Inauguriamo la newsletter Buzz Prato con una presentazione: idee, intenzioni e un podcast in arrivo.

Un’intervista al procuratore di Prato. Approfondimento sulla mafia cinese in Italia insieme ad una studiosa. “Chi comanda a Prato?”. Intervistare il segretario del Partito Democratico. La storia di un giovane medico pratese tornato da poche settimane da Gaza. Intervista al rapper Giovane Veltro. Parlare del futuro con persone sconosciute sedute sulle panchine della ciclabile.
C’è una nota sul mio telefono che si chiama in maniera abbastanza didascalica “Buzz Prato / Idee approfondimenti”. Questi sono solo alcuni degli appunti che ci sono scritti dentro.
C’è stato un momento in cui desideravo iniziare col botto. Lanciare questa newsletter immaginandola come un biglietto da visita per farmi conoscere a più persone possibile. Volevo cominciare con “una notizia”, come si dice in gergo giornalistico. Una roba di cui si sarebbe parlato.
Poi ci ho pensato e allora ho capito che era meglio di no. Meglio iniziare presentandomi e spiegando cosa ho in mente quando penso a questo nuovo spazio, che ieri non esisteva e adesso c’è.
Per queste idee (e tante altre che sono scritte in quella nota) ci sarà tempo.
Quindi, se avete voglia di proseguire la lettura, sappiate che alla fine parlerò del primo podcast di Buzz Prato. Se invece vi interessa solo quello, potete scorrere direttamente fino in fondo a questo primo blocco.
Prato, Febbraio 2012
Quando, con Alessandro Pattume, abbiamo creato Pratosfera (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) – un giornale online che parlava (e parlerà, dato che a breve avrà un nuovo percorso grazie al giornalista Giorgio Bernardini) di cultura ed eventi in città – sentivamo un bisogno: percepivamo un fermento che non vedevamo raccontato dalla stampa tradizionale. Associazioni, realtà, locali, artiste e artisti, aziende portavano avanti una proposta che restava sommersa. Era il mondo che frequentavamo noi (io avevo 24 anni) e volevamo dargli spazio.
Riguardando quel progetto con la dovuta distanza (l’ho lasciato da più di due anni, ormai) credo che il tempo ci abbia dato ragione: abbiamo raccontato e dato il nostro contributo, piccolo o grande non sta a me dirlo, a far crescere una parte della città. Ma sicuramente gli abbiamo dato dignità e spazio.
Settembre 2025
Oggi, invece, in città percepisco un grande senso di spaesamento che si somma a quello planetario e globale. I motivi non serve elencarli ancora una volta.
Ma credo sia necessario un nuovo racconto e ne percepisco l’esigenza da tante persone che mi stanno attorno: uno capace di ragionare sulle criticità e sui grandi fatti, senza nasconderli, abbracciando la complessità e senza perdere l’ingenuità.
C’è un passaggio in un libro che ho letto quest’estate, Primavera ambientale (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) di Ferdinando Cotugno, che mi è sembrato perfetto.
“La crisi climatica ci porta il dovere della complessità, la fatica della complessità, del connettere i livelli di realtà, la dura concretezza di economia, politica, consenso. Nessuno qui si sottrae. Ma non dobbiamo dimenticarci il diritto all’ingenuità, a un rapporto con la bellezza delle cose, rivendicare di poter vivere e lottare anche a quel livello e farlo come atto politico. Ricomporre la frattura tra umano e non umano è una soluzione basata sulla natura, la sua materia è speranza, stupore, amore. (…) Ricordarci perché siamo qui, riprenderci il senso delle cose”
Io, anche se Cotugno si dedica al cambiamento climatico, trasporto questo ragionamento sulla città che abito: il dovere e la fatica della complessità, il connettere i livelli, ma anche il diritto all’ingenuità, allo stupore, alla bellezza delle cose. E farlo come atto politico. O, dicendola come Georges Perec, interrogare l’abituale.
Chi si sarebbe immaginato tutto quello che è successo nell’ultimo anno? E allora la promessa è questa: rifacciamoci da una parte e cerchiamo di capirci qualcosa. Con calma, senza dover per forza trovare con “una notizia”.
Lo sto provando a fare sul canale WhatsApp (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre), e lo faremo anche qui, in questo nuovo spazio.
Dalla prossima settimana, grazie al contributo di chi ha già scelto di sottoscrivere un abbonamento a pagamento (grazie infinite), pubblicherò un podcast dedicato alle elezioni regionali.
Si chiamerà Maledetti Toscani.
Cinque episodi, uno a settimana, di una manciata di minuti, in cui seguiremo l’arrivo del voto cercando di spiegare bene le cose. All’interno di ogni episodio ci sarà anche un contributo di una o un collega giornalista, per allargare lo sguardo oltre la cronaca.
Speriamo che vi piaccia.
Lorenzo
LA SETTIMANA
Qui trovate un riassunto dei fatti principali della settimana a Prato.

Il caso Cocci, in breve
La politica pratese è stata scossa dal caso di Tommaso Cocci (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre), ex capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e candidato alle regionali. Cocci ha denunciato un ricatto: ha ricevuto due lettere anonime contenenti una sua foto intima (inviata dopo essere stato adescato online), accuse di uso di droga e richieste esplicite di farsi da parte dalla politica: «Se continui a fare politica ti distruggiamo la vita».
Le indagini della procura di Prato, che procede per revenge porn e diffamazione, si stanno concentrando sia sugli aspetti tecnici — le lettere sono al vaglio dei laboratori per cercare tracce di DNA e impronte digitali — sia sul contesto politico. Cocci stesso ha parlato di un possibile attacco interno al suo partito.
Un ulteriore elemento di imbarazzo è l’appartenenza di Cocci alla loggia massonica “Sagittario”, di cui è stato segretario fino a giugno. La stessa loggia era emersa nelle inchieste che hanno coinvolto l’ex sindaca Ilaria Bugetti e l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci. La procura ha perquisito la sede e ha acquisito gli elenchi degli affiliati per capire la reale influenza della loggia nella vita politica ed economica cittadina.
Per Fratelli d’Italia la vicenda è particolarmente complicata (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre): il partito aveva fatto della battaglia contro la massoneria e per le “liste pulite” un tratto identitario. Adesso si trova con due candidati fragili (anche Claudio Belgiorno è indagato), divisi da rivalità interne e travolti dalle indagini. Tutti i dirigenti del partito erano a conoscenza delle lettere e adesso si pensa ad azzerare tutte le candidature, che vanno depositate tra una settimana. Il rischio è che nell’anno in cui il centrosinistra sembrava in difficoltà, il centrodestra pratese finisca per sprecare un’altra l’occasione.
Aeroporto
La Commissione Via-Vas ha dato parere favorevole, con 13 prescrizioni, al nuovo masterplan per l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre). È un primo passo importante, ma non definitivo: ora serve il decreto ministeriale e poi la conferenza dei servizi. Le prescrizioni sono condizioni tecniche e ambientali che dovranno essere rispettate. La notizia ha riacceso lo scontro politico: il centrodestra esulta, Pd e Italia Viva sono soddisfatti, mentre Avs e M5S restano contrari.
Candidature regionali
Nel Pd pratese il quadro non è ancora definitivo, ma tre nomi sono già certi (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre): Matteo Biffoni, Marta Logli e Marco Martini. Il lavoro del segretario Marco Biagioni procede con l’obiettivo di mantenere equilibrio e compattezza, in vista di un congresso rinviato a dopo il voto regionale. Intanto, nel campo largo arrivano le prime mosse: i Cinque Stelle hanno candidato Chiara Bartalini e Carmine Maioriello, mentre Sinistra Italiana ha presentato Alessio Laschi insieme ad altri cinque nomi.
Sul fronte opposto, il centrodestra ha ufficializzato (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) la corsa di Alessandro Tomasi alla presidenza della Regione. Restano invece in bilico le liste pratesi di Fratelli d’Italia, travolte dal caso Cocci che ha messo in discussione la tenuta complessiva del partito in città.
PNRR e grandi opere
Il commissario Sammartino ha messo come priorità assoluta il completamento della piscina olimpionica di Iolo, finanziata dal Pnrr. Nessun problema invece per la nuova scuola Pier Cironi, i cui lavori sono in fase avanzata. In totale a Prato sono in corso interventi per circa 70 milioni di euro.
Scuola
L’anno scolastico riparte con criticità logistiche: alcune classi del Marconi e del Gramsci Keynes saranno ancora distribuite tra più sedi, mentre il Brunelleschi resta diviso in quattro plessi. A Vernio previsti contributi per gli abbonamenti ai pendolari.
NON TUTTI UGUALI
Perché non ha senso mettere sullo stesso piano le stragi nazifasciste e le violenze del dopoguerra.

Ogni anno, a Prato, in occasione della celebrazione della Liberazione dal Nazifascismo (6 settembre 1944) c’è chi prova a fare la stessa operazione: ricordare insieme i 29 partigiani impiccati dai tedeschi a Figline e le vittime uccise da Marcello “Tantana” Tofani nei giorni immediatamente successivi alla Liberazione.
Quest’anno è toccato alla deputata di Forza Italia Erica Mazzetti (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) che promuove per la mattina del 7 settembre una messa per ricordare le vittime dell’eccidio della fortezza, commentando così: “C’è bisogno di ricucire il tessuto della nostra città – ha spiegato Mazzetti – e come italiani e come pratesi dobbiamo avere la forza di affrontare e superare insieme le cicatrici della nostra storia. Prato vive un periodo difficile: voglio fare un piccolo gesto per ricordare le vittime innocenti, tutte, da Figline al Castello dell’Imperatore”.
Sembra un gesto di equidistanza, ma è in realtà una distorsione storica. Le stragi nazifasciste furono parte di una strategia pianificata dall’alto, uno strumento deliberato di terrore e controllo. Le violenze del dopoguerra, invece, furono episodi confusi, spesso legati a vendette personali, dentro un contesto di sbandamento e assenza di istituzioni.
Lo spiega bene lo storico Enrico Iozzelli, storico, in questo estratto del nostro podcast Ribelli – L’eccidio, la resistenza e la liberazione di Prato, pubblicato l’anno scorso:
“Il rischio di mettere tutto insieme è estremamente vivo e attuale. Non si può dire che erano tutti uguali, che erano tutte vittime della guerra. Le stragi nazifasciste furono un progetto politico e militare; le vendette del dopoguerra furono il frutto di un vuoto di potere e di rancori personali. Confondere le due cose significa dimenticare chi ha creato il fascismo e chi invece ha scelto di combatterlo.”
Ricordare oggi significa distinguere, non appiattire. Non per giustificare i crimini, ma per non tradire la memoria delle scelte di chi lottò per libertà, democrazia e pace.
Vi metto di seguito anche l’estratto audio dell’ultimo episodio del podcast, in cui Iozzelli racconta l’episodio di Tantana, la differenza con i partigiani impiccati a Figline e le riflessioni che ne conseguono.
Buona festa della Liberazione!
Se vuoi ascoltare il podcast Ribelli, puoi farlo su Spotify (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre), Spreaker (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) e le principali piattaforme di streaming.
L’AGENDA
Cosa non perdere a Prato questa settimana, secondo me.

Sabato 6 – Festa della Liberazione di Prato: a Figline per la marcia per la Pace. (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre)
Domenica 7 – Concerto gratuito di musica classica al Politeama con la Camerata Strumentale di Prato (serve solo ritirare il biglietto (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre)). In programma l’Eroica di Beethoven. Sempre domenica, presidio antifascista (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) in piazza delle Carceri.
Lunedì 8 – Corteggio Storico (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) e festa della città.
Martedì 9 – Cena di autofinanziamento per Antares, festival indipendente che a fine mese porterà incontri, tavole rotonde e laboratori gratuiti (ne riparleremo). Trovate il programma del festival e le info per la cena sul profilo instagram del Circolo 29 Martiri (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre). In alternativa, c’è Fausto Leali a Villa Guicciardini.
Dal 10 al 14 – In piazza del Mercato Nuovo torna “Prato a Tutta Birra” (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre): birra, stand gastronomici, mercatini e concerti (Rino Gaetano Tribute Band, Albertino, Modena City Ramblers).
Giovedì 11 - Torna Vera Gheno al Pecci (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) per presentare il suo ultimo libro “Nessunə è normale”
Venerdì 12 – auto-promo: se vi va metto un po’ di musica al Casotto Atipico. Amo la musica brasiliana su vinile, e non mancherà occasione per parlarne.
Al cinema
Con la festa dell’8 settembre si chiude la stagione del cinema all’aperto al Castello dell’Imperatore. Al Terminale la programmazione dovrebbe ripartire a metà mese. Intanto all’Eden arrivano i primi titoli dal festival di Venezia: Elisa di Leonardo Di Costanzo, Un film fatto per Bene di Franco Maresco, ma anche I Roses di Jay Roach e Enzo di Robin Campillo.
I MATTI DELLA CITTA’ DI PRATO
Questa sarà una rubrica fissa di questo appuntamento settimanale. Vi racconto.

Il Laboratorio dei matti dello scrittore Paolo Nori è un progetto di scrittura collettiva: chi partecipa raccoglie e racconta brevi storie di persone eccentriche incontrate nella vita di tutti i giorni. Da questi esercizi sono nati i “Repertori dei matti…” — libri corali che, con leggerezza, disegnano mappe urbane fatte di stranezze, ironia e umanità.
C’è un volume anche dedicato a Prato, (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) frutto di un laboratorio del 2017 (si trova ancora in qualche libreria).
Così ho deciso di chiudere ogni volta queste righe con un po’ di leggerezza e assurdo, che a me fa tanto ridere: vi segnalerò due o tre di questi matti. Non cercate un senso: provate a riconoscere se, magari, qualcuno lo avete incontrato anche voi in giro per la città. Con il tempo, spero che vi affezionerete.
Apro il libro a caso e comincio:
C’era una che quando guidava, se incontrava un piccione sulle strisce pedonali, si fermava per farlo attraversare.
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Uno era di Pistoia ma pare che, roso dall’invidia, venisse a Prato a Cercare di rubare la cintola della Madonna. In seguito non riuscì a ritrovare la strada per uscire dalla cinta muraria, e dire che Prato nel medioevo non era proprio New York. Finì che gli tagliarono una mano.
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C’era uno che la mattina presto faceva un giro per il centro, aveva i capelli lunghi e radi e era sempre sgaruffato. Si fermava sempre al bar Buonamici in piazza del Comune e entrava urlando “Buongiorno! Salutami lo scrittore! Salutami il cantante! E salutami il fabbro! Buongiorno!” Poi senza consumare niente andava via continuando a urlare “Buongiorno! buongiorno”
Una canzone che ho ascoltato mentre scrivevo questa newsletter
Nei titoli di coda di Lucky (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre), un film del 2017 che ho recuperato in questi giorni, ho trovato questa canzone. E da allora non riesco a smettere di canticchiarla.
La trovate anche su Spotify (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre).
https://www.youtube.com/watch?v=pzMSFXiHg_8 (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre)