Un elenco di regali utili, curiosi e molto pratesi, scelti per questo Natale.

Potevo evitare di compilare un elenco di idee regalo per Natale? Probabilmente sì. Ma non sarebbe stato altrettanto utile.
Ecco quindi una selezione di proposte per tutte le persone a cui volete bene: prodotti e servizi legati, in modi diversi, alla nostra città. Regali che raccontano qualcosa di Prato, che sorprendono chi li riceve e che, soprattutto, vi fanno fare una discreta figura. Perché alla fine ci tengo anche a quello.
Per la maggioranza saranno idee della categoria “mangereccia” perché sono un fiero sostenitore di quella grande filosofia custodita nei più libri antichi per secoli trascritta dai monaci amanuensi che recita più o meno così: “nel dubbio, regalami da bere o mangiare”.
Un’altra premessa necessaria: questo non è un contenuto sponsorizzato. Nessuna delle realtà citate ha pagato per essere inserita, e nessuna ha saputo in anticipo di comparire nell’elenco. Sono suggerimenti nati dalla mia esperienza, dalla mia “bolla”, dal mio gusto personale e alcune su qualche consiglio arrivato nei giorni scorsi sui miei social.
Per lo stesso motivo, se non trovate il vostro negozio preferito probabilmente è perché non ci sono mai passato. Potete segnalarmelo: se le segnalazioni diventano numerose, e se trovo il tempo e il modo, potrei fare un secondo elenco prima di Natale.
Finito il “festival natalizio delle mani avanti”, iniziamo.
Il Mercato Terra di Prato (Si apre in una nuova finestra) (Si apre in una nuova finestra)(sabato mattina, piazza del Mercato Nuovo): formaggi, confetture, mieli, polline, birre artigianali, farine, vini, salumi, frutta, verdura. E qui già una persona può togliersi tanti pensieri.
Un carnet di ingressi del Cinema Terminale (Si apre in una nuova finestra).
Un abbonamento a “Mondovisioni” (Si apre in una nuova finestra), la rassegna di documentari di Internazionale sempre al Terminale.
Un biglietto per il Centro Pecci, dove c’è la mostra dedicata alle Polaroid di Luigi Ghirri (Si apre in una nuova finestra).
Un libro dal bookshop del Pecci: ingresso libero, selezione molto curata, ottima per chi ama arte e fotografia.
Un biglietto per il Museo del Tessuto (Si apre in una nuova finestra), che ospita la mostra su Azzedine Alaïa e Cristóbal Balenciaga.
Un libro acquistato in una libreria indipendente: Libreria Gori per i grandi, Le Storie della Mippa per i più piccoli/e. Si trovano entrambe nel solito negozio (Si apre in una nuova finestra).
Una selezione di prodotti da Atipico (Si apre in una nuova finestra), specializzati in cibo locale e ben fatto.
Un panettone artigianale: da Nuovo Mondo a Mannori. A Prato è quasi impossibile sbagliare (Si apre in una nuova finestra).
Una graphic novel da Mondi Paralleli (Si apre in una nuova finestra), la fumetteria del centro storico.
Una degustazione di tè cinese a Zentè (Si apre in una nuova finestra).
Una selezione di snack cinesi da Union City (Si apre in una nuova finestra): regalo divertente e molto rappresentativo.
Una damigiana di salsa di soia da Union City (sì, la vendono davvero: ed è anche un bellissimo oggetto d’arredo).
Un pacco di ravioli cinesi congelati da Union City: uno dei regali più apprezzati.
Un cappello di cashmere rigenerato di Rifò (Si apre in una nuova finestra): sostenibile, caldo, pratese.
“Eh ma le cose da Rifò costano troppo”: ha aperto pure il “second hand” (Si apre in una nuova finestra) di Rifò, dove è possibile risparmiare qualcosa.
Una teglia di pizza di Via Garibaldi.
Un panettone omaggio alla Pesca di Prato (Si apre in una nuova finestra). Non è propriamente panettone, non è propriamente pesca.
Il Nocciomiele dell’apicoltura Il Ronzio (Si apre in una nuova finestra), Selvapiana. Crema di nocciole + miele: what else?
Una cena al ristorante indiano (Si apre in una nuova finestra) più buono in città.
Un biglietto per un concerto della Camerata Strumentale, magari nella formula “in mezzo all’orchestra” (Si apre in una nuova finestra).
Un biglietto per uno spettacolo del Metastasio: a gennaio c’è Ascanio Celestini (Si apre in una nuova finestra).
Un biglietto per uno spettacolo del Politeama: ad aprile torna la Familie Flöz (Si apre in una nuova finestra), che incanta sempre grandi, bambine e bambini.
Paolo Nori che racconta “Delitto e Castigo” al Garibaldi (Si apre in una nuova finestra): un regalo perfetto per chi ama la letteratura.
Sciarpine, guantini, cappellini di LOFOIO (Si apre in una nuova finestra).
Un pranzo da Mo Ravioli (Si apre in una nuova finestra), “i ravioli più boni di tutta Praho”.
Uno spettacolo di stand-up comedy (Si apre in una nuova finestra) del Festival Femminista di Ipazia.
Il “Guidobaldo (Si apre in una nuova finestra)”, l’amaro alle erbe spontanee della Calvana e del Monteferrato.
Un vinile acquistato dal Niccoli, storico negozio pratese di dischi.
Una selezione di insaporitori da cucina realizzati da Uscio e Bottega (Si apre in una nuova finestra), utili e fatti con molta cura.
Un buono per farsi la birra da soli (Si apre in una nuova finestra).
A proposito di birra artigianale, a Prato ci sono tanti birrifici interessanti, tipo il Badalà (Si apre in una nuova finestra) a Montemurlo a me piace molto.
“Maledetti Toscani” di Curzio Malaparte. A caso.
“Viaggio nel mondo invisibile (Si apre in una nuova finestra)”, il libro della scienziata pratese Antonella Fioravanti.
“Il Repertorio dei matti della città di Prato”, chi segue questa newsletter da tempo già sa. Per gli altri tutto spiegato qui (Si apre in una nuova finestra).
Un liquore pratese dell’opificio Nunquam (Si apre in una nuova finestra).
Un calendario realizzato da Paola Ressa (Si apre in una nuova finestra), un’illustratrice che abita a Prato.
Una cena al Paca (Si apre in una nuova finestra), il ristorante stellato di Prato (mi dicono quest’anno abbia fatto pure i panettoni).
Un fine settimana in un piccolo ecolodge senza elettricità nell’Acquerino Cantagallo, immerso nel bosco. Un’esperienza per chi vuole staccare e vivere davvero la natura. Lo gestisce il Rifugio Le Cave (Si apre in una nuova finestra).
Una bottiglia di vin santo (Si apre in una nuova finestra) di Carmignano.
In via Muzzi c’è la Bottega del Santa Rita (Si apre in una nuova finestra), con tante idee realizzate dagli utenti della fondazione Santa Rita.
Un chilo di Farina di Castagne della Val di Bisenzio.
Un litro d’olio nuovo.
Un disco di bella musica strumentale pratese suonata da un super trio: i Goro Hanada. (Si apre in una nuova finestra)
Una qualunque cosa nell’atelier d’arte di Lauraballa (Si apre in una nuova finestra).
Biscottificio Mattei, grande classico. Manco ve lo sto a dire.
Un corso di ceramica con Polvere Cipria (Si apre in una nuova finestra). Io l’ho fatto ed è stato davvero simpatico.
E infine: l’abbonamento a Buzz Prato (Si apre in una nuova finestra).
Tra tutte le idee, ce n’è una che forse non risolve un pranzo di Natale, non si mangia e non si indossa, ma serve a qualcosa che a Prato non è particolarmente semplice: capire la città in cui viviamo.
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È, in altre parole, un modo per prendersi cura della propria comunità.
E per farlo passando un regalo che non si butta via e non va a male: semplicemente continua a funzionare.
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Una canzone che ho ascoltato mentre scrivevo
“Palco” di Gilberto Gil. La celebrazione del palcoscenico come un luogo di gioia, libertà e rinnovamento, quasi “sacro”. Il testo è famoso per la metafora che paragona l’anima dell’artista al profumo di talco, simboleggiando purezza e leggerezza ritrovate. È considerato uno degli inni più positivi del cantautore brasiliano, un manifesto della potenza catartica della musica dal vivo.
Lo trovate nella playlist di Buzz Prato su Spotify (Si apre in una nuova finestra).
https://www.youtube.com/watch?v=ou78Tuy_MNM (Si apre in una nuova finestra)