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👍🏽 [like to venerdì] Contro l'engagement

Il venerdì di [mini]marketing

👍🏽 [like to venerdì] Contro l'engagement

di Gianluca Diegoli (Öffnet in neuem Fenster) • Newsletter #84 • Visualizza online (Öffnet in neuem Fenster)

Un giorno sui libri di storia del social media marketing scriveranno dei danni provocati dal taffismo ai brand, in cui è il marketing a lavorare per il social media (manager) e non viceversa: in cui consolidati e inoffensivi nazional-popolari brand di carne alla griglia, a pochi mesi di distanza da un riposizionamento (Öffnet in neuem Fenster) value for money con spot (Öffnet in neuem Fenster), per qualche like in più che avrebbero potuto assicurarsi con una sponsorizzata di un video con tagliata sfrigolante al costo comparabile al valore di tre tavoli di uno qualunque dei loro 300 ristoranti, fanno invece post (Öffnet in neuem Fenster) banalotti-ma-divisivi-criptosessisti-o-fatevela-una-risata-che-scherzavamo! tanto per migliorare la reach organica e l'engagement, senza tenere conto del rischio di potersi perdere per strada quella parte di pubblico target dal cervello rettile meno sviluppato e (a mio parere) non aumentando di un euro il valore percepito del proprio brand.

E come in questo post, altri brand stanno seguendo la strada del purché faccia casino. Post spesso citati in commenti adoranti del tipo “questo sì che è marketing!”. (Di solito chi lo scrive non lavora nel marketing).

(Ovviamente, nessuno scriverà libri di storia del social media marketing – che notoriamente non esiste, come ogni marketing-materia con un prefisso davanti alla parola marketing. Continuiamo a guardare il dito e non la luna, come nel guerriglia marketing di tanti tanti anni fa (Öffnet in neuem Fenster).)

L'engagement social è quasi sempre un cattivo consigliere. È un metodo di misurazione del successo che – salvo in rarissimi casi – è adatto solo per chi non sa cosa misurare (su questo rimando al maestro Enrico Marchetto (Öffnet in neuem Fenster)). Intendiamoci, per Facebook Inc. (sostituisci Facebook con qualunque piattaforma social) l'engagement formale è un metodo perfetto di misurare il suo ritorno e incentivare/prioritizzare i suoi contenuti. Più engagement, più conversazioni, più tempo trascorso, eccetera. Quasi mai lo è per i brand, che hanno (dovrebbero avere) un obiettivo diverso: fare in modo che quei contenuti abbiano un impatto sul proprio conto economico, e misurarne quindi gli effetti.

In realtà la parola engagement, in sé, andrebbe pure bene ma non lo è soprattutto nell'accezione comune di somma di like, commenti e altri estemporanei e luccicanti indicatori social. L'engagement infatti nella sua accezione di marketing dovrebbe essere misurato come una somma di reputazione/sentiment, ripetizione (dell'acquisto), Net Promoter Score, Top of Mind, percezione del value for money (a proposito), eccetera. In pratica, quanto io, unità di segmento target per il quale il posizionamento è stato concepito, sono convinto, a parità di altre condizioni, a mangiare in quella catena. E soprattutto quanto varia, nel tempo, questa convinzione.

Ancora oggi nessuno misura le attività social – escludendo quelle a performance più diretta, carrelli, lead, acquisti, eccetera – secondo obiettivi di business. Eppure, non sarebbe impossibile. Se io considero i miei iscritti o comunque coloro che sono stati impattati dai miei contenuti come un campione di prospect/clienti, e lo contrappongo con un altro campione di clienti a-social, posso comprendere se le mie attività hanno un impatto effettivo oppure no.

In parole povere, i miei fan acquistano di più, almeno in un lungo periodo a piacere? O semplicemente sono fan perché acquistano già di più? C'è una correlazione tra esposizione, like e KPI di business? O — caso peggiore — non c'è nessuna correlazione tra l'engagement social e quello di business?

Questi sarebbero i KPI che mi piacerebbe vedere. Inseguire i like significa spostare l'asticella sempre più verso il basso, raccontare barzellette potrebbe essere il prossimo passo. Poi via, verso il piano editoriale del boxino morboso del Corriere e di altri giornali. Verso la pancia (che in senso letterale nell'esempio in alto sarebbe pure stato corretto) c'è sempre posto. Ma la domanda è, dovrebbe essere: è questo linguaggio coerente con il mio posizionamento? È quello che spinge le persone a mangiare una bistecca? Basta l'esposizione a un marchio (il famoso purché se ne parli che avevo difeso in un'altra circostanza (Öffnet in neuem Fenster)) per attivare il trigger di acquisto?

Mi viene da dire di no. Ma finché non misuriamo l'impatto di business (engagement vero) che una pagina ha almeno sui suoi follower (che ricordiamolo sono quasi sempre per i brand una minima parte dei propri clienti e posto che lo siano, perché il taffismo fa sì che tra i due gruppi di persone non ci sia corrispondenza, come tra le famose bare social e i parenti dei defunti), misureremo le cose sbagliate.

Lasciate le frasi di Oscar Wilde e i social di Salvini ai loro legittimi obiettivi. Voi siete, dovreste essere, brand.

Letture della settimana

Tribunali contro aggregatori – Stratechery (Öffnet in neuem Fenster)

The Justice Department’s lawsuit against Google is appropriately narrow, and if it fails it gives a template for Congressional action.

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Old-school valuation principles still apply to digital (Öffnet in neuem Fenster)

Vecchi modi per misurare strumenti nuovi.

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Tech alone won’t change your company (Öffnet in neuem Fenster)

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Greenwood, a digital bank empowers Black consumers (Öffnet in neuem Fenster)

Started by rapper Michael “Killer Mike” Render, Greenwood aims to ensure communities of color can accrue wealth and combat systematic oppression.

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Writing is Networking for Introverts (Öffnet in neuem Fenster)

Networking is painful, and I’m suspicious of anyone who claims to enjoy it. Unfortunately for me, networking is effective: most good opportunities come from personal connections.

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P&G's Chief Brand Officer Marc Pritchard su purpose e advertising (Öffnet in neuem Fenster)

P&G’s Chief Brand Officer Marc Pritchard discusses how pandemic demand has led the company to even faster growth

www.youtube.com (Öffnet in neuem Fenster)Condividi (Öffnet in neuem Fenster)

E il libro?

Grazie della domanda! Lotta selvaggiamente in classifica tra guide su come affrontare i concorsi pubblici e ebook sul neuromarketing e le sue pratiche segrete e vietate (ma se lo fossero non potrebbe scriverne un libro). Al solito, le recensioni sono su Instagram (Öffnet in neuem Fenster), su Amazon (Öffnet in neuem Fenster), su Goodreads (Öffnet in neuem Fenster).

Volete sostenere i librai con Bookdealer? Ecco il link (Öffnet in neuem Fenster)! (Dove ho capito che la SEO di Bookdealer è migliorabile) (L'hai già comprato? Bene! È il momento di regalarlo!)

Strategy school

Aggregation Theory – Stratechery by Ben Thompson

Aggregation Theory – Stratechery by Ben Thompson (Öffnet in neuem Fenster)

The disruption caused by the Internet in industry after industry has a common theoretical basis described by Aggregation Theory.

stratechery.com (Öffnet in neuem Fenster)Condividi (Öffnet in neuem Fenster)

Quiz della settimana

Qual è il social più usato dagli adolescenti americani?

a) Snapchat b) TikTok c) Instagram

Next week

Wine&Beer: le opportunità del Beverage tra nuovi mercati e sfide digitali

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Eventbrite - Registro .it presenta Wine&Beer: le opportunità del Beverage tra nuovi mercati e sfide digitali - Giovedì 29 ottobre 2020

www.eventbrite.com (Öffnet in neuem Fenster)Condividi (Öffnet in neuem Fenster)

Notifiche importanti

Mmh, ok, grazie. - polaroid - un blog alla radio

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Mmh, ok, grazie.

polaroidblog.tumblr.com (Öffnet in neuem Fenster)Condividi (Öffnet in neuem Fenster)

Il marketing insegnato dai negozianti

Il marketing insegnato (d)ai negozianti

Il marketing insegnato (d)ai negozianti (Öffnet in neuem Fenster)

Porta di una macelleria di carne equina, Verona, 17 settembre 2020 @renatosavoia

ilmarketinginsegnatodainegozianti.info (Öffnet in neuem Fenster)Condividi (Öffnet in neuem Fenster)

That's all folks!

Un saluto da qui,

gluca

Risposta: a) Snapchat (fonte (Öffnet in neuem Fenster))

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Sono Gianluca Diegoli e mi occupo di consulenza (Öffnet in neuem Fenster) su strategia di marketing e di vendita digitale, (e)commerce e D2C inclusi.

Questa newsletter è la sorella gemella del blog (Öffnet in neuem Fenster) che tengo dal 2004. Un altro spin off è il blog sul marketing insegnato (d)ai negozianti (Öffnet in neuem Fenster) .

Hai altri dieci minuti liberi? Qui ci sono tutte le edizioni (Öffnet in neuem Fenster) della Lettera.

Ho scritto qualche libro (Öffnet in neuem Fenster) , ma l’ultimo (« Svuota il Carrello (Öffnet in neuem Fenster) ») è quello che mi rappresenta di più.

Insegno in IULM e in Master.

Ho co-fondato Digital Update (Öffnet in neuem Fenster) , una delle prime scuole italiane di formazione digitale online, e con altre due tipe più smart di me ho avuto l’idea del primo FreelanceCamp (Öffnet in neuem Fenster) .

Ho creato canvas (Öffnet in neuem Fenster) e un manifesto (Öffnet in neuem Fenster) per la trasformazione del marketing.

Da marzo tengo un canale Telegram (Öffnet in neuem Fenster) con link a dati economici, settoriali e di vendita pre, durante e post lockdown-covid.

Bocconiano anomalo, proud generation X member.

«La noia è una risorsa»

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Curato con passione da Gianluca Diegoli con Revue (Öffnet in neuem Fenster).

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