata a un pezzo sbarazzino andante, che <strong>ha il sapore degli arrivederci e dei fine agosto</strong>. Al termine di un viaggio in dodici tappe – e non abbiamo voluto saltarne neanche una – ci salutiamo rinvigoriti da questa botta di pop punk. <strong>È il 14 agosto 2025 </strong>e un&#39;altra estate, un po&#39; diversa da quella di dieci anni fa, si avvia alla conclusione. Ben Barlow ci sussurra nelle orecchie: <em>&quot;Resurrect and start again&quot;</em>.</p><h2><strong>Bonus track, remix, rivisitazioni</strong></h2><p><strong>Le tracce bonus dell&#39;edizione deluxe (HMV/Target)</strong><br/>L&#39;edizione deluxe di <em>Life&#39;s Not Out to Get You</em> regalò tre bonus track. In primis una <strong><em>full band version </em></strong>di December, che sostanzialmente passò inosservata perché chiaramente non aveva la stessa presa(male) di quella acustica, anche se è quella che i Neck Deep propongono live. Seguono poi le <strong>versioni <em>unplugged</em> </strong>di Can&#39;t Kick Up the Roots e Lime St., queste invece molto riuscite.</p><p><strong>I remix di Mark Hoppus (EP <em>Serpents</em>)<br/></strong>Nel 2016 uscì un lavoro in cui comparivano due <strong><em>Mark Hoppus remix</em></strong>, in cui il leader dei blink-182 si divertì a reimmaginare Serpents e Can&#39;t Kick Up the Roots; bella la prima, meno la seconda. Nell&#39;EP, pubblicato solo in digitale e chiamato banalmente <em>Serpents</em>, erano presenti anche le due tracce standard.</p><p><strong>I featuring nell&#39;EP <em>December<br/></em></strong>Sempre nel 2016 uscì, anch&#39;esso in solo formato digitale, un EP contenente due featuring: December (Again)<em>,</em> ovvero la <em>full band version</em> di December, con nientemeno che, sempre lui, <strong>Mark Hoppus</strong> – e che gli vuoi dì? – e una classica versione acustica – dimenticabilissima – con <strong>Chris Carrabba</strong> dei Dashboard Confessional (che poi agli APMAs 2016 <a href="https://youtu.be/Mji8SBQZNDU?si=p40beRq_Yg1gA_CY&amp;t=737">si scordò il testo</a>).</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6psJVAzSHVA">https://www.youtube.com/watch?v=6psJVAzSHVA</a><h3><strong>Classifica personale e considerazioni varie</strong></h3><ol><li><p>I Hope This Comes Back to Haunt You</p></li><li><p>The Beach Is for Lovers (Not Lonely Losers)</p></li><li><p>Kali Ma</p></li><li><p>Gold Steps</p></li><li><p>Threat Level Midnight</p></li><li><p>Lime St.</p></li><li><p>Can’t Kick Up the Roots</p></li><li><p>Rock Bottom</p></li><li><p>Smooth Seas Don’t Make Good Sailors</p></li><li><p>December</p></li><li><p>Citizens of Earth</p></li><li><p>Serpents</p></li></ol><p>Il successo di <em>Life&#39;s Not Out to Get You</em> fu dovuto a molti fattori: la maturità nella scrittura, la produzione perfetta, vogliamo pensare anche all&#39;alchimia tra quei neo-ventenni (da allora, ben tre componenti sono cambiati). Sicuramente le frasi, che non erano solo buone per essere appese nelle proprie camerette, ma sono state anche specchio di una generazione: &quot;<em>I’ve been moving mountains that I once had to climb</em>&quot;. <strong>Dieci anni dopo possiamo dire di averle spostate, quelle montagne</strong>.</p><p>Da quando <em>Life&#39;s Not Out to Get You è uscito</em>, davvero poco nel pop punk ha avuto la stessa presa e iconicità, <a href="https://bookletmagazine.com/neck-deep-neck-deep-recensione-album-more/">le loro stesse prove discografiche successive</a> avrebbero faticato a lasciare il segno, e il genere si sarebbe piano piano spento negli anni a seguire. È stato <strong>un disco fondamentale</strong>, la cui sola pecca – o preziosità – rispetto a <em>Enema of the State </em>è stata quella di non assurgere mai al mainstream. Il tour celebrativo di LNOTGY i Neck Deep lo faranno, ma solamente nel Regno Unito; a noialtri non resta che cantarlo forte, dall&#39;inizio alla fine, nella nostra cameretta – come abbiamo fatto dieci anni fa, <strong>come faremo per altri dieci venti trent&#39;anni</strong>.</p><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/8c8a9a61-1544-4322-8475-4398ee5f1384/uploads/images/e362ks24ua/Commento_YouTube_Neck_Deep_6-300x99.jpeg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/8c8a9a61-1544-4322-8475-4398ee5f1384/uploads/images/243n4zboiz/Commento_YouTube_Neck_Deep_7-300x98.jpeg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><hr aria-hidden="true"/><p></p><h4>Sul nostro sito…</h4><p>Come ogni mese e settimana, su Booklet Magazine potete trovare le rubriche fisse:</p><ul><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/wet-leg-moisturizer-recensione-album-luglio-2025/">Una panoramica</a> sui dischi usciti nel mese di luglio, fra cui ovviamente quello delle Wet Leg ma anche cose meno scontate come The Haunt, Nodega/Bodega, The Dirty Nil e Nihilistic Easyrider.</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/algernon-cadwallader-hawk-singoli-internazionali-8-agosto-2025/">I singoli internazionali</a> più interessanti della settimana, con il grande ritorno dei padri dell’emo revival Algernon Cadwallader a quattordici anni dall’ultimo disco.</p></li></ul>]]></content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 14 Aug 2025 10:15:20 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Il pop punk "alla Machine Gun Kelly" è già finito?]]></title>
      <description><![CDATA[La nuova wave pop punk creata da MGK e Travis Barker nel 2020 è ancora popolare?]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>ST #4-2025 | Il pop punk &quot;alla Machine Gun Kelly&quot; è già finito?</h1><p><em>Sick Transit è la newsletter di </em><a href="https://bookletmagazine.com/"><em>Booklet Magazine</em></a><em> dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da altre parti. Puoi riceverla gratuitamente </em><a href="https://steady.page/it/sick-transit/newsletter/sign_up"><em>iscrivendoti a questo link</em></a><em>!</em></p><p>Nella sua relativamente breve storia, il pop punk fin qui ha sempre vissuto di fasi. C’è stata la grande <strong>esplosione nel mainstream</strong> a fine anni ’90 grazie in primis al successo di <a href="https://traduzionedicanzoni.it/post/659162144034717697/blink-182-enema-of-the-state-traduzione-testi"><em>Enema of the State</em></a> dei blink-182, seguito da gruppi come Sum 41, Simple Plan, New Found Glory e Yellowcard. C’è stata <strong>la fase neon</strong> che a fine anni 2000 andava forte sui blog e sui primi social network, e ha portato alla fama band come All Time Low e Boys Like Girls. E poi ancora verso la metà degli anni 2010 una <strong>nuova ondata</strong> trainata da band della nuova leva come Neck Deep, State Champs e The Story So Far, che puntavano più sulla componente “punk” che su quella prettamente “pop”.</p><p>Per alcuni anni il pop punk è passato sottotraccia, senza che ci fossero grandi elementi per pensare a una sua rifioritura. Poi alla fine del 2020, abbastanza di punto in bianco, <strong>Machine Gun Kelly</strong> ha deciso di rispolverare il proprio passato da <strong>affiliato alla scena Warped Tour</strong>, e ha tirato fuori l’ormai celeberrimo <em>Tickets to My Downfall</em>, il disco con cui il rapper americano voleva dichiaratamente <strong>riportare di moda il pop punk</strong>, con l’aiuto di Travis Barker (batterista dei blink-182 e produttore particolarmente eclettico) che ha scritto, suonato e prodotto con lui buona parte dell’album.</p><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/fdc36b54-29b9-4692-841a-1a8402c33e25/uploads/images/3e5xkruihg/mgk-tickets-to-my-downfall-copertina.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><p><em>Tickets</em> è stato un successone: improvvisamente, grazie soprattutto alla fama ottenuta precedentemente come rapper da MGK nel mainstream, tutte le testate stavano nuovamente parlando della musica pop punk, le radio passavano le sue canzoni, i ragazzi le ascoltavano e scoprivano che <strong>si poteva ancora essere “cool” usando le chitarre</strong> in questo modo. In breve tempo una serie di artisti cominciavano a imitare lo stile di <em>Tickets to My Downfall</em> per cercare di essere fra i primi ad accodarsi a uno stile tornato di moda: KennyHoopla, Mod Sun, Jxdn fra i principali negli States; mentre in Italia abbiamo avuto <strong>La Sad</strong> e <a href="https://www.gqitalia.it/show/article/gionnyscandal-album-anti-manifesto-liberta-pop-punk">un tentativo</a> di <strong>GionnyScandal</strong>.</p><p>Ma come suona il pop punk “alla Machine Gun Kelly”? Di base è un ibrido fra <strong>le caratteristiche classiche del pop punk e quelle della trap</strong>. Ci sono le chitarre ovviamente e il sound è tipicamente full band (anche se è proposto perlopiù da artisti singoli e raramente da vere band!), con ritornelli iper-melodici e orecchiabili e riff travolgenti; ma ci sono anche tantissimi beat computerizzati, il ricorso all’autotune e nei testi più di qualche barra mutuata dall’hip hop, che effettuano quindi un’opera di <strong>contaminazione fra i generi</strong>. Di fatto qualcosa che nel mondo del pop punk non si era ancora sentito in maniera stabile se non per estemporanee collaborazioni su singole tracce.</p><p>Queste caratteristiche hanno indubbiamente aiutato Machine Gun Kelly a <strong>proporre il pop punk nel mainstream</strong>, dominato ormai da anni dall’hip hop e dalla trap, e sono state infatti ricalcate in maniera parecchio fedele da tutti gli emuli che hanno cercato di accostarsi a queste sonorità. Emuli che peraltro in molti casi erano prodotti e sponsorizzati dallo stesso Travis Barker, tanto che si è cominciato a parlare anche di <strong>“Barker-core”</strong> in relazione a quest’ondata del pop punk.</p><figure><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/fdc36b54-29b9-4692-841a-1a8402c33e25/uploads/images/qms6kzmkfo/barkercore-reddit.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><figcaption>Questo commento su Reddit mi sembra sintetizzare perfettamente la differenza tra le “vecchie” band pop punk e gli artisti dell’ondata post-MGK.</figcaption></figure><p>Ma a distanza di cinque anni dall’uscita di <em>Tickets to My Downfall</em>, <strong>cos’è rimasto del pop punk alla Machine Gun Kelly</strong>? La domanda mi sorge spontanea osservando cosa stanno facendo negli ultimi mesi i protagonisti di quella cavalcata magari un po’ estemporanea, ma anche il resto delle band pop punk.</p><p>Machine Gun Kelly ha provato a bissare il successo pubblicando nel 2022 <a href="https://bookletmagazine.com/charli-xcx-crash-recensione-album-more/"><em>Mainstream Sellout</em></a>, che manteneva sonorità simili ma che non conteneva alcun materiale vagamente decente <strong>e infatti ha floppato</strong>: di lì a poco è tornato a bazzicare la scena hip hop, e di recente ha annunciato l’uscita di un album intitolato <em>Lost Americana</em> (svolta country pop in arrivo?). Il suo ritrovato interesse per il pop punk sembra essere durato <strong>giusto il tempo di un tour mondiale</strong>.</p><p>Travis Barker, produttore del disco, ha poi applicato i concetti fordiani della catena di montaggio ai suoi successivi impegni discografici, <strong>sfornando a manetta dischi simili a quello di MGK</strong> dove lui produceva e suonava la batteria per una serie di giovani promesse. Molti di questi artisti hanno fatto buoni numeri su Spotify, pochi (leggi “nessuno”) hanno davvero lasciato un segno tangibile o portato tanta gente ai concerti. Lo stesso album nuovo dei blink suona iper-prodotto, compresso e computerizzato proprio come le recenti produzioni di Travis nel “suo” Barker-core. Ma nell’ultimissimo periodo anche Travis Barker sembra aver perso interesse nei confronti della scena che lui stesso ha (ri)creato: forse ha intuito che l’ondata è finita, forse si è semplicemente stancato, fatto sta che di recente lo si è visto in studio con artisti ben differenti da quelli del Barker-core, ad esempio gli <strong>Yellowcard</strong> (nuovo album prodotto da Barker in arrivo dopo l’estate), o gli <strong>Alkaline Trio</strong> per i quali pare abbia prodotto il prossimo disco.</p><figure><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/fdc36b54-29b9-4692-841a-1a8402c33e25/uploads/images/bf3wz2yqrr/travis-barker-yellowcard-studio.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><figcaption>Travis Barker in studio con Ryan Key degli Yellowcard</figcaption></figure><p>Cos’hanno fatto invece le altre band pop punk? Quelle storiche (diciamo Yellowcard, New Found Glory, Simple Plan, All Time Low…) negli ultimi anni hanno passato più tempo a cercare di riproporre il proprio sound classico <strong>cavalcando la wave della nostalgia</strong>, ma nessuna si è spinta così in là da imitare MGK (grazie a Dio, mi verrebbe da dire -anche solo per una questione anagrafica).</p><p>Ma anche le band ormai storiche degli anni 2010 hanno continuato per la propria strada <strong>come se MGK non fosse mai avvenuto</strong>: basta ascoltare i dischi post-2020 di Neck Deep e State Champs, che hanno anzi abbandonato le proprie velleità più pop emerse a fine anni 2010 per ributtarsi a capofitto sul sound che li aveva resi celebri dieci anni prima. Pure i The Story So Far nel 2024 hanno fatto <a href="https://bookletmagazine.com/the-story-so-far-i-want-to-disappear-recensione-album-more/"><strong>il disco più pop punk</strong></a> da una decina di anni a questa parte, anche se la produzione fiacca azzoppava le buone intenzioni della band. Per la scena pop punk tradizionale insomma è come se Machine Gun Kelly sia stato un corpo estraneo, che è entrato e uscito senza alterare di molto il fluire della musica.</p><p>Verrebbe anzi da dire che persino le band più recenti che stanno emergendo in ambito pop punk sembrano più intenzionate a <strong>rievocare i fasti degli anni 2000 e 2010</strong> che a prendere ispirazione dal Barker-core: se ascoltiamo <a href="https://bookletmagazine.com/turnstile-never-enough-recensione-album-giugno-2025/#stateside">il nuovo album degli Stateside</a> abbiamo di fronte un disco punk con ritornelli pop, tanta energia e riff di chitarre per fare crowdsurfing, proprio come ai tempi delle prime uscite di Neck Deep e State Champs. Un’altra band, gli <strong>Arm’s Length</strong>, ha buttato fuori un potenziale disco generazionale con <a href="https://bookletmagazine.com/arms-length-theres-a-whole-world-out-there-recensione-album-maggio-2025/"><em>There’s a Whole World Out There</em></a>, mischiando il pop punk all’intensità viscerale dell’emo: anche qui, zero tracce di synth, autotune o barre trap.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VrhTYcsRfUw">https://www.youtube.com/watch?v=VrhTYcsRfUw</a><p>Il pop punk alla MGK insomma è esploso dal nulla, e altrettanto velocemente sembra essersi volatilizzato (alla fine <strong>era davvero “solo una fase”</strong>, come dice il meme). Nel frattempo il resto della scena è andato avanti senza quasi accorgersene. Quello che resta è un bel po’ di musica plasticosa, ma anche -lo ammetto- qualche pezzo davvero forte specialmente su <em>Tickets</em>, che magari fra una decina di anni sarà considerato come un grande classico del suo genere.</p><hr aria-hidden="true"/><h4>Sul nostro sito…</h4><p>Come ogni settimana, su Booklet Magazine potete trovare le rubriche fisse:</p><ul><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/aurevoir-sofia-ho-scritto-una-lettera-recensioni-singoli-italiani/">Una panoramica</a> sui singoli usciti in Italia durante la settimana, fra cui la nuova canzone degli Aurevoir Sòfia</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/all-time-low-bergamo-2026-choruslife-arena-concerti-annunciati/">Un riassunto</a> dei concerti annunciati per l’Italia negli ultimi sette giorni, con il ritorno degli All Time Low nei palazzetti e la prima volta degli Wednesday</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/drop-dead-gorgeous-six-feet-singoli-internazionali-11-luglio-2025/">I singoli internazionali</a> più interessanti della settimana, dove spicca il ritorno dei Drop Dead, Gorgeous dopo 15 anni di silenzio</p></li></ul>]]></content:encoded>
      <media:content type="image/jpeg" url="https://assets.steadyhq.com/production/post/fdc36b54-29b9-4692-841a-1a8402c33e25/teaser_image/1752659911?auto=format&amp;h=787&amp;w=1400&amp;fit=fill&amp;fm=jpg&amp;crop=faces" medium="image"/>
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      <pubDate>Wed, 16 Jul 2025 09:14:22 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[I Brand New sono ancora cancellati?]]></title>
      <description><![CDATA[La leggendaria band emo ha appena dato il via al suo tour americano di ritorno dopo otto anni, ma secondo l'industria musicale è ancora cancellata o è stata riabilitata?]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>ST #3-2025 | I Brand New sono ancora cancellati?</h1><p><em>Sick Transit è la newsletter di </em><a href="https://bookletmagazine.com/"><em>Booklet Magazine</em></a><em> dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da altre parti.</em></p><p>Nell’ambito emo/alternative, più o meno tutti ormai sanno che <strong>i Brand New si sono ufficialmente riuniti</strong>, otto anni dopo lo scioglimento forzato. La storia è nota: la band aveva da tempo comunicato che si sarebbe sciolta nel 2018, ma le accuse nei confronti del frontman Jesse Lacey -e le prese di distanza da lui di tutte le persone che ruotavano attorno alla band- hanno prima costretto la band a cancellare le date del tour imminente, e poi ne hanno decretato lo scioglimento con un anno di anticipo.</p><p>Per anni, dal campo-base della band non sono trapelate notizie, se non sporadici aggiornamenti sulla vita privata di Jesse Lacey in quanto marito e padre pubblicati su Instagram dalla moglie. La fanbase è rimasta religiosamente attiva, <strong>specialmente </strong><a href="https://www.reddit.com/r/brandnew/"><strong>su Reddit</strong></a> dove circolavano teorie di qualsiasi tipo a ogni minimo sentore (spesso immaginario) di attività da parte del gruppo.</p><p>A un certo punto qualcosa si è mosso: Jesse Lacey nel 2023 ha suonato un live acustico a un evento privato di beneficenza, esibendosi in canzoni dei Brand New; nel 2024 l’intera band si è esibita allo stesso evento privato. Di lì a poco sono emerse le prime tre date ufficiali per <strong>i concerti della reunion</strong> (Dallas, Newport e Nashville a marzo 2025), seguite dall’annuncio di un tour di <strong>24 date negli Stati Uniti</strong>, partito il 30 maggio da Seattle.</p><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/8dd5b252-f200-4bb3-8759-9907e76a4c2d/uploads/images/so3qw5x3vk/brand-new-us-tour-2025-poster.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><p>La band è quindi tornata pienamente operativa, ma si può dire che la loro cancellazione sia archiviata?</p><p>Per capirlo, proviamo a guardare a quattro aspetti che ci sembrano buoni indicatori:</p><ul><li><p><strong>Il numero di biglietti venduti</strong>: i fan del gruppo (coloro che sono disposti a spendere dei soldi per vedere la band dal vivo) sono ancora con i Brand New o li hanno abbandonati?</p></li></ul><p>I primi tre concerti ufficiali della reunion sono andati velocemente sold out. Il tour di 24 date però <strong>non è sold out in nessun posto</strong>, e anzi per molte date i siti di vendita di biglietti mostrano ampi spazi ancora in vendita.</p><p>Vero è che la maggior parte di questi concerti sono in palazzetti, spesso <strong>le venue sono le più grandi</strong> in cui la band si sia mai esibita in tutta la carriera, e il prezzo dei biglietti, almeno inizialmente (a causa del terribile meccanismo del <a href="https://www.fanpage.it/cultura/cose-il-dynamic-pricing-e-perche-la-commissione-europea-sta-investigando-sui-biglietti-degli-oasis/"><strong>dynamic pricing</strong></a>), era alle stelle, cosa che potrebbe aver scoraggiato alcuni potenziali compratori.</p><p>L’impressione è che la band e il suo management abbiano un po’ sopravvalutato le capacità del gruppo di portare gente ai concerti: se nemmeno all’apice della propria carriera i Brand New riempivano un palazzetto, ora che alcuni vecchi fan potrebbero essersi disaffezionati a causa delle controversie, riempire un palazzetto può risultare ancora più complicato, anche dopo non aver suonato per otto anni.</p><p><em>La risposta alla domanda, per quanto riguarda quest’aspetto, è quindi difficile da dare: i Brand New hanno ancora molti fan fedeli, ma forse una fetta della vecchia fanbase si è allontanata definitivamente, senza essere pienamente sostituita dalle nuove leve.</em></p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OAW2jwT3yGA">https://www.youtube.com/watch?v=OAW2jwT3yGA</a><p><em>Gasoline e Vices eseguite a Seattle, prima data dell’attuale tour</em></p><hr aria-hidden="true"/><ul><li><p><strong>La presenza sui media del settore</strong>: riviste e siti web sono disposti a dare visibilità alla band oppure non ne parlano perché temono critiche dai propri lettori (o sono esse stesse contrarie a dare spazio a Jesse Lacey)?</p></li></ul><p>Abbiamo dato un’occhiata ai principali siti di musica rock e alternativa in lingua inglese per vedere chi ha dato notizia della reunion dei Brand New e del successivo tour. <strong>Loudwire </strong>lo ha fatto con enfasi; altri siti come <strong>Spin, Vice, NME e BrooklynVegan</strong> hanno pubblicato news in merito; <strong>Stereogum</strong> ha pubblicato un articolo per dire che le venue che ospitano il tour della band hanno silenziato i commenti sotto i relativi post sui social; <strong>Kerrang, Pitchfork, Alternative Press, The Line of Best Fit, Uproxx, Revolver, Rock Sound e Rolling Stone</strong> (tutti siti che fino al 2017 avevano parlato della band) non sembrano averne parlato.</p><p><em>Anche in questo caso, la tendenza osservata è ambivalente, perché alcune delle più grandi testate musicali hanno dato notizia della reunion e del tour, ma molte altre no, e quest’ultima categoria è anzi maggioritaria. Nel mondo dei media insomma i Brand New sembrano più cancellati che riabilitati, con eccezioni di testata in testata.</em></p><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/8dd5b252-f200-4bb3-8759-9907e76a4c2d/uploads/images/qcun5ke3dw/stereogum-brand-new.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><hr aria-hidden="true"/><ul><li><p><strong>I commenti sui social</strong>: cosa ne pensano gli ascoltatori comuni?</p></li></ul><p>Qui le persone <strong>si sono sbizzarrite</strong>, come è naturale che accada sui social, a maggior ragione su argomenti controversi. Chi vede Jesse Lacey come una reincarnazione del demonio e lancia strali contro chiunque abbia acquistato un biglietto per i concerti della band; chi sostiene che Jesse abbia già fatto tutto il possibile per lavorare su sé stesso anche prima che le accuse divenissero pubbliche nel 2017 (ricordiamo che i fatti risalgono ai primi anni 2000) e che quindi meriti una seconda possibilità; e tutto ciò che sta in mezzo.</p><p>Su social “generalisti” come Facebook e Instagram sembra prevalere <strong>la corrente “dei forconi”</strong> per così dire; su social più specializzati come Reddit molte persone sembrano <strong>più concilianti</strong> nei confronti di Jesse Lacey.</p><p><em>La risposta dai social è difficilmente interpretabile, ma sicuramente possiamo dire che l’argomento Brand New genera ancora reazioni molto polarizzate e forti.</em></p><figure><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/8dd5b252-f200-4bb3-8759-9907e76a4c2d/uploads/images/4cs3g23cmb/brand-new-poppunkers-subreddit.png?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><figcaption>Dal principale subreddit dedicato alla musica pop punk</figcaption></figure><hr aria-hidden="true"/><p><strong>La reazione degli altri artisti</strong>: qualcuno ha espresso pubblicamente una posizione in merito alla reunion di una band così importante e influente?</p><p>A oggi, non abbiamo notizia di nessun gruppo o artista che si sia dichiarato <strong>pubblicamente entusiasta</strong> della reunion tramite i propri canali ufficiali. La paura di subire critiche dai propri fan è evidentemente ancora troppo elevata perché qualcuno voglia rischiare di dare un pubblico sostegno ai Brand New. I tre concerti di marzo hanno avuto una band d’apertura: i <strong>Summer Rental</strong>, un piccolo gruppo del Texas dalla presenza social molto scarna (sui loro canali non ci sono comunque post riguardanti questi tre concerti). Il tour attualmente in corso <strong>non prevede alcun opener</strong>.</p><p>Alcune evidenze di supporto da parte di altri artisti ricadono più nell’aneddotica che nell’effettività: durante un live stream ufficiale a marzo, gli account Instagram di alcuni gruppi (<strong>The Interrupters, Rancid, The Mars Volta e Dropkick Murphys</strong>) si erano collegati alla diretta e avevano messo un po’ di “fire reaction”, ma si trattava probabilmente dello stesso social media manager per tutti e quattro i gruppi, legati a Hellcat Records. <strong>Halsey </strong>ha continuato per tutti questi anni a mettere canzoni di <em>The Devil and God</em> nelle playlist prima dei suoi concerti. Mark dei <strong>Moose Blood</strong> nelle storie Instagram era molto felice di essere al concerto dei Brand New a Nashville, ma del resto gli stessi Moose Blood sono cancellati da anni. Poco altro.</p><p>Abbiamo però anche poche notizie di artisti che hanno pubblicamente criticato la reunion dei Brand New. Lo ha fatto Rody Walker, cantante dei metallari math <strong>Protest the Hero</strong>, durante un recente concerto, in un modo abbastanza goffo che potremmo sicuramente definire “cringe” (e a giudicare dalla reazione del pubblico, non siamo gli unici a pensarlo). Alcune critiche sarebbero arrivate dagli <strong>All American Rejects</strong> durante una live, e i <strong>TWIABP </strong>hanno risposto a una domanda dicendo che non andrebbero mai in tour con i Brand New. Nessun altro, che noi sappiamo, si è espresso. Anche perché, diciamocelo, i Brand New sono stati un gruppo fondamentale per chiunque suoni musica emo a qualsiasi livello e sicuramente una delle più importanti influenze: molti artisti sono forse contenti di rivedere i Brand New in azione, semplicemente non possono dirlo pubblicamente.</p><a href="https://www.youtube.com/shorts/4x7aQflqoeI">https://www.youtube.com/shorts/4x7aQflqoeI</a><hr aria-hidden="true"/><p><strong>In conclusione?</strong></p><p>Mettendo insieme le varie informazioni, l’argomento Brand New resta sicuramente molto divisivo sia tra i fan sia tra le persone del settore. Il loro è probabilmente il caso di una band che è “<strong>too big to fail</strong>”: anche se una consistente parte delle persone smette di seguirli e supportarli, troveranno sempre abbastanza fan disposti a comprare i dischi e andare ai concerti in modo da poter sostenere una carriera, anche non a tempo pieno.</p><p>Se dovessimo però dare una risposta secca alla domanda iniziale sul fatto che i Brand New siano ancora da considerare ufficialmente cancellati o ufficialmente riabilitati, la nostra risposta sarebbe che Jesse Lacey e compagni <strong>sono ancora considerati cancellati</strong> dall’ambiente musicale che li circonda.</p><hr aria-hidden="true"/><h4>Sul nostro sito…</h4><p>Come ogni settimana, su Booklet Magazine potete trovare le rubriche fisse:</p><ul><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/vince-silly-sam-uno-a-posto-recensioni-singoli-italiani/">Una panoramica</a> sui singoli usciti in Italia durante la settimana</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/third-impact-fest-2025-concerti-annunciati/">Un riassunto</a> dei concerti annunciati per l’Italia negli ultimi sette giorni</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/yellowcard-honestly-i-singoli-internazionali-30-maggio-2025/">Le pagelle</a> dei singoli internazionali più interessanti della settimana</p></li></ul>]]></content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 04 Jun 2025 13:26:33 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[SICK TRANSIT #2-2025 | La fine (o forse no) dei Circa Survive]]></title>
      <description><![CDATA[Sick Transit è la newsletter di Booklet Magazine dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da…]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>Sick Transit è la newsletter di </em><a href="https://bookletmagazine.com/"><em>Booklet Magazine</em></a><em> dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da altre parti.</em></p><p><strong>Anthony Green</strong> su Threads (social su cui è <a href="https://www.threads.com/@anthonygreen666">apparentemente molto attivo</a>) ha annunciato che i <strong>Circa Survive</strong> “per come li conoscevate” non ci saranno più. Il messaggio, un po’ criptico, sembrerebbe indicare lo scioglimento della band, anche se la formulazione della frase potrebbe sottintendere una futura attività del gruppo sotto diversa veste, o magari senza di lui.</p><p>L’ultimo disco dei Circa Survive, lo sperimentale <em>Two Dreams</em>, è uscito a fine 2022. Green è comunque attivo in altri gruppi fra cui L.S. Dunes e The Sound of Animals Fighting, senza contare eventuali rientri nei Saosin (la sua band storica, da cui è uscito e tornato più volte) oltre al suo fecondo progetto solista, tanto che alcuni l’hanno definito il Mike Patton della scena post-hardcore: se andate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthony_Green_(musician)">su Wikipedia</a> c’è una lunga lista di tutti i progetti che ha fondato o con cui ha a un certo punto suonato.</p><img src="https://assets.steadyhq.com/production/post/66ba8f52-7463-4db6-9795-6eefa7a7d4c4/uploads/images/evzunqzta4/anthony-green-threads-circa-survive-end.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp" alt=""/><p><a href="https://steadyhq.com/it/7f071424-c3f2-45b8-869d-301c6b824b47/posts/2d4d64e6-763b-4fd2-a8ad-bed4f8d92bcd">Nella prima newsletter avevamo detto</a> di come <strong>Eric Soucy</strong>, il principale compositore dei due migliori album dei <strong>Turnover </strong>(<em>Peripheral Vision</em> e <em>Super Natural</em>), avesse finalmente annunciato il proprio ritorno alla musica dopo otto anni di pausa. L’EP d’esordio del suo nuovo progetto <strong>Spin</strong>, intitolato <em>You’re Losing Me</em>, è uscito pochi giorni fa.</p><p>Sono appena tre canzoni, ma sono sufficienti per capire la direzione del progetto: gli Spin sembrano in tutto e per tutto <strong>la versione matura e aggiornata dei Turnover</strong>, molto più che i Turnover stessi che invece senza Soucy si sono persi in un sound soporifero e privo di personalità.</p><p>I tre brani non sfigurerebbero anzi affatto come bonus track di <em>Peripheral Vision</em>; del resto, le chitarre suonano uguali, e il cantato di Eric ha quella patina malinconica che si adatta perfettamente a questo sound, anche se è leggermente più briosa dei vocals di Austin Getz sul disco del 2015. Sicuramente una gran bella chicca per tutti i fan dei Turnover delusi dalle recenti uscite della band… e non solo per loro!</p><a href="https://www.deezer.com/us/album/751345921">https://www.deezer.com/us/album/751345921</a><p>Qualche giorno fa siamo stati al concerto dei <strong>Movements </strong>al Legend di Milano organizzato da Hellfire Booking. Il concerto era un vero evento, un po’ perché ormai le band emo/pop punk internazionali che fanno tappa in Italia nei propri tour europei sono pochissime, un po’ perché i Movements stessi non venivano a trovarci <strong>dal paleozoico 2018</strong>, quando avevano suonato sempre a Milano ma al tristemente defunto Serraglio.</p><p>Il locale era pienotto, c’erano persone di tutte le età, dai ragazzini adolescenti ai quarantenni nostalgici, e <strong>parecchia gente presa bene che faceva crowdsurfing</strong>, che poi è stata la grande differenza fra questo concerto e il concerto dei Movements che avevamo visto a fine 2023 a Monaco di Baviera (i tedeschi ovviamente stavano fermi e rigidi tutto il tempo).</p><p>La cosa che non è cambiata invece è stata la performance della band: i Movements sono davvero <strong>una delle migliori live band in circolazione</strong> nel panorama emo. Musicalmente carichi, Pat Miranda ha una voce con cui pochi altri cantanti della scena possono competere e dal vivo è quasi perfetto. Se mai dovessero tornare, consigliamo di fare di tutto per esserci.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=oZhj4mgtkbI">https://www.youtube.com/watch?v=oZhj4mgtkbI</a><p><em>Un video di Kept dalla data di Milano, non professionalissimo ma che rende l’idea dell’energia del live</em></p><hr aria-hidden="true"/><h4>Sul nostro sito…</h4><p>Come ogni settimana, su Booklet Magazine potete trovare le rubriche fisse:</p><ul><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/4th-n-goal-resurrection-recensioni-singoli-italiani/">Una panoramica</a> sui singoli usciti in Italia durante la settimana</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/nation-of-language-italia-2025-concerti-annunciati/">Un riassunto</a> dei concerti annunciati per l’Italia negli ultimi sette giorni</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/la-dispute-i-singoli-internazionali-16-maggio-2025/">Le pagelle</a> dei singoli internazionali più interessanti della settimana</p></li></ul>]]></content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 21 May 2025 13:59:55 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[SICK TRANSIT #1-2025 | Il ritorno di Eric Soucy]]></title>
      <description><![CDATA[Sick Transit è la newsletter di Booklet Magazine dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da…]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>Sick Transit è la newsletter di </em><a href="https://bookletmagazine.com/"><em>Booklet Magazine</em></a><em> dedicata al mondo della musica emo/pop punk, con approfondimenti, riflessioni e notizie che magari non avete trovato da altre parti.</em></p><p><strong>Eric Soucy</strong>, ovvero l’uomo cui vanno tutti i meriti per i due capolavori dei <strong>Turnover </strong>(<em>Peripheral Vision</em> e <em>Super Natural</em>), ha annunciato di aver creato una nuova band, a ben otto anni di distanza dalla sua cacciata dai Turnover. Il gruppo si chiama <a href="https://www.instagram.com/spinbandny/"><strong>Spin</strong></a>, come la nota rivista musicale, e ci si attende nuova musica il 13 maggio. Sicuramente un progetto da tenere d’occhio visto il talento musicale di Soucy (che risulta evidente anche solo ascoltando quello che i Turnover hanno pubblicato senza di lui). Pare peraltro che nella band sia coinvolto anche <strong>Will Levy</strong>, chitarrista dei The Story So Far.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Q34dZ6VmI04">https://www.youtube.com/watch?v=Q34dZ6VmI04</a><p><em>Qui sopra un esempio dove brilla tutto il genio di Eric Soucy</em></p><hr aria-hidden="true"/><p>Come rivelato già da qualche settimana, gli <strong>Yellowcard </strong>sono al lavoro su un nuovo album, che sarà prodotto da niente meno che <strong>Travis Barker</strong>, il quale suonerà pure la batteria sul disco (ricordiamo che gli Yellowcard sono senza batterista da quando nel 2014 cacciarono LP Parsons III). L’idea non ci entusiasma, lo diciamo chiaramente, men che meno alla luce dei recenti dischi dei blink e di tutti gli artisti plasticosi prodotti da Barker. L’album uscirà peraltro su etichetta <strong>Better Noise</strong>, che è nota per le sue band tendenzialmente hard rock mainstream (tipo Papa Roach, per intenderci); non sarà, immaginiamo, il sound che la band adotterà per il nuovo disco… anche se gli Yellowcard non sono nuovi a esperimenti per tentare di inseguire le rotazioni radiofoniche del momento (vedasi il disco <em>Lift a Sail</em> del 2016 con le varie emulazioni dei Coldplay che conteneva).</p><p><em>Tipo questa (cliccate a vostro rischio e pericolo):</em></p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3OA1goxkgjU">https://www.youtube.com/watch?v=3OA1goxkgjU</a><hr aria-hidden="true"/><p><a href="https://www.hellomerch.com/collections/double-helix-records">Se compri</a> il nuovo vinile dei <strong>The Ataris</strong>, ci trovi dentro le ceneri del padre di Kris Roe. O almeno così dice la band. Il vinile è un 7’’ che contiene il nuovo singolo <strong>Car Song</strong> più due versioni alternative della hit In This Diary. In teoria il brano inedito è tratto dal nuovo album della band, ma è dal 2007 che Kris Roe preannuncia l’uscita di quest’album, per cui forse non è il caso di crederci troppo -infatti per ora non c’è alcun ulteriore dettaglio in merito, che fosse anche solo un titolo o un mese previsto per l’uscita.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Sq45Ft3iLyM">https://www.youtube.com/watch?v=Sq45Ft3iLyM</a><hr aria-hidden="true"/><p>Una bella chicca per tutti quelli che frequentavano la scena pop punk italiana negli anni 2010: si sono riuniti i <strong>4th ‘N Goal</strong>, probabilmente la band nostrana più importante di quel decennio, e che era riuscita anche a varcare i confini del nostro Paese guadagnandosi qualche fan negli Stati Uniti -in particolare grazie a una <strong>cover easycore di Drown</strong> dei Bring Me the Horizon. Se non conoscete il gruppo, potreste però conoscere il suo cantante, <strong>Mocho</strong>, che nel frattempo è diventato <a href="https://www.instagram.com/mochohf/">un influencer del cibo</a>. La band terrà il proprio reunion show all’emo sucks, <strong>venerdì 16 maggio al Rock’n’Roll di Milano</strong> -ingresso gratuito, concerti fino a mezzanotte e poi DJ set emo/pop punk anni 2000.</p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=r8Nc5AlmXG4">https://www.youtube.com/watch?v=r8Nc5AlmXG4</a><hr aria-hidden="true"/><p>In realtà c’è un’altra piccola chicca per i pop punk kids degli anni 2010. È insperatamente risorto <a href="https://aimatrabolmeicher.wordpress.com/"><strong>aim a trabolmeicher</strong></a> (da “I’m a troublemaker” in una nota canzone degli Weezer), il sito che in quel decennio era diventato la testata di riferimento per la scena emo/pop punk italiana -di base, perché era l’unico a occuparsene seriamente (anzi, direi assolutamente NON seriamente, però con costanza). Il taglio è leggermente diverso e soprattutto è sparito il colore arancione in favore del viola, ma i generi e gli artisti di cui parlano sono pressappoco gli stessi. <a href="https://www.instagram.com/aimatrabolmeicher/">Dategli un follow su Instagram</a> che se lo meritano!</p><hr aria-hidden="true"/><h4>Sul nostro sito…</h4><p>Come ogni settimana, su Booklet Magazine potete trovare le rubriche fisse:</p><ul><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/ricche-le-mura-mani-di-sole-recensioni-singoli-italiani/">Una panoramica</a> sui singoli usciti in Italia durante la settimana</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/italia-04-05-2025-concerti-annunciati/">Un riassunto</a> dei concerti annunciati per l’Italia negli ultimi sette giorni</p></li><li><p><a href="https://bookletmagazine.com/the-beths-metal-singoli-internazionali-2-maggio-2025/">Le pagelle</a> dei singoli internazionali più interessanti della settimana</p></li></ul><p>P.S.: preparatevi perché <a href="https://www.instagram.com/p/DJHQeN6NwYT">stanno tornando anche gli <strong>Swellers</strong></a>. Oddio, “preparatevi” forse è una parola grossa a meno che non abitiate in America, ma comunque…</p>]]></content:encoded>
      <link>https://steady.page/7f071424-c3f2-45b8-869d-301c6b824b47/posts/2d4d64e6-763b-4fd2-a8ad-bed4f8d92bcd</link>
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      <pubDate>Tue, 06 May 2025 23:52:45 +0000</pubDate>
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