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Abbiamo sterilizzato gli stranieri

Il bilancio demografico del 2025 è in perfetto equilibrio: in Italia al primo gennaio eravamo poco più di 58 milioni e 943mila e abbiamo chiuso il 31 dicembre 2025 a poco meno di 58 milioni e 943 mila con una minuscola contrazione di 636 unità. Sembra una straordinaria notizia dopo anni di flessione. Ma se il saldo complessivo è in pari, si registrano forti differenze sulle singole voci. Alcuni trend sono noti da tempo: i decessi sono molto più delle nascite; gli stranieri compensano il calo degli italiani; crescono gli anziani rispetto ai giovani; il Sud (vedi grafico) continua a perdere abitanti a causa delle migrazioni interne. Ma altri fenomeni sono nuovi e sfuggono al momento alle analisi della stampa nazionale. Provo a tappare il buco e ne segnalo due, tra essi collegati: l’aumento dei maschi a fronte di una flessione delle donne e il calo delle nascite di bambini stranieri, scesi sotto quota 50mila per la prima volta dal 2005. La contrazione dal picco di 79.894 nati stranieri del 2012 e i 47.761 del 2025 è del 40%. Il dato impressiona anche perché nel frattempo la popolazione straniera è cresciuta da 4,3 milioni a 5,4 milioni. Come se la popolazione residente senza cittadinanza italiana fosse stata sterilizzata.

Il 2025 ha visto tra i residenti in Italia un aumento di 49mila maschi e una diminuzione di 49mila donne. Il fenomeno è recente. Fino al 2022, la contrazione della popolazione riguardava entrambi i generi. Nel triennio 2023-24-25 i maschi sono aumentati di 106mila mentre le femmine sono diminuite di 160mila. La svolta appare legata a scelte politiche migratorie tese a favorire ingressi con i decreti flussi (in larga prevalenza destinati a maschi) e a scoraggiare i ricongiungimenti.

Il cambiamento di composizione nella popolazione straniera è evidente. Al primo gennaio 2019 la popolazione straniera residente in Italia era di 4.996.158, di cui 2.581.873 donne (51,7%) e 2.414.285 uomini (48,3%). Al primo gennaio 2023 la fotografia Istat registrava 5.141.341 residenti di cui 2.623.802 donne (51%) e 2.517.539 uomini (49%). Al primo gennaio 2026 il numero complessivo è cresciuto a 5.559.227 ma le donne sono diventate minoranza: 2.741.432 (49,3%) rispetto ai 2.818.095 maschi (50,7%). Il sorpasso di genere si è registrato sul finire del 2024 e la distanza in favore delle quote azzurre si è accentuata nel corso del 2025. Il fenomeno si spiega con il fatto che gli arrivi, in passato in sostanziale equilibrio, negli ultimi anni e in particolare a partire dal 2023, sono diventati a forte traino maschile, soprattutto nelle fasce giovanili. Durante il 2025 sono entrati in Italia 383.465 stranieri, di cui 221.786 maschi (57,8%) e 161.679 femmine (42,2%).

Lo squilibrio si accentua nella fascia giovanile: al primo gennaio 2026 tra gli stranieri di 20-25 anni residenti in Italia ci sono 244mila uomini (61,9%) e 153mila donne (38,1%). Se le giovani straniere di 20-25 anni pareggiassero i coetanei, il contributo alla natalità crescerebbe del 60%. Ma lo squilibrio è ormai in casa e nel 2025 sono nati appena 47.761 bambini stranieri pari a 8,89 ogni mille. Nel 2019, con 375mila residenti stranieri in meno, le nascite erano state 62.918 pari a 12,59 culle ogni mille stranieri.

È vero che c’è tra le donne straniere la tendenza verso l’omologazione dell’indice di fecondità delle italiane (con un valore complessivo nel 2025 pari a 1,14 figli per donna) ma una contrazione così brusca, pari al 24% tra il 2019 e il 2024, si spiega anche con la repentina inversione di rotta degli ingressi, ormai a forte prevalenza maschile. A conferma di tale fenomeno valgono i dati sulle nascite di bambini con cittadinanza italiana: erano 357.166 nel 2019 e sono diventati 307.674 nel 2025, con una contrazione di 14 punti percentuali. Una flessione forte, eppure dieci punti in meno rispetto a quella degli stranieri.

Marco Esposito (1 aprile 2026)

Topic Demografia