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Referendum, ora Calderoli lascia o raddoppia?

Il No al referendum sulla modifica della Costituzione ha chiuso i giochi sulla riforma della magistratura gradita a Forza Italia. Restano in campo però gli altri due pezzi del programma di governo (vedi foto) con il quale il Centrodestra ha vinto le elezioni del 2022 e cioè premierato, caldeggiato da Fratelli d’Italia, e autonomia differenziata, cavallo di battaglia della Lega.

Il premierato nella formula prevista nel programma del 2022 (“elezione diretta del Presidente della Repubblica”) da tempo ha mutato natura e non ha alcuna possibilità di arrivare all’approvazione parlamentare, cui seguirebbe un nuovo referendum. L’autonomia differenziata invece, a dispetto di quanto si legge sui giornali nazionali, è pienamente in campo e chi conosce il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli non può aver dubbio sulla sua intenzione di non mollare l’obiettivo. Del resto la cartina d’Italia con la mappa dei risultati referendari evidenzia come il Sì abbia prevalzo nelle tre regioni a guida leghista e cioè Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Quest’ultima (già ad autonomia speciale, come è noto) è guidata dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, mentre Lombardia e Veneto sono capofila dal 2017 delle richieste di autonomia differenziata, cui nel biennio successivo si sono accodate Piemonte e Liguria.

A che punto siamo? Le intese preliminari sono state approvate dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio di quest’anno. Riguardano funzioni relative a quattro materie: sanità, protezione civile, professioni e previdenza complementare. Il testo è stato immediatamente spedito da Calderoli a Fedriga per il parere della Conferenza unificata Stato-Enti locali previsto entro 60 giorni dalla legge 86 del 2024. C’è tempo fino al 19 aprile per formalizzare la risposta.

Le Regioni stanno esaminando il testo e iniziano a girare alcune osservazioni. In Conferenza delle Regioni il Nord è organizzato in modo da gestire direttamente i dossier più rilevanti. Oltre ad avere saldamente la presidenza con Fedriga, va sottolineato che gli Affari generali e istituzionali sono affidati alla Regione Piemonte mentre gli Affari finanziari alla Regione Lombardia. Spetta quindi a Friuli, Piemonte e Lombardia coordinare le attività relative all’autonomia differenziata, con le Regioni del Sud che giocano di rimessa.

Ma il Sud non è solo. A rafforzare gli argomenti di chi contrasta l’autonomia differenziata c’è la sentenza della Corte costituzionale la quale non solo ha cancellato alcune norme della legge 86 ma ha dettato i paletti entro i quali le richieste di autonomia devono essere confinate. In particolare, secondo la sentenza 192 del 2024, le richieste devono essere giustificate alla luce del principio di sussidiarietà. Si deve in sostanza dimostrare con una oculata istruttoria che la nuova attribuzione di potere corrisponda al miglior modo per realizzare i principi costituzionali. Al posto dell’istruttoria, le pre intese sono accompagnate da una Relazione sussidiarietà nella quale in sostanza le Regioni interessate autocertificano «di avere le competenze tecniche eorganizzative che consentono l’autonomo svolgimento della funzione medesima» (pagine 4 e 5 della Relazione sussidiarietà) senza che vi siano dati verificabili e basati su metodologie condivise.

Il parere della Conferenza delle Regioni, pertanto, sarà probabilmente un testo articolato che riferirà le perplessità e la contrarietà di alcune Regioni, senza arrivare però a una bocciatura.

Gli ostacoli al progetto di Calderoli potrebbero arrivare nel passaggio successivo, quello parlamentare. Anche se i numeri sono largamente favorevoli alla compagine di governo, sia Forza Italia per i temuti smottamenti al Sud, sia Fratelli d’Italia per la storica avversione al regionalismo, potrebbero trovare il modo di non dare ai leghisti la soddisfazione di essere i soli a portare a dama il proprio obiettivo programmatico. Del resto un intellettuale vicino alle posizioni del governo, Ernesto Galli Della Loggia, parlando il 14 marzo ad Avellino a una iniziativa referendaria organizzata da Fratelli d’Italia, aveva pronosticato, indipendentemente dall’esito del referendum sulla magistratura: «Credo che sia il premierato, sia l’autonomia differenziata sono destinati a fermarsi».

Marco Esposito (26 marzo 2026)

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Argomento Autonomia differenziata