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Cosa puoi fare XilSud (in 3 minuti)

Cara lettrice, caro lettore

e se questa newsletter fosse l'inizio di qualcosa di più grande?

È passato un mese dal lancio di XilSud. In queste settimane, la newsletter ha dato per prima o in modo più approfondito informazioni e analisi sull’autonomia differenziata, sulla crisi demografica, sui trucchi perpetrati ai danni del Sud.

I messaggi di incoraggiamento e ringraziamento arrivati mi hanno colpito molto. Non solo per l’affetto dimostrato, ma perché è stata la conferma di quanto sia grande la sete di informazione affidabile sulle diseguaglianze territoriali in Italia.

Oggi voglio parlarti di cosa mi ha convinto a lanciare la newsletter e di come puoi aiutarmi a far crescere l'informazione sul Sud. Insieme, possiamo costruire qualcosa che faccia la differenza.

Se questa newsletter ti è stata inoltrata, puoi inoltrarla a tua volta e intanto puoi ricevere gratis i prossimi articoli iscrivendoti qui:

L’informazione sul Sud è carente, spesso deformata, non di rado irritante.

Il Sud da tempo non ha un proprio quotidiano, una tv, una radio di riferimento. Il risultato è che oggi, in uno dei momenti più delicati della sua storia a causa di un inedito e spaventoso degiovanimento, un’area popolosa come uno Stato europeo di medie dimensioni non dispone di un canale informativo che la rappresenti e che contribuisca a fare rete tra i territori. La domanda d’informazione sul Sud e “per il Sud” è enorme, ma l’offerta è frammentata, priva di un punto di vista forte.

Sui social, certo, c’è tanto Sud, pure troppo; tuttavia, converrai, i social sono sempre più inaffidabili. Non solo rubano un bene prezioso, il tempo, ma lo rivendono che si sia o meno consapevoli al miglior offerente per suggerirci non soltanto cosa acquistare ma cosa pensare. Il loro algoritmo non ha a cuore i nostri interessi, bensì quelli delle piattaforme. Favorisce contenuti veloci, di bassa qualità e frammenta le soglie dell'attenzione. E così, anche se mi segui, potresti non vedere i miei aggiornamenti perché l'algoritmo ha preferito mostrarti un video di gatti o un contenuto generato dall'Intelligenza Artificiale.

Provare a riempire il vuoto d’informazione affidabile sul Mezzogiorno è il succo del mio lavoro. Declino questo impegno nei libri, nelle conferenze ovunque sia invitato e anche - il mondo questo è - mantenendo con sofferenza la presenza sui social.

Ho deciso di lanciare la newsletter XilSud - su suggerimento di una mia lettrice - per questo: costruire un’antenna informativa schietta, senza pubblicità dirette o indirette e soprattutto libera dalle dinamiche tossiche dei social. Uno spazio che possa crescere fino a diventare un punto di riferimento per chi ha a cuore quella che inizierei a chiamare Italia Mediterranea.

Ma, per riuscirci, ho bisogno di te.

Come puoi aiutare (in 60 secondi)

Non devi fare molto.

Pensa a tre persone che conosci. Potrebbero essere:

l’amico che ha i figli al Nord e spera di vederli tornare;

la collega che si è accorta di quanto possa essere razzista la stampa nazionale;

il consigliere comunale o regionale che si sente solo nelle sue battaglie.

Queste persone sono lettori di XilSud, anche se non lo sanno ancora.

Inoltrando la newsletter, faresti due cose importanti: un regalo a loro e cioè informazione indipendente, gratuita e di qualità; un servizio a XilSud, che grazie a te allargherà il raggio d’azione.

Quando inoltrerai la mail, sarà utile aggiungere a piacere poche righe come queste:

Ciao, ti inoltro la newsletter del giornalista d’inchiesta Marco Esposito. Si chiama XilSud, parla di Italia Mediterranea e di divari territoriali. Credo possa interessarti. L'iscrizione è gratis e si fa qui:

https://steady.page/en/xilsud/newsletter/sign_up (Si apre in una nuova finestra)

Siamo già seicento. Se ognuno dei lettori di XilSud lo facesse, in pochissimo tempo potremmo costruire una grande comunità, con migliaia di persone appassionate e battagliere “per il Sud”.

Grazie per il tuo aiuto e buon voto per il referendum del 22 e 23 marzo (con un pensiero particolare ai meridionali fuori sede ai quali stavolta non è stato consentito di votare dove studiano o lavorano).

Alla prossima,

marco esposito